I foliage più spettacolari del mondo

La calma magia dell’autunno nei migliori foliage del pianeta

“Tutta una dolcissima agonia”. La chiusa di Ottobre del grande poeta Vincenzo Cardarelli (leggi qui il testo completo), sintetizza con efficacia lampante il riflesso lirico dell’autunno, la “stanca stagione / che ha già vendemmiato”, crepitante e saccheggiata, “dal colore che inebria”, vaporoso nel mattino, di vinaccia, impiastrato, al tramonto. Il tempo dell’anno che cammina malinconico tra i boschi, riposando dagli ardori della fulgida giovinezza, e pregusta l’imminente riposo sorbendo una tristezza nuova, benigna. La compagna fedele, dal volto placido e un po’ sfatto, subentrata all’amante volubile, che siede accanto, composta, per la vita.
Un lento declino che s’inscrive nel ciclo solare, nello scemare di forze cui la natura tutta, docile, sottopone il capo, poco prima fronzuto e altero. E dà un estremo, straziante addio alla luce, raccogliendo le ultime forze in un sussulto di colori. In questo articolo sui foliage più spettacolari del mondo andremo in cerca delle foreste dell’emisfero boreale dove il mutamento di pigmentazione nelle foglie degli alberi decidui, dovuto alla degradazione della clorofilla, in seguito al quale emergono le note cromatiche dei carotenoidi (scopri i dettagli scientifici del fenomeno), crea scenari particolarmente meravigliosi. Chiome gialle, arancioni, rosse, purpuree, cremisi, a perdita d’occhio per vallate curvilinee, abbarbicate a picchi ruvidi. Oasi di pace perfette per godersi passeggiate ed escursioni nell’aria densa, odorosa di vegetazione, attraverso territori idilliaci, ricchi di tradizioni gastronomiche contadine che, durante l’autunno, offrono le ricette più corpose e saporite. Ecco i suggerimenti di Alidays sui foliage più belli del pianeta.

Cabot Trail, Nova Scotia – Canada

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Iniziamo la rassegna dei foliage più spettacolari del mondo con la Nova Scotia, meta da tenere in considerazione per un viaggio in Canada. La penisola che si protende, con coste addentellate di fiordi, nell’Oceano Atlantico, offre tratti integri di foresta acadiana, il bioma floristico temperato che prende il nome dall’antica provincia francese dell’Acadia. Tra le caducifoglie prevalgono l’acero zuccherino (la cui foglia è effigiata sulla bandiera canadese) e quello rosso (l’albero nativo più diffuso nel Nord America orientale), il faggio americano, la betulla gialla, il frassino americano, la quercia rossa. Le loro canopie concorrono a rendere celebri i foliage di questa porzione dell’ecoregione olartica.
Il percorso più consigliabile per apprezzarne i manti accesi, e il tono sognante che conferiscono ai paesaggi di roccia e acqua, è senz’altro il Cabot Trail, un nastro d’asfalto di 300 km che si snoda lungo le scogliere dell’isola Cape Breton, all’interno del Parco Nazionale delle Highlands, e così chiamato in onore dello scopritore del Canada, Giovanni Caboto, che qui sarebbe approdato per la prima volta. Villaggi di pescatori nascosti dalla bruma, alci allo stato brado, morbide chicane. Un miraggio soffuso, in cui perdersi dolcemente.

New England, USA

Dire foliage equivale a evocare immediatamente il New England, appartenente al medesimo tessuto floristico della vicina Nova Scotia. Anche nelle zone atlantiche di Maine, New Hampshire, Massachusetts, Vermont, Connecticut e Rhode Islands, le glaciazioni del Pleistocene non hanno provocato le massicce estinzioni di specie arboree avvenute in Europa, motivo del minore rilievo paesistico delle sue foreste autunnali.

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C’è solo l’imbarazzo della scelta sui luoghi migliori per il foliage in New England nel corso dell’Indian Summer, la nostra estate di San Martino. La sua immagine iconica è senz’altro la graziosa chiesetta di Stowe, località montana del Vermont che mette a disposizione un’ampia gamma di attività sportive, dallo sci al kayak, sul lago Elmore e i fiumi Lamoille e Winooski. Per un soggiorno magico si consiglia il Trapp Family Lodge, accogliente resort in stile bavarese fondato da un discendente della mitica stirpe canora dei Von Trapp, fuggiti dall’Austria caduta in mano ai Nazisti, presso il vecchio campus musicale della Family Singer. Da non perdere la Mors Farm Maple Sugarworks, nei cui piccoli cottage in legno, noti come “sugar shack”, si perpetua da generazioni la preziosa produzione del maple syrup. Non è un caso che lo sciroppo d’Acero del Vermont, dalle tonalità dorate e rossastre simili al foliage, è adottato, grazie alle sue qualità uniche, come pietra di paragone per giudicare quelli prodotti in altre aree.
Zone incantevoli dove assistere al trapasso stagionale sono inoltre l’Acadia National Park, sulla costa del Maine e la prospiciente Isola di Mount Desert, e la White Mountain National Forest, magari con una veduta aerea dal Cannon Mountain Aerial Tramway. Ovunque, in ogni caso, il New England regala uno dei foliage più spettacolari del mondo.

