Il carnevale nel mondo

I carnevali più belli e divertenti del mondo, da Rio de Janeiro alle Seychelles

Il periodo di carnevale, oscillante tra febbraio e marzo a seconda della ricorrenza pasquale, rappresenta un’ottima scelta per chi abbia in programma di organizzare un viaggio. Infatti nei Paesi di tradizione cattolica, dove la festività ha luogo, il clima inizia a beneficiare dei tepori primaverili (vedremo che proprio all’arrivo della stagione nuova si connette il significato primitivo della cerimonia) o si mantiene su temperature gradevoli, in base all’emisfero di appartenenza. Senza contare la possibilità di approfittare di eventuali ferie.
Scegliere di trascorrere delle vacanze a carnevale non implica che si stiano cercando soltanto occasioni di divertimento e svago. Anzi. Numerosi, a scorgerli, risultano i profondi valori antropologici e culturali che permangono nelle diverse manifestazioni, ben percepibili anche negli appuntamenti più noti e commerciali.

Carnevale nel mondo Marduk Babilonia
Bassorilievo raffigurante Mušḫuššu, il drago compagno di Marduk, dio protettore di Babilonia cui si collegano le prime attestazioni di riti carnevaleschi

D’altronde, a dispetto della prima attestazione scritta del nome (in un testo giullaresco duecentesto di Matazone da Caligano), derivante dall’espressione carnem levare, riferita al digiuno di Quaresima che inizia il Mercoledì delle Ceneri, successivo al Martedì Grasso, questo complesso sistema di riti, sorretto da un’articolata concezione mitologica e simbolica, risale quanto meno all’antica Babilonia, con le feste in onore di Marduk, ed è attestato in tutto il mondo antico: al suo centro stava la riattualizzazione della cosmogonia, la creazione dell’universo, attraverso la rievocazione del caos originario, prodotto attraverso la confusione orgiastica delle forme e dei ruoli sociali che sanciva la fine di un ciclo vitale, connesso in primis all’attività solare, e propiziava l’inizio di uno nuovo. Morte e rinascita – da cui la ricezione da parte della religione cattolica, attenta a disciplinarne gli aspetti più sfrenati e pagani, in riferimento alla resurrezione di Cristo – che si incontravano nell’esperienza diretta dell’attimo, extratemporale e abissale, dell’inizio.
Partiamo dunque alla scoperta dei carnevali più belli del mondo, ricordando che l’edizione 2018 culminerà nei giorni tra venerdì 9 febbraio e martedì 13 febbraio.

Rio de Janeiro

Viaggio Rio de Janeiro Carnevale nel mondo

Il carnevale nel mondo ha un sinonimo: Rio de Janeiro, che ospita l’edizione più affollata del pianeta, con circa 2 milioni di partecipanti ogni giorno. Per entrare nello spirito del carnevale di Rio conviene rifarsi ad alcune pagine del romanzo di esordio di Jorge Amado, intitolato, appunto, O País do Carnaval (1931): il protagonista Paulo Rigger, dandy annoiato ritornato in patria dal Brasile, di cui rappresenta l’intellighienza disillusa e cinica, rimane travolto fiumana mulatta, sudata, al profumo di pelle e cannella, ancheggiante a ritmo di samba, che gli rivela essenza della razza, repressa dalla cultura, colpevole, come sempre, di svigorire la voce del sangue. Per dirla con Paulo, un abbandono in cui la carne assurge a unico dio dell’umanità, tra processioni di dèi ebbri ed effimeri, rintanati nelle loro tane scure dalle prime luci dell’alba.
In effetti il carnevale di Rio, introdotto dalla corte del neonato impero del Brasile negli anni 30 del XIX° secolo, sul modello della Francia, ha affondato le proprie radici nello spirito, polposo e sensuale, del Sud America. Prendervi parte vuol dire concedersi uno iato, profumato, intenso, dalla vita consueta. La sua caratteristica distintiva, che si sprigiona al comando di Momo, il re del carnevale latinoamericano e sindaco, in questi giorni, della città (il riferimento è al dio greco, storpio e salace, rimanda alla sovversione rituale dell’ordine costituito), risiede nei cortei danzanti a ritmo di samba, organizzato da scuole e bande, circa 300, facenti capo ai “blocos”, sorte di comitati organizzativi di quartiere, dei quali imperdibile è la Banda de Ipanema. Di fronte ai numerosi disagi che si avevano a Rio in occasione delle sfilate, si decise di erigere un luogo interamente deputato allo svolgimento delle esibizioni di quello che non è un semplice insieme di passi e movimenti, ma l’essenza più riposta e calda di un popolo abituato a fare tutto con intensità. Il Sambodromo, progettato nel 1984 dal grande Architetto Oscar Niemeyer, si compone di un’avveniristica struttura che riprende il disegno degli stadi antichi: gli 85000 posti a sedere si affacciano su un’arena dove ogni volta si assiste ad un’esplosione euforica di colori, luci, scintillii dei costumi succinti. Una platea sul carnevale carioca.

