I siti archeologici meno conosciuti del Messico

Non solo Maya ed Aztechi: un viaggio nella millenaria stratificazione etnica, culturale e storica del Messico, che cela rovine e resti di eccezionale valore artistico, culturale e architettonico, meno coinvolti dal turismo di massa

Tra le molte immagini che sovvengono alla mente quando si sente la parola Messico, chi non ha pensato, almeno una volta, ad una piramide che spunta dalla giungla dello Yucatan? Oppure ai re incoronati di piume che dall’alto guardano la folla adunata, mentre si officiano sacrifici alle divinità? Penso sia impossibile.
Il Messico storicamente richiama subito Aztechi e Maya. Giustissimo! Ma non ci furono solo loro. Tutto il Mesoamerica fu indiscutibilmente la culla di società complesse, stratificate che, grazie a mutui contatti e all’agguerrita concorrenza per il domino, raggiunsero livelli altissimi in campi quali l’astronomia, l’arte e l’architettura, delle quali ci hanno lasciato importanti vestigia.
Oltre agli Aztechi, il cui nome originale era Mexica, da cui deriva il nome del Paese, e i Maya, vi troviamo un mosaico di popolazioni, meno note ma non meno importanti: Huaxtechi, Mixtechi, Olmechi, Taraschi, Cicimechi, i Tepanechi e ancora Toltechi, Totonachi, Zapotechi, per non eccedere nell’elencazione. Ora, tutte queste compagini etniche, che raggiunsero evolute forme civiltà urbana talvolta associandosi o scontrandosi, meritano il loro giusto posto nella conoscenza della storia e della cultura messicana.

Atzompa

Atzompa sorge su un’altura adiacente alla collina del sito di  Monte Alban, che si affaccia sulle valli di Oaxaca. Il sito archeologico è stato scavato recentemente e le prospezioni continuano tutt’ora. A differenza di Monte Alban, Atzompa non nacque come centro monumentale, ma la sua funzione era di ospitare abitazioni private. Infatti si può stabilire la sua fondazione in un momento di espansione, demografica ed urbanistica, della vicina Monte Alban, che iniziò a stabilire città ed insediamenti satelliti in luoghi dal forte valore strategico. Egualmente alla sua metropoli, gli oggetti scavati nel sito di Atzompa indicano che la città era parte di una rete commerciale che univa il Guatemala,Teotihuacan, con le comunità a nord della regione di Hidalgo.

Balamku

fregio nel sito di Balamku
Fregio nel sito maya di Balamku ©iStock

Questa città  prende il nome dal giaguaro presente in un notevole fregio che vi si ammira: infatti Balam-Ku significa “Casa del Giaguaro”.Il sito archeologico si trova nella penisola dello Yucatan ed ha un’estensione di 1 chilometro quadrato, risultando suddiviso in quattro settori urbanistici: Nord, Sud, Sud-ovest e Centrale.
Il Gruppo Nord non è ancora stato ancora scavato, benché sia già stato mappato e si sa che in esso si trovano diverse strutture che arrivano a misurare 15 metri di altezza, circondate da sei piazze.
Il gruppo Sud conserva quattro piazze e una grande base piramidale alta 10 metri.
Il gruppo Sud-Ovest è composto da due edifici che potrebbero esser stati osservatori astronomici.
Il Gruppo Centrale ha due piazze e un luogo di culto chiamato Tempio dei Quattro Re.
A Balamku è presente un glifo in stucco, chiamato “Fregio dell’Universo”. Questa incredibile opera d’arte misura 16,8 metri di lunghezza, ed è una delle più grandi del mondo Maya. Anche se fu creato intorno al 550-650 d.C, è ancora possibile notare tracce del pigmento originale,rosso e un tocco di blu.
Balamkú è stata riscoperta solo di recente, precisamente nel 1990, dall’archeologo Florentino García Cruz, mentre conduceva un’indagine sui saccheggi di opere archeologiche. Chiamatelo Karma Positivo o Fortuna,  il dottor García Cruz trovò una trincea dei saccheggiatori che aveva riportato alla luce una parte dello stucco del Fregio. L’Istituto Nacional de Antropologia e Historia (INAH) è tuttora impegnato nello scavo.

Bonampak

Riproduzione di una scena bellica dal sito di Bonampak ©istock

Bonampak non è mai stata una città importante o centrale nel mondo Maya, però custodisce lo splendido “Tempio dei Murales”, con le sue tre sale che ospitano pitture murali di pregevole fattura e grande importanza.  I colori variano dalla gamma dei turchesi e dei gialli sino al ruggine, e risultano ancora luminosi e nitidi. Oltretutto rappresentano uno spaccato della vita quotidiana dei Maya, fornendo così preziose informazioni agli studiosi.