Parco Nazionale Bukhansan, Corea del Sud

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Un’entrata a sorpresa. Un viaggio in Corea del Sud in autunno, infatti, può riservare emozioni inaspettate, specie nel Parco Nazionale Bukhansan (alla lettera “montagne al di là del fiume Han”), area protetta di 80 kmq,  a brevissima distanza da Seoul, visitata annualmente da 5 milioni di persone (un record in rapporto all’estensione). I numerosi sentieri, che si avviluppano intorno ai tre principali monoliti granitici, lambenti i 900 metri d’altezza, si addentrano in fitte boscaglie di ontani, aceri, zelkove, querce, abbeverate da ruscelli e cascatelle. L’atmosfera silenziosa, che pare osservare, enigmatica, chi osi profanarla, è resa ancora più sibillina da remote testimonianze architettoniche, vale a dire il Bukhansanseong, fortezza difensiva, completata nel 1711 su strutture preesistenti risalenti al II° secolo a.C., e i templi di Seungasa, con il Maaeseokgayeoraejwasang, Buddha di 5 metri scolpito nella roccia, e Munsusa, apprezzata per le sue fonti sacre. Il panorama di Seoul, dominata da questi rilievi, svapora nella lontananza incommensurabile di un universo differente.

Valle del Jiuzhaigou, Cina

È giunto il momento di un Patrimonio UNESCO. Un viaggio in Cina ha in serbo senz’altro uno dei foliage più spettacolari del mondo, soprattutto per chi si diriga nella valle del Jiuzhaigou, a circa 750 km da Xi’An, l’antica capitale imperiale dell’esercito di terracotta.

I foliage più spettacolari del mondo Valle del Jiuzhaigou 1 I foliage più spettacolari del mondo Valle del Jiuzhaigou

La scoscesa incisione che scava i Monti Min, gruppo calcareo caratterizzato da notevoli fenomeni di carsismo, attorniata da vette che sfiorano i 4800 metri d’altezza, è inclusa in un Parco Nazionale, esteso per 72 mila kmq, dichiarato, oltreché bene dell’Umanità, Biosfera UNESCO, grazie a un’eccezionale ricchezza naturalistica e storico-culturale. La peculiarità più nota del complesso vallivo, ripartito in tre rami principali (Rize, Zechawa e Shuzheng), consiste nei numerosissimi specchi lacustri (detti in cinese Haizi, ovvero “figli del mare”), tra i quali spicca il “Lago Lungo”, di 7,5 km, trasparenti e limpidissimi in virtù dell’elevata soluzione di carbonato di calcio rilasciato dalle rocce. Stupende anche le cascate, specialmente le Nuorilang, con un fronte di 320 metri. Alle conifere dei piani altitudinali alpini si sostituiscono, a quote più basse, porzioni vergini di foresta mista temperata che, in autunno, agghinda i fianchi dirupati di festoni vermigli, come per una cerimonia religiosa che sospende ogni elemento in una concentrazione mistica in cui tutti gli esseri – tanto le 130 varietà di uccelli quanto i rarissimi panda giganti, rinopitechi e tanik – intonano una preghiera corale al creato. I nove villaggi tibetani (questo il significato di Jiuzhaigou) sprofondano nei vapori argentini della Terra. E la vita assume un’inconsistenza di sogno.

Colline Fragranti, Cina

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Un altro foliage da non perdere in Cina è quello del Parco Xiangshan, o delle “colline fragranti”, un giardino imperiale di 162 ettari a 28 km a Nord-Ovest di Pechino. Aperta già nel 1186, sotto la dinastia Jin, l’area verde ha conosciuto nei secoli parecchi interventi e aggiunte architettoniche, ben avvertibili a dispetto dei disastrosi incendi ottocenteschi dei due Palazzi d’Estate e dei danni apportati dall’occupazione di truppe straniere. La rete di sentieri si dirama nel folto di boschi di aceri, scotani, cachi, le cui livree rivaleggiano con la vernice rubizza dei templi. Il periodo migliore per esplorarlo va da fine ottobre alla prima metà di novembre.

Il foliage in Giappone

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L’itinerario alla scoperta dei foliage più spettacolari del mondo ci porta ora in Giappone. Prima tappa le gole di Takachiho, nell’isola meridionale di Kyushu, un corridoio solcato dal fiume Gokase tra lisce pareti di basalto, da cui balzano varie cascate, ad esempio la Minainotaki, alta 17 metri. Percorrendo il canale con una delle barche affittabili (la corrente è molto tranquilla), o seguendo il sentiero che lo sovrasta, si fa ingresso in una dimensione assorta, di vita geroglifica, che alimenta di scarna linfa vulcanica i boschetti rupestri. Un altro luogo indicato per osservare il Momiji, come si chiama in giapponese l’acero palmato e, per sineddoche,  il foliage, è Kyoto, la capitale del Sol Levante dal  794 al 1868, disseminata di luoghi di culto buddhisti e edifici religiosi, dei quali 17 rientrano nei Patrimoni UNESCO. Fantastici Arashiyama, intorno alla valle del fiume Katsura, già apprezzata nel periodo Heian (794-1185) per la celebre foresta di bamboo e la fioritura dei ciliegi, e i parchi dei templi, dall’Enryaku-ji al Tofuku-ji, dal Kodai-ji al  Kyomizudera, immersi in accartocciamenti languidi, zen. L’annuncio tangibile della pace sovrumana che verrà, sui calzari siberiani dell’inverno.