Sentieri selvaggi: viaggio nelle location dei più importanti film western americani

Dalla Monument Valley in Arizona alle Black Hills del South Dakota, i grandi registi e gli autori di film western hanno legato le loro pellicole ai panorami incredibili delle Montagne Rocciose e del South West americano. Un viaggio per riscoprire gli USA dei grandi miti western.

Si possono davvero scindere i film western dalle loro scenografie? Cosa sarebbero state le pellicole di John Ford senza la Monument Valley? E il grande successo di Kevin Costner Balla coi lupi sarebbe potuto essere altrettanto intenso senza i panorami del South Dakota dove fu girato?

La risposta certamente è “no”. Da quando è nato il western, a differenza di altri generi, non ha potuto slegarsi dalle sue ambientazioni. Il paesaggio selvaggio del vecchio West è il personaggio aggiunto della mitologia, la chiave di volta delle sceneggiature, il microcosmo –diverso da quello degli spettatori– che rende legittime le azioni, spesso violente, dei protagonisti.

Riguardando i classici film western, da quelli della denominata Epoca d’oro (1939-1969), sia le pellicole successive, non si può non notare che i panorami americani sono sempre lì, sullo sfondo, importanti forse come in nessun altro genere cinematografico. Scopriamo quali siano le principali location dei più importanti film western e imbarchiamoci in un viaggio attraverso gli States, dall’Arizona allo Utah, dal Wyoming al Montana e infine al South Dakota.

MONUMENT VALLEY, LA TERRA PROMESSA DEI FILM WESTERN

Un viaggio nelle location del cinema western deve assolutamente cominciare dalla spettacolare Monument Valley, al confine fra Arizona e Utah. Questa incredibile pianura desertica con i suoi ciclopici Butte rocciosi disseminati quasi in maniera casuale che si stagliano contro un cielo vasto e azzurro ha segnato tanti film.

Fu proprio qui venne inaugurata la cosiddetta Epoca d’Oro del cinema western, quel periodo a cavallo fra anni ’40 e anni ’50 nel quale il genere, si dice, passa dalla commedia all’epica, si struttura e assume quelle caratteristiche che lo rendono unico e inconfondibile, quei tratti e quelle tematiche che lo caratterizzano ancora oggi come un genere a sé stante. E tutto questo grazie ad una sola pellicola, Stagecoach (1939), conosciuto in Italia come Ombre Rosse. Il film sancisce il duo che segnerà la storia del genere western: John Ford alla regia e John Wayne come attore protagonista. Insomma, il pilastro del cinema western.

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Il John Ford’s Point della Monument Valley (Arizona)

Ford e Wayne torneranno spesso nella Monument Valley per girare capolavori indimenticabili come I Cavalieri del Nord Ovest (1949) e soprattutto Sentieri Selvaggi (1956),uno dei miei film western preferito. Ford era letteralmente ossessionato dai panorami di questa zona tanto da volerli sempre nei suoi film, a costo di sacrificare la trama degli stessi: in Sentieri Selvaggi John Wayne torna a casa alla fine della Guerra Civile americana nel suo ranch in Texas; la scena successiva cavalca con altri cowboys alla ricerca della nipote rapita dagli indiani proprio sotto la Monument Valley!film western monument valley arizona

Proprio per l’amore spasmodico del regista per questi paesaggi uno dei punti panoramici più belli della Monument Valley è stato rinominato John Ford’s Point. Immancabile per tutti i visitatori, il John Ford’s Point è il luogo migliore dove godersi il tramonto, con il sole che tinge il cielo di rosso e che proietta le ombre delle grandi e ieratiche Butte della valle.

Dopo John Ford sono stati innumerevoli i registi che hanno usato la Monument Valley come ambientazione per i loro film. Sergio Leone girò solamente pochissime scene in terra americana nei suoi cinque spaghetti-western, fra queste una inquadratura panoramica che appare nel capolavoro C’era una volta il West, e lo fece proprio in Arizona. Recentemente anche altri film di genere western, come The Lone Ranger (2013) con Johnny Depp e A million way to die in the West (2014) di Seth McFarlane, per quanto di tono ironico, sono stati girati alla Monument Valley in onore alla tradizione fordiana.