Carnevale nel mondo Rio de Janeiro

Il Mardi Gras di New Orleans

Mardi Gras New Orleans 2018 - Parade in the French Quarter

Nella nostra rassegna dei carnevali da visitare nel mondo, passiamo al più grande spettacolo gratuito della Terra, titolo che spetta di diritto al Mardi Gras di New Orleans (confronta la proposta di Alidays per l’edizione 2018). La tradizione del Mardi Gras in Louisiana (o Fat Tusday, “Martedì grasso” in italiano), importata dai Francesi, è testimoniata fin dal 1699, ancor prima della fondazione di NoLa, e la più longeva krew, nome delle congregazioni che organizzano le magnifiche parate di carri da cui cade una pioggia multicolore di throws, ninnoli, collanine, perle e dobloni (le tinte ufficiali – viola, giallo e verde – dal complesso valore allegorico, paiono attribuibili a un granduca russo in visita nel 1872), la Mystick Krewe di Comus, risulta attiva dal 1857. I preparativi iniziano dall’Epifania e raggiungono il risultato nei cinque giorni culminanti della festività (dal venerdì 9 al martedì), che vedono sfilare ben trenta compagnie, soprattutto nella zona di Uptown e Canal Street, giacché dal 1972, per motivi di ordine pubblico, il French Quarter è per lo più precluso alla manifestazione. In quello iato di furore collettivo, saranno protagoniste le krew più storiche e famose (consulta qui il programma dettagliato), come la Proteus, intitolata emblematicamente al cangiante dio sottomarino, adatto al cupo fondo alluvionale del Delta, che per i carri utilizza ancora gli stessi telai di fine ‘800, ed il Zulu Social Aid & Pleasure Club, noto grazie alla coreografia di tema tribale africano, intonata all’anima nera della culla del jazz. La Krew of Rex continua invece a mantenere il suo profilo aristocratico, al quale si devono alcuni elementi costitutivi del Mardi Gras, l’uso di lanciare dobloni e la scelta dei colori, dal momento che sorse proprio per dare il benvenuto al nobile pietroburghese Aleksej Aleksandrovič Romanov, del quale si è già accennato. Un’ottima occasione per scoprire la capitale creola del jazz!

Carnevale nel mondo Mardi Gras New Orleans

Il carnevale ai Caraibi

Nell’ambito dei carnevali nel mondo, uno dei repertori folklorici più interessanti è rinvenibile nei Caraibi. La manifestazione capostipite è il carnevale di Trinidad e Tobago, affollato, tra i giardini Queen’s Park Savannah e il National Stadium, da circa 300.000 spettatori, che esibisce, in modo più spiccato rispetto ali analoghi eventi di Rio e New Orleans, le sue componenti cultuali di fondo. Risalente alla colonizzazione francese, la versione dell’arcipelago testimonia un eccezionale esempio di sincretismo, intercorso con le abitudini culturali degli schiavi di origine africana, ai quali si deve il travolgente elemento percussionistico e ritmico delle sfilate che si snodano sul sottofondo del calypso, genere squisitamente afroamericano definitosi, come il jazz, dalla metà del XIX° secolo, anche nella sua versione soul, la soca. Il combattimento rituale del “canboulay” (derivato creolo dal francese “cannes brulées”, canne bruciate), una lotta condotta dagli impiegati delle piantagioni per mezzo di canne di bambù infuocate, si fuse, una volta che costoro furono ammessi alla celebrazione bianca, insieme a pratiche propiziatorie agrarie, canti di lavoro (kaiso) e alla satira sferzante rivolta contro i possidenti, secondo un processo di acculturazione da cui è scaturito il carnevale di Trinidad e Tobago a noi noto. Molto interessante è il programma del J’ouvert, che si tiene all’alba (ciò significa la parola creola) del lunedì grasso: figuranti unti di pece e melassa, addobbati da diavolacci e altre creature mostruose, si dimenano in furore collettivo che raffigura, ancora una volta, lo sprigionarsi del cosmo dalla tenebra originaria, richiamando anche la liberazione degli schiavi nel 1838. Notevole rimane l’insieme di parate del martedì, oltre a tutta la serie di competizioni, musicali e coreutiche (da non perdere il concorso Panorama per lo strumento Steel pan e le gare di limbo, due prodotti autoctoni di Trinidad), che si susseguono a partire da fine dicembre.

Carnevale nel mondo Trinidad e Tobago

Altrove, nei Caraibi, il carnevale si celebra spesso nei mesi estivi. Da non dimenticare lo Junkanoo Festival di Nassau, alle Bahamas, processione danzante in costume, nata probabilmente nel XVI° secolo in concomitanza col periodo natalizio, che, nonostante non derivi dal carnevale vero e proprio, via ha in comune il meccanismo di sovversione sociale (confronta qui la programmazione 2018).