Murale 1

Raffigura la presentazione del figlio reale al sovrano Chan Muwaan II e a sua moglie davanti all’élite della corte ,ovvero la consacrazione dell’erede del sovrano divino.

Murale 2

Il murale della stanza 2 raffigura una scena di guerra e la sottomissione di un nemico. I prigionieri vengono torturati rimuovendo loro le unghie. Chan Muwaan è raffigurato vestito da battaglia con una pelle di giaguaro e presiede alla tortura. Accanto ad un prigioniero compare una testa tagliata, presumibilmente di una precedente vittima sacrificale.
Per comprendere il significato iconografico dei dipinti, bisogna ricordare come gli antichi Maya, similmente ad Aztechi e Toltechi, combattevano per difendere o ingrandire il territorio e per il monopolio nel commercio: i popoli mesoamericani preferivano catturare vivo il nemico piuttosto che sterminarlo in battaglia, così da sacrificarlo agli dei in presenza del popolo riunito.
Questo murale ha disilluso la precedente teoria secondo cui i Maya non avrebbero praticato sacrifici umani sino a quando i Toltechi arrivarono nello Yucatan dal Messico centrale nel X secolo. Si credeva ciò perché è noto che furono proprio i Toltechi a introdurre a questa usanza presso  gli Aztechi. I murales però precedono l’arrivo dei Toltechi e dimostrano tanto la natura guerriera dei Maya quanto che la pratica dei sacrifici rituali era già una consuetudine.

Murale 3

La sala 3 mostra la celebrazione della vittoria sui gradini dell’Acropoli. Sono presenti ballerini in bei costumi, i volti coperti da maschere di divinità, mentre i nobili indossano enormi copricapi. Il sovrano e la sua famiglia sono rappresentati nell’atto di forarsi la lingua in un salasso rituale.

Cempoala

Cempoala, il cui significato è “luogo delle venti acque”, poiché la città possedeva numerosi acquedotti atti a rifornire i canali di irrigazione per i terreni agricoli, era la capitale dei Totonachi, situata a metà della costa atlantica del Messico
Cempoala e le altre città dei Totonachi furono sconfitte dagli eserciti di Montezuma intorno al 1458 d.C. Gli Aztechi li trattarono in modo disumano, schiavizzandoli o sacrificandoli. Non c’è da stupirsi s,e all’arrivo di Hernán Cortésalcuni dignitari Totonachi lo invitarono a Cempoala per incontrare il loro signore “Capo Grasso” Xicomecoatl. Fu quindi così che Cempoala divenne la prima città mesoamericana visitata dagli europei e che i Totonachi si unirono a Cortés nella conquista dell’Impero Azteco.
Cempoala fu assoggettata al potere spagnolo  in maniera relativamente pacifica, però a decimare i Totonachi ci pensarono le epidemie portate dagli europei.
Dei Totonachi sappiamo che fino al XV secolo erano i maggiori produttori di vaniglia al mondo e che erano pure abili tessitori. Infatti vennero descritti come “molto eleganti” nelle fonti spagnole. I loro discendenti vivono tuttora negli stati del Messico Orientale di Veracruz, Puebla, e Hidalgo.

La valle dei tagliatori di gola

Il sito era originariamente la casa dei Tecoxquin o Tagliatori di gole, tra il XIII ed il XX secolo a.C., e fu poi sede dei Mazatán, un popolo tributario del Regno Xalisco. Si trova in una piccola valle sulla costa di Nayarit, in Messico.
I petroglifi principali si trovano in un letto del fiume nella giungla e intorno a una pozza chiamata “La piscina del Re”.

I Petroglifi

l Tecoxquin incisero immagini in pietra vulcanica oltre duemila anni fa, vicino a Las Piletas. Questi petroglifi costituiscono, probabilmente, semplici raffigurazioni simboliche di aspetti della vita quotidiana, ossia la salute, la fertilità, le piogge e le colture, oppure potrebbero anche essere intesi come preghiere o offerte agli dei responsabili di tali aspetti.

Vita religiosa (Tecoxquin)

Senza dubbio, molte cerimonie religiose in questo sito erano di tipo sciamanico, ovvero pratiche che avevano lo scopo di mettersi in comunicazione con il piano delle divinità o degli spiriti attraverso un intermediario. I Tecoxquin usavano piante psicotropetabacco per raggiungere stati di estasi e comunicare con i loro dei.

L’ultimo dei Tecoxquin (Petroglifi nel sito di Alta Vista, Compostela, Nayarit)

Dopo la conquista spagnola, i discendenti Tecoxquin furono completamente annientati da epidemie oppure costretti ai lavori forzati. Oggi le città native della regione parlano ancora di “bianchi indiani”, fantasmi che appaiono dalle montagne per onorare i loro antichi dei.