ZION NATIONAL PARK, IL LATO LEGGERO DEI FILM WESTERN

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Le Pink dunes di Kanab, Utah

Lasciamoci alle spalle le spettacolari guglie di roccia della Monument Valley e percorriamo le strade fra Arizona e Utah verso Ovest. Fra le varie cittadine che si incontrano lungo il percorso c’è Kanab, la “piccola Hollywood del western”, soprannome più che mai legittimo per via dei tanti film girati proprio qui, tra i quali non si può dimenticare Il texano dagli occhi di ghiaccio (1976) diretto e interpretato dal mitico Clint Eastwood.

Anche l’altra grande attrazione naturale dello Utah, lo Zion National Park, è stata l’ambientazione di differenti pellicole western.

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Una famosa scena di Butch Cassidy è stata girata in questo punto dello Zion Park.

Le gigantesche cupole di roccia dello Zion, i suoi canyon stretti che si contrappongono ai larghi, quasi infiniti plateau e le spettacolari dune di sabbia pietrificata hanno attratto molti registi fino dagli anni ’20. The Deadwood Coach (1924), The big Trail (1930) e Buffalo Bill (1944) sono solo alcune delle pellicole “minori” che vennero girate allo Zion.

È solo negli anni ’60 che I registi western si accorgono della bellezza dello Zion National Park. È un’epoca ormai diversa da quella dei grandi successi di Ford e Wayne: in mezzo c’è stato l’exploit degli spaghetti-western, il cui successo di pubblico negli USA fu profondo e inaspettato; e poi la contestazione studentesca e pacifista contro la Guerra del Vietnam avevano profondamente cambiato l’audience e il mondo del cinema western.

In questo clima mutato sono tantissime le pellicole che scardinano i pilastri fordiani del genere. Uno dei più frizzanti film di questo periodo, girato proprio allo Zion National Park, è Butch Cassidy (1969). Se si riesce a spostare lo sguardo dalle magnifiche interpretazioni dei due protagonisti, Paul Newman e Robert Redford, si possono ammirare le magnifiche conformazioni dello Zion in tutto il loro splendore.

Non solo. Una delle scene più celebri del cinema, ovvero quella in cui Butch Cassidy/Paul Newman e la splendida Katharine Ross si divertono con una bicicletta sulle note della mitica “Rainbows keep fallin’ on my head” di B.J. Thomas è stata girata a Grafton, una città fantasma che si trova proprio all’esterno dello Zion National Park. Se vi è piaciuto il film Butch Cassidy, una sosta in questa pittoresca ghost town è da mettere in preventivo!

LA SELVAGGIA ASHLEY NATIONAL FOREST

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Una veduta del Flaming Gorge National Recreation Area

Lasciamo lo Zion e dirigiamoci a Nord. Poco a Est della capitale dello Utah Salt Lake City si trova la Ashley National Forest, un enorme riserva montana al confine con il Wyoming. La Ashley, per quanto poco famosa agli occhi degli occidentali, è uno dei parchi migliori dove fare trekking nella natura selvaggia. Fra i punti più belli, assolutamente da visitare, c’è lo strepitoso Flaming Gorge National Recreation Area, un enorme e scenografico canyon navigabile le cui pareti assumono i colori dell’iride.

Proprio nella “selvaggia” Ashley National Forest venne girato uno dei film western di più grande impatto nella storia del cinema, sia per le tematiche, all’epoca ritenute “nuove”, sia per il grado di violenza e la schiettezza delle vicende: Corvo rosso non avrai il mio scalpo (1972) con Robert Redford, uscito negli Stati Uniti con il titolo di Jeremiah Johnson.

