Cosa ascoltare prima del Dr. Feelgood American Music Tour

Cosa ascoltare prima di un viaggio musicale nel Sud degli Stati Uniti? Lo abbiamo chiesto a Maurizio Dr. Feelgood Faulisi!

Cosa ascoltare prima del Dr. Feelgood American Music TourGli appassionati di musica americana farebbero bene a non prendere impegni per l’agosto 2018.

Infatti Alidays ha da proporgli il Dr. Feelgood American Music Tour, un viaggio nel Sud degli USA alla scoperta del crogiolo culturale da cui si sono sviluppati i principali generi del sound contemporaneo, dal blues al soul, dal bluegrass al rockabilly.

Sarà Maurizio ‘Dr. Feelgood’ Faulisi in persona, voce storica del mattino di Virgin Radio, nonché profondo conoscitore dell’argomento, al quale dedica articoli su riviste di settore, seminari e concerti con la sua band di roots music, i Dr Feelgood & The Black Billies, a dipanare l’intricata, appassionante matassa di rapporti reciproci tra le diverse tradizioni, raccontando aneddoti ed episodi storici, biografie di star leggendarie, vicende discografiche, genesi di capolavori, e ricollegandole alle concrete situazioni culturali e sociali che le determinarono.

Prima di partire per il caldo ventre degli States, plasmato dall’incedere lento del Mississippi, può essere utile una ripassata di brani e autori di particolare importanza. Ecco dunque un vademecum tratto dal profilo Spotify di Maurizio Faulisi, che raccoglie delle playlist costruite “scientificamente”, con l’intento di sviluppare precisi itinerari tematici, in una definita topografia musicale. Gli squilli graffianti del folk scoto-irlandese e la malinconia vischiosa, blue, di ascendenza africana, la scarica elettrica, contagiosa, del rock primitivo, e le sue successive evoluzioni e ibridazioni, fusi nell’atmosfera, inconfondibile e indecifrabile, del vecchio Sud. Buon ascolto!

Intanto godiamoci l’anteprima del Dr. Feelgood American Music Tour.

12 giorni intensi di pura musica...🎸 un viaggio negli States accompagnati da Dr.Feelgood 🎧

Posted by Alidays, Travel Experiences on Wednesday, January 17, 2018

Country

Una delle tappe fondamentali del Dr. Feelgood American Music Tour è Nashville, in Tennessee, la City Music, capitale indiscussa della musica country.
La visita prevede l’eccezionale Country Music Hall of Fame and Museum2 milioni e mezzo di oggetti in esposizione, da rari filmati d’epoca a indumenti delle star, che raccontano l’origine del genere a partire dai padri fondatori, come Jimmie Rodgers e Hank Williams (del quale si visiterà, a Montgomery, Alabama, la casa natale e dal loro retroterra storico – sociale, quello del Sud rurale. All’interno del percorso espositivo si ammirano centinaia di strumenti appartenuti agli artisti più illustri, dalla Gibson di Maybelle Carter al mandolino di Bill Monroe, stravaganti capi di vestiario e cimeli vari, tra cui spiccano la Cadillac Solid Gold di Elvis e la Pontiac personalizzata di Webb Pierce, dotata di maniglie a forma di pistola e di un trionfo di decorazioni eccentriche.
Non mancherà anche la Grand Ole Opry House, sede del cosiddetto Show that Made Country Music Famous, il più longevo programma radiofonico del mondo, in onda dall’8 novembre 1925, che ha contribuito in maniera decisiva a sostenere negli anni ’50 il Nashville Sound, in risposta alla dilagante onda del rock and roll.
Infine il mitico “Man in Black”, il cantastorie rude e dolce dello spirito on the road degli States, Johnny Cash, è il protagonista del museo dedicatogli in una traversa di Broadway, la centralissima via degli honky tonk, risuonante, fino a tarda notte, di musica dal vivo.

Rock’n’roll

Il rock’n’roll rappresenta, ovviamente, un capitolo centrale del Dr. Feelgood American Music Tour. Basti pensare a due sale di registrazione, incluse nel programma di viaggio, che sono state teatro dei suoi primi, già potentissimi, vagiti.
Presso i Sun Studio di Memphis, il 4 dicembre del 1956 si tenne una storica registrazione avvenuta, come tutti gli eventi epocali, per caso. Quel giorno il proprietario Sam Phillips aveva convocato un ancora poco noto Jerry Lee Lewis a suonare il piano per una sessione di Carl Perkins. Di lì si trovarono a passare anche il ventunenne Elvis Presley, che da poco aveva lasciato l’etichetta per passare alla major RCA, e Johnny Cash, un artista country con forte attitudine rock and roll. Ecco cosa fu il Million Dollar Quartet: quattro miti in erba andarono avanti per più di un’ora ad eseguire brani che spaziavano dalla tradizione sacra a classici country di Bill Monroe o di Ernest Tubb. I quegli anni la piccola Sun Records contribuì a lanciare nomi che sarebbero diventati famosi nell’ambito del rock and roll e del blues, giganti del calibro di Roy Orbison, Little Milton, B.B. King, James Cotton, Rufus Thomas.
A Nashville invece spicca l’RCA Studio B, la “home of 1000 hits”, fondata nel 1956, dove sono state incise oltre 35.000 canzoni, inclusi 260 brani di Elvis, oltre a svariati capolavori di Roy Orbison, Chet Atkins, Jim Reeves, Everly Brothers, Charley Pride, Waylon Jennings, Dottie West, Don Gibson.
E, ancora, la modesta casa natale di Elvis a Tupelo, e la sua tenuta sfarzosa e kitsch di Graceland, oltre al Southern Rock degli Allman Brothers a Macon, Georgia… ne avete abbastanza?