Il ciclo dell’acqua

Lo stato di Nayarit è caratterizzato da forti piogge, concentrate tra maggio e ottobre e dovute alle montagne dell’Alta Vista, che formano una barriera dalle aree desertiche ad oriente. Forse a causa di questa abbondanza di acqua, l’Alta Vista era considerato un luogo speciale.

Tomoanchan

Tamoanchan era un luogo paradisiaco mitico, noto alle culture mesoamericane, e riveste una certa centralità nell’antica cosmologia mesoamericana. Tamoanchan era l’albero cosmico che collega la vita e sostiene il mondo. Le sue radici sotterranee affondavano nel campo dell’acqua e della fertilità. Il suo tronco stava al piano della terra popolata e del cielo. La chioma invece era in paradiso, ovvero il regno degli dei e della pioggia. Tamoanchan era rappresentato dall’albero di Ceiba.

Guerra: Teste trofeo

La “Guerra Florida” era una delle principali pratiche religiose associate ai Tecoxquin. L’obiettivo non risiedeva nella conquista di territori, piuttosto nella razzia di guerriere, le cui teste venivano tagliate e poi offerte agli dei in un sacrificio rituale. Queste guerre si combattevano, solitamente, a livello localw, mentre in alcuni casi le scorrerie si spingevano in luoghi lontani, come le valli di Talpa e Mascota o nello Jalisco.

Tlalocan

I mesoamericani credevano che l’acqua avesse origine nel sottosuolo, perciò ritenevano che il mondo sotterraneo fosse un luogo fertile. Tlalocan era il paradiso dell’acqua sotterranea abitato dai “Chanes”, così come dagli spiriti delle persone affogate o la cui morte era legata all’acqua. Tlalocan rappresentava anche il luogo di residenza del leggendario coccodrillo Cipactli, simbolo della fertilità.

Il Cristo devoto

I primi riferimenti storici al sito archeologico di Alta Vista risalgono al 1612. Questi descrivono molte croci e, soprattutto, un “Cristo devoto”, tutt’oggi oggetto di venerazione da parte dei locali. Questo è forse un riferimento al “corn man“, a simboleggiare la fertilità e la crescita, una figura di grande importanza per i popoli mesoamericani, dato il fatto che il mais era il loro raccolto principale e riconoscevano ad esso una forza vitale con cui si identificano fortemente. Oggi gli agricoltori locali lasciano presso questo petroglifo offerte in candele e scodelle di sale al fine di per ottenere fertilità per le loro colture di caffè e tabacco.

L’apostolo Matteo

All’inizio del XVII secolo, era convinzione, presso gli  spagnoli, che l’apostolo Matteo fosse giunto nel Nuovo Mondo per evangelizzare i nativi. Questo è la spiegazione che gli spagnoli si dettero per alla vista dele croci incise sulle rocce dell’Alta Vista.

Le croci

Per Tecoxquin, così come per le altre civiltà mesoamericane, la croce era in realtà una mappa astratta dellìuniverso. Essa simboleggia cinque direzioni sacre ovvero i quattro punti cardinali più il centro. Ognuni punto è associato a determinate divinità coi rispettivi regni e a colori specifici

Mitla

Mitla è un sito archeologico precolombiano nonché uno dei maggiori centri della cultura dei Zapotechi. La zona archeologica si trova all’interno della municipalità di San Pablo Villa de Mitla. Monte Albán era il centro politico più importante mentre Mitla aveva un ruolo religioso . Il nome Mitla deriva dalla parola Mictlán, che in lingua Nahuatl, indicava il luogo dei morti quindi le terre dell’oltretomba. Il sito possiede raffinati mosaici, disegni geometrici che ricoprono tombe, pannelli, stucchi. La peculiarità dei mosaici è nella loro fattura:sono state usate piccole pietre ad incastonatura assieme senza l’uso di malta.
Mitla è uno dei siti maggiormente conservati della valle di Oaxaca a causa del clima secco. La valle era abbastanza isolata, ma i Zapotechi avevano comunque contatti con altri popoli presenti in Mesoamerica. Quando gli spagnoli arrivarono nella valle, lo stato zapoteco contava 500.000 abitanti, essi conoscevano un sistema di scrittura, usavano ben due  calendari, e una società agricola che produceva mais, fagioli, chili, con l’uso di terrazze e sistemi di irrigazione nelle montagne.
Mitla stessa era abitata almeno a partire dal periodo Classico (100-650) e la città continuò a prosperare fino al 900. Venne inizialmente costruita come villaggio fortificato sul lato esterno della valle e solo in seguito crebbe a diventare il centro religioso più importante della zona. I Mixtechi diventarono i padroni della zona intorno al 1000 ma la città continuò ad essere abitata da gente di etnia zapoteca. La città raggiunse l’apice della prosperità e dell’estensione territoriale tra il 750 e il 1521, mostrando influenze architettoniche risultato dell’incontro tra arte zapoteca che mixteca.