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Corvo Rosso non avrai il mio scalpo venne girato nella Ashley National Forest

Il film è la storia di un cacciatore di pellicce e della dura vita della frontiera sulle Montagne Rocciose, del suo rapporto con i nativi americani e della continua lotta con una natura stupefacente ma selvaggia e a tratti crudele. Corvo Rosso mette in discussione tutta la precedente epopea western, il mito che la frontiera potesse essere la “terra promessa” da addomesticare con il duro lavoro, e la figura del pellerossa infido e senza pietà. Le magnifiche montagne e i boschi profondi della Ashley National Forest sono stati l’ambientazione perfetta per questa pietra miliare, pellicola fondamentale per capire lo sviluppo della cinematografia western.

NUOVI ORIZZONTI AL GRAND TETON NATIONAL PARK

Lasciamo lo Utah e proseguiamo a Nord in Wyoming. Terra splendida e dai meravigliosi panorami, come vi ho raccontato in questo articolo, dal fascino potente, che non ha lasciato indifferenti i registi di film western.

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Una veduta del Grand Teton National Park

Il Nord-Ovest dello stato è occupato dagli spettacolari Yellowstone National Park e Grand Teton National Park. Sembra quasi una coincidenza incredibile, ma ben tre film furono girati in quest’ultima riserva, pellicole diversissime fra di loro e che eppure sembrano condividere una tematica: rivoluzionare il genere western. Si tratta de Il grande sentiero (1964), I segreti di Brockeback Mountain (2005) e Django Unchained (2013).

Il Grande Sentiero, titolo originale Cheyenne Autumn, è stato l’ultimo western diretto da John Ford, quel John Ford che definì i canoni del genere e che alla sua ultima prova li azzerò totalmente. Si tratta della storia di un gruppo di Cheyenne che, affamato, scappa dalla riserva statale in Oklahoma per tornare nelle loro terre del Nord del Wyoming. Un film struggente, forse non riuscitissimo, ma che rimane quasi come un testamento di Ford: dopo due decadi passate a tinteggiare i nativi come “i nemici per eccellenza”, il regista sembra pentirsi, denunciando alcune delle atrocità dell’uomo bianco. Imperdibile per i cultori del genere.

Non meno rivoluzionari sono gli altri due film, che addirittura non sono propriamente dei “western” in senso stretto. Omosessualità e razzismo sono i temi centrali delle due pellicole di Ang Lee e Quentin Tarantino e sembrano voler sdoganare alcuni capisaldi della cultura western (e americana in generale).

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Alcune scene di Django Unchained vennero girate all’Elk Refuge di Jackson, Wyoming

A fare da sfondo a queste rivoluzioni di cellulosa sono le splendide montagne del Teton Range, la catena montuosa delle Rocky Mountains a Sud dello Yellowstone. Fermarsi a Jackson, una deliziosa cittadina montana del Wyoming, permette di esplorare questo spettacolare parco, un vero santuario per la fauna delle montagne rocciose. Imperdibile è l’Elk Refuge, un oasi popolata da migliaia di wapiti, un tipo di alci minori; proprio questi ungulati appaiono in Django Unchained, in una serie di scene in cui il protagonista Jamie Foxx e il versatile Christoph Waltz si dirigono a Nord per battere i territori selvaggi alla ricerca di taglie da intascare.

BILLINGS, INDIANI E MONTANA

Il nostro viaggio prosegue a Nord, attraversa le meravigliose valli dello Yellowstone e, grazie alla strepitosa strada panoramica Beartooth Highway, si lascia il Wyoming e si entra in Montana. I profili aguzzi delle Rocky Mountains scompaiono lasciando spazio alle grandi pianure.

In queste distese aride, di cui vi ho parlato in questo articolo, si svolse una delle battaglie più famose della frontiera fra nativi americani e soldati degli Stati Uniti: la battaglia di Little Big Horn, nella quale il generale George Armstrong Custer venne sconfitto da un’alleanza di indiani Cheyenne e Sioux.