Blues e Soul

L’anima afroamericana pulsa incessante, con il suo ansito primordiale, nel Dr. Feelgood American Music Tour. Esso si muoverà attraverso paesaggi distesi, pigri, disegnati dall’economia schiavistica di quelle piantagioni di cotone da cui i lavoratori di colore cercavano scampo intonando, sulle ritmiche sincopate e le tonalità blue provenienti dalle loro terre lontane, i canti ‘call and response’ che col tempo genereranno i gospel. A Oxford si visiteranno i Blues Archive dell’Università del Mississippi, una vera e propria miniera di cimeli e materiale di registrazione dalla forte rilevanza storico-filologica (per intenderci, 60.000 audio, 20.000 fotografie, 1.000 video e 34.000 libri), e a Clarksdale (la cittadina del Devil’s Crossroads, l’incrocio dove Robert Johnson, il padre maledetto del blues, avrebbe venduto l’anima al diavolo in cambio del proprio virtuosismo artistico) il bel Delta Blues Museum, abbondante di reperti legati a Muddy Waters, John Lee Hooker, Son House, Ike Turner, Jackie Brenston, Sam Cooke, Junior Parker, W. C. Handy. Chiuderanno il quadro l’Alabama Jazz Hall of Fame, il Memphis Rock’n’Soul Museum di Memphis, incentrato sul Memphis Soul, incontro tra gospel, rhythm and blues e jazz, riuniti in una ritmica funky, e il museo della Stax, principale etichetta soul del mondo, con cui collaborò, tra gli altri, Otis Redding.

Bluegrass

Il Dr. Feelgood American Music Tour completerà la panoramica della roots music con il bluegrass, vibrante sintesi tra l’old music degli immigrati irlandesi e scozzesi, il country e le sonorità blues e gospel, generato nel Kentucky ‘the Bluegrass State’, grazie all’intuizione e alla creatività di Bill Monroe, considerato il Padre della musica Bluegrass,  genere reso popolare a livello internazionale grazie a film come Un Tranquillo Weekend di Paura e Fratello Dove Sei la celebre pellicola dei fratelli Cohen. Una musica energica ed elettrizzante nonostante sia suonata esclusivamente con strumentazione acustica, chitarra, banjo, mandolino, fiddle e contrabbasso. Lo si ascolterà live probabilmente a Nashville, sicuramente nella Volcano Room delle Cumberland Caverns, cavità geologiche del Tennessee, a 100 metri nel sottosuolo, che ospitano i concerti sotterranei del Bluegrass Underground, trasmessi dall’emittente radio PBS.

e infine un ultimo suggerimento musicale… i Dr Feelgood & The Black Billies!

You’re a Heartbreaker - Dr Feelgood & The Black Billies

The last one from Dr Feelgood & The Black Billies live in studio!Sì, è l’ultimo video, ma solo per ora! Chiudiamo la cinquina con una delle tre canzoni che abbiamo scelto tra quelle registrate dal giovane Elvis nei mitici studi Sun di Memphis.‘You’re a Heartbreaker’ è una delle numerose cover eseguite dal piccolo King in quella prima fase seminale della sua carriera, un pezzo scritto da Alvin Sallee nel 1952 e pubblicato da Jimmy Heap su Capitol lo stesso anno. Elvis la incise il 10 dicembre 1954, uscì come terzo singolo con sul lato B il blues di Kokomo Arnold ‘Milk Cow Blues’. Se volete sentirne una versione molto originale, cercate quella che Leon Redbone ha inciso nel 1992.E poi c’è la nostra, decisamente rockabilly. Se vi piace condividetela, fatela girare, affinché raggiunga tutti i promoter e gestori di pub della penisola e non solo e li convinca a farci suonare vicino casa vostra. Thanx everybody!La nuova line-up dei Black Billies è composta da Mauro Florean (drum), Roberto Marmieri (stand-up bass), Matteo Ringressi (steel e fiddle), Ruben Minuto (Telecaster), Maurizio Dr. Feelgood Faulisi (acoustic guitar).Mille grazie a Larsen Premoli e Emanuele dei RecLab Studios. Dr Feelgood & The Black Billies sono rappresentati da Best Promotion Agency.

Posted by Dr Feelgood & The Black Billies on Monday, November 20, 2017