Buenos Aires nei luoghi di Evita Perón

Si può identificare un’intera nazione con una singola personalità?
E’ molto difficile, soprattutto se il Paese in questione è l’Argentina. Escludendo gli sportivi, c’è solo una figura che risalta su tutte: una giovane ragazza di campagna, quinta figlia illegittima di un proprietario terriero. Se fosse questa la sua biografia, si stenterebbe a credere che si parli di Eva María Ibarguren coniugata de Perón e internazionalmente conosciuta come Evita, nata il 7 maggio 1919.
Questa giovane donna fu una delle più influenti personalità politiche del XX secolo, icona di stile oltre che mito assoluto per milioni di argentini. Su di lei sono stati scritti libri, biografie ed è stata al centro di film (anche come attrice) e serie TV.

Dove è meglio iniziare un viaggio sui luoghi che hanno segnato la breve ma intensa esistenza di Evita?
Di certo dovrebbe cominciare a Los Toldos, la modesta comunità agricola che ha dato i natali alla futura First Lady argentina, dove ha trascorso la sua infanzia segnata dai pregiudizi in quanto figlia illegittima. Qui è ancora presente la casa ove è nata che è stata trasformata nel Museo Municipal “Casa Natal María Eva Duarte de Perón”.

Il secondo luogo della vita di Evita che si deve visitare è certamente il palazzo del Ministero della Salute e dello Sviluppo Sociale, sito in Avenida 9 de Julio. La sede ministeriale vide Evita profondersi in enormi sforzi per il miglioramento delle condizioni dei poveri, dei lavoratori e degli anziani. Fu lei a richiedere a grande voce la parificazione dei diritti politici e civili per le donne. Questo traguardo è perfettamente simboleggiato nelle sculture di ferro sulla torre del palazzo.

L’opera in ferro che rende omaggio all’impegno di Evita in favore dei diritti delle donne, sulla torre del Ministero della Salute e dello Sviluppo Sociale
il secondo ritratto di Evita

Il fulcro del viaggio attorno alla figura di Evita è Casa Rosada. Il palazzo presidenziale, dal suo inconfondibile colore, non può essere assolutamente tralasciato. E’ quasi doveroso arrivare fin sotto al balcone dove Evita salutava e arringava le folle. Per farvene un’idea, ricordate Madonna che canta Don’t cry for me Argentina? Si? Ecco, nel 1996 il presidente Carlos Saúl Menem, fervente peronista, concesse il balcone per la famosa scena del film.
Alcune aree della Casa Rosada sono aperte al pubblico se effettuate una visita guidata. Per partecipare è necessario prenotarsi.

La Casa Rosada

Successivamente si va a visitare il Museo Evita, dove, grazie a foto, filmati, documenti e fotografie a lei contemporanei, potrete ripercorrere tutta la sua vita dall’infanzia sino all’incontro con Perón, quindi attraverso lei la storia del paese.
Non viene di certo dimenticato l’elemento moda dato che sono esposti i capi di abbigliamento nonché gli accessori che resero Evita un’icona di stile.
Il museo Evita, situato in Lanifur 2988 è aperto dal martedì alla domenica dalle ore 11:00 alle 19:00.

Il Museo Evita

Un’altra collezione di oggetti riguardanti la vita di Evita è raccolta presso La Muestra de Evita, El Museo del Pueblo, sito non lontano dalla Casa Rosada. L’ingresso è libero dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 16:00 previa prenotazione.
Per maggiori informazioni: http://www.lamuestradeevita.org.ar/

Dopo la sua prematura scomparsa, Evita non ha avuto pace. Nel 1955 Perón fu deposto da un colpo di stato e scappo in Spagna. I militari al potere temevano che la tomba di Evita potesse diventare un luogo di culto per i peronisti. Perciò trafugarono la salma mummificata e la spostarono di ufficio in ufficio. Finché non le fu concessa una sepoltura dignitosa. Non in Argentina. Fu sepolta come Maria Maggi, vedova de Magistris presso il Cimitero Monumentale di Milano.
Solo nel 1971 fu riconsegnata a Perón a Madrid per tornare tre anni dopo in Argentina dopo la sua rielezione.
Evita ora riposa nel cimitero della Rocoleta. Bisognerà cercarla con il nome da nubile: Duarte, in ogni caso oggi, sono tanti gli argentini che si recano ad omaggiarla.

Il sacello dove riposa Evita e la targa che la ricorda

L’ultimo luogo, nacque come gesto d’amore e di riconoscimento da parte di Juan Perón per la moglie: nel 1947, con atto presidenziale, fondò Ciudad Evita a 24 chilometri dal centro di Buenos Aires. Lo stesso perimetro delle abitazioni e delle vie, guardando verso Sud- Ovest, riproducono il profilo di Evita con la sua peculiare acconciatura.