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Il campo di battaglia di Little Bighorn

Innumerevoli sono i film che trattano della battaglia di Little Big Horn dal punto di vista americano. Si contano sulla punta delle dita quelli che invece adottano la prospettiva dei nativi. Uno di essi è uno dei miei film preferiti di sempre: Il Piccolo Grande Uomo (1970) capolavoro di Arthur Penn interpretato magistralmente da Dustin Hoffman.

Assieme ad un altro film dello stesso anno, Soldato Blu, Il Piccolo Grande Uomo riveste un ruolo cruciale nella storiografia del genere western. Sfacciatamente dissacrante nei confronti di alcuni grandi miti della frontiera –il generale Custer presentato come un folle assetato di potere, la figura del pistolero come quella di un violento perdigiorno, i tipici personaggi della mitologia western rivisti in maniera grottesca– la pellicola racconta i tragici eventi che porteranno a Little Big Horn, fra i quali una serie infinita di inutili atrocità e massacri perpetuati nei confronti dei nativi americani.

Il campo di battaglia di Little Big Horn si trova a una cinquantina di chilometri dal centro di Billings, nel cuore della Crow Reservation, una riserva indiana. Anche le scene di guerra di Piccolo Grande Uomo vennero girate qui, quasi a voler trarre ispirazione dal luogo degli avvenimenti. Altre scene della pellicola sono ambientate in Montana, a Nevada City e a Virginia City, sulle Montagne Rocciose, ma nessun luogo risulta più intenso e importante del Little Big Horn Memorial.

SPEARFISH CANYON, OVVERO L’EPILOGO DELL’EPOPEA WESTERN

Piccolo Grande Uomo ha il merito di essere uno dei primissimi film a integrare l’ottica nativo-americana a quella western. Ma la pellicola che definitivamente chiuse i conti con il passato è sicuramente Balla coi Lupi (1990) capolavoro e incredibile successo di Kevin Costner.

Costner ha girato diversi film western: Open Range – Terra di confine (2003), Silverado (1985), Wyatt Earp (1994) e altri. Ma nessuna sua pellicola è tanto influente e importante quanto Balla coi Lupi. La storia di un tenente dell’esercito americano mandato in un remoto avamposto della frontiera, che incontra una tribù di indiani Sioux e con la quale instaura dei delicata ma sempre più profondi rapporti, imparandone la lingua e i costumi, fino al punto di non potersi più considerare un “uomo bianco”.

Le ultime, toccanti, scene di Balla coi Lupi sono state girate nel cuore delle Black Hills (South Dakota), presso lo Spearfish Canyon. Per raggiungerlo da Billings si va a Est, sconfinando nel South Dakota, uno stato americano che vi ho raccontato in questo articolo. Fra le montagne che ospitano grandi monumenti come il Monte Rushmore e il Crazy Horse Memorial, lo Spearfish Canyon risulta un gioiello naturalistico impressionante, un insieme di gole rocciose ricoperte da una rigogliosa boscaglia, lunga oltre 30 chilometri. I suoi panorami sono uno dei must see del South Dakota e fra le montagne boscose è possibile scegliere uno degli innumerevoli, entusiasmanti, percorsi di trekking rivivendo le magnifiche ambientazioni di Balla coi Lupi.

Le ultime scene di Balla Coi Lupi vennero girate nel meraviglioso Spearfish Canyon.
Le ultime scene di Balla Coi Lupi vennero girate nel meraviglioso Spearfish Canyon.

Il nostro viaggio si conclude così, alla fine di un itinerario lungo ma pieno di stupendi panorami, luoghi che non possono mancare in un viaggio negli Stati Uniti. Il viaggio termina con una rassegna di film bellissimi, imperdibili per gli appassionati dei film western.

Che dirvi di più? Sicuramente se non avete visto qualcuna di queste pellicole correte subito a mettervi in pari. E se voleste assaporare dal vivo queste splendide destinazioni, date un occhio a questa offerta Alidays.