Due carnevali da UNESCO

Carnevale nel mondo Oruro Bolivia

L’UNESCO ha inserito sette carnevali nel mondo all’interno dei suoi Patrimoni orali e immateriali dell’Umanità. Due di essi si svolgono in America Latina. Il carnevale di Barranquilla, città costiera della Colombia, sita alla foce del fiume Magdalena, racchiude le commistioni e stratificazioni etnico-culturali dovute alla posizione strategica del centro portuale. Soprattutto le musiche e le danze denotano il fervente melting pot europeo, africano e creolo: si va dalla cumbia e dal  mico y micas, latini, al congo tribale e al paloteo spagnolo, ballati con vestiti dalle fogge ferine, appariscenti, dalla tambora e dalle percussioni di origine nera, a fiati andini, chitarre e maracas.
Salendo ai 3700 metri di quota dell’altopiano della Bolivia, si incontra un’altra antica tradizione festiva, il carnevale di Oruro, capitale mineraria della regione. Le sue ascendenze sono addirittura precolombiane, dal momento che si ricollegano al pueblo preincaico degli Uros e alla loro festa di Ito, riconvertita, dopo l’iniziale interdizione imposta dagli Spagnoli, che fondarono la città moderna nel XVII° secolo, in una immensa processione cattolica in onore della Virgen del Socavón, patrona delle attività estrattive legate all’argento, subentrata a Pachamama, la Madre Terra quechua. Le sfilate vedono esibirsi più di 28.000 ballerini e 10.000 musicisti, tra i mercatini delle Alasitas, dietro i cui banchetti chiassosi non è difficile scorgere il volto dai tratti marcati, gaudenti, di Ekeko, dio andino dell’abbondanza. Dall’entrada, il corteo inaugurale, è tutto un susseguirsi di maschere che incarnano la perenne lotta di Bene e Male, la coppia di principi del reale: l’orso e il condor delle mitologie montanare autoctone, l’Arcangelo Michele e China Supay, la lussuriosa moglie del diavolo, protagonista del momento più spettacolare del carnevale, la diablada, danza nella quale entrano in sintesi vorticosa le forze conflittuali che informano i processi cosmici. Inutile sottolineare che Lucifero è la traduzione cristiana di Supay, demone ctonio, al vertice del pantheon sotterraneo dei minatori.

Il carnevale delle Seychelles

Carnevale nel mondo Seychelles

Bisognerà attendere il 22-24 aprile 2018 per tuffarsi nel clima travolgente del carnevale internazionale di Vittoria, incentrato sulla valorizzazione dell’identità creola di una popolazione accogliente e allegra,  sorta dall’incontro tra Europei (Vasco da Gama le avvistò nel 1502 e il primo approdo, dopo remotissime, sporadiche frequentazioni di marinai austronesiani, fu realizzato dalla Compagnia Britannica delle Indie Orientali nel 1609) e  genti nere impiegate presso le fiorenti piantagioni di spezie. Carri, balli, concerti e ottima cucina locale. Il condimento perfetto per insaporire una vacanza mare alle Seychelles.

Il carnevale del Québec

Carnevale nel mondo Québec

In materia di carnevali nel mondo, impossibile non citare il più importante e frequentato festival invernale del mondo. Il Carnevale del Québec (26 gennaio – 11 febbraio 2018), nato nel 1894 e organizzato con cadenza annuale dal 1955. Da allora Bonhomme, il pupazzo di neve mascotte della kermesse, inaugura dal suo sfarzoso palazzo di ghiaccio, eretto nella piazza dell’Assemblea Generale, una girandola di attività a sfondo neve, tra cui competizioni internazionali di scultura, gare in canotto, sci di fondo e racchette, sfilate notturne in maschera. Un carnevale dal sapore natalizio, d’infanzia e gioco, che permette di apprezzare, in un’atmosfera fiabesca, la splendida capitale del Canada francofono.

Le feste per il Santo Niño de Cebú alle Filippine

Carnevale nel mondo viaggio Filippine Masskara

Le Filippine contemplano una serie di celebrazioni che, sebbene non rientrino nella liturgia carnevalesca, presentano forti analogie strutturali e rituali, come parate in costume, accompagnamento musicale e danzante, sospensione delle normali attività. L’edizione originale, da cui hanno tratto ispirazione i cloni di Sinulog e Dinagyang, è l’Ati-Atihan festival di Kalibo, dedicato, ogni anno al termine di gennaio, al Santo Niño de Cebú (nel 2018, dal 15 al 21 gennaio), la più antica statua cristiana dell’arcipelago, raffigurante il Bambin Gesù, donata da Ferdinando Magellano in persona a una regina indigena. Siamo ancora al cospetto di un riadattamento missionario del preesistente animismo Anito. La festa deriverebbe, a detta della leggenda fondativa, da una seria di solenni ringraziamenti scambiatisi reciprocamente tra gli Ati, il gruppo nativo dell’isola di Panay, dove si trova Kalibo, e dei naviganti Malay del Borneo, a suggello di un’alleanza economico-politica. Le coreografie coloratissime, ondeggianti in un fremito collettivo, quasi una febbre di cembali, offrono uno spettacolo davvero eccezionale. Un’altra esplosione, a cui lasciarsi andare, docili e allegri, dello stupore primitivo.