Xochicalco

Xochicalco è un sito archeologico precolombiano nella municipalità di Miacatlán, nella parte occidentale dello stato messicano di Morelos. Il nome Xochicalco può essere tradotto da Nahuatl come “nella casa dei fiori”. L’architettura e l’iconografia di Xochicalco mostrano affinità con Teotihuacan, l’area Maya e la cultura Matlatzinca della Valle di Toluca.
Il principale centro cerimoniale è sito in cima a una collina livellata artificialmente, con resti di strutture residenziali per lo più non scavate, sulle lunghe terrazze che coprono le pendici. Il sito fu inizialmente occupato dal 200 a.C, ma non si sviluppò in un centro urbano fino al periodo Epiclassico (700 – 900 d.C.). Quasi tutta l’architettura permanente del sito è stata costruita in questo momento. Al suo apice, la città poteva avere una popolazione residente di circa 20.000 unità.
Di particolare interesse sono i rilievi scolpiti ai lati di alcuni edifici. Il Tempio del Serpente Piumato presenta raffinate rappresentazioni stilizzate di tale divinità in uno stile che include influenze di Teotihuacan e Maya. La piramide reca incisioni su rilievi che raffigurano le città che hanno reso omaggio a Xochicalco e diverse figure sedute che sembrano di influenza Maya. Gli studiosi hanno ipotizzato che Xochicalco possa esser stato un centro di attrazione per numerosi artisti provenienti sin dalle aree più lontane del Mesoamerica.
Altri monumenti del sito includono templi quali piramidi a gradoni, palazzi, tre campi per il gioco della palla, bagni ed un’insolita fila di altari circolari e una grotta con gradini scolpiti. Il sito ha anche alcune stele autoportanti scolpite.
L’osservatorio è una grotta modificata per consentire lo studio del movimento del sole. La grotta era coperta di stucco e dipinta di nero, giallo e rosso con un camino che misurava dalla base alla superficie 8,7 metri di forma esagonale nella parte superiore. Il camino inoltre ha una leggera pendenza che consente di proiettare i raggi del sole sul pavimento della grotta. A testimoniare, non solo la perizia nella costruzione ma anche la profonda conoscenza astrologica dei popoli mesoamericani, nei 105 giorni che vanno dal 30 aprile al 15 agosto, il sole risplende nella grotta. Nel movimento solare verso il Tropico del Cancro e di conseguenza al ritorno, rispettivamente, il 14/15 maggio e il 28/29 luglio, il nostro astro è al suo apice e il mezzogiorno astronomico, il raggio di luce cade direttamente attraverso il camino colpendo l’immagine del sole sul pavimento della grotta. Vi è la quasi completa certezza che approfittando del fenomeno il sito fosse utilizzato anche per le cerimonie religiose.

Cholula

Le rovine di Cholula ai piedi della piramide ©iStock

La Grande Piramide di Cholula, conosciuta anche come Tlachihualtepetl (Nahuatl per “montagna fatta a mano”), è un enorme complesso situato a Cholula, Puebla, in Messico. È il più grande sito archeologico di una piramide nel Nuovo Mondo, così come la più grande piramide (non più alta) oggi esistente al mondo. Essa svetta a 55 metri sopra la pianura circostante e nella sua forma finale misura 450 per 450 metri di lato. La piramide è un tempio che tradizionalmente è stato inteso come dedicato al dio Quetzalcoatl. Lo stile architettonico dell’edificio era strettamente legato a quello di Teotihuacan nella Valle del Messico.
Al culmine, Cholula era la seconda città più popolosa dell’intero Messico con circa 100.000 persone che vivevano in questo sito. Anche se la città  di Cholula rimase sempre abitata, i residenti abbandonarono l’area della Grande Piramide nell’VIII secolo. Anche dopo questa decrescita, la Grande Piramide mantenne la sua importanza religiosa.
Secondo la leggenda, la piramide fu costruita da mattoni di adobe da un gigante di nome Xelhua, dopo essere fuggito da un’alluvione nella vicina valle del Messico. La piramide consiste di sei strutture sovrapposte, una per ogni gruppo etnico presenza. Tuttavia, solo tre sono stati studiati in  profondità. La piramide stessa è solo una piccola parte della grande zona archeologica di Cholula, che è stimata in 154 ettari. La costruzione della piramide iniziò nel periodo preclassico mesoamericano e nel tempo fu costruita in sei fasi fino alle sue dimensioni finali . La prima fase di costruzione presenta l’architettura di Talud-Tablero tipica della regione, fortemente associata alla grande metropoli di Teotihuacan. Alcune delle costruzioni piramidali presentavano sepolture  con la presenza molte offerte, specialmente ceramiche. L’ultimo stato di costruzione rappresenta l’installazione delle scale sul lato ovest che portano al tempio in cima.

Elementi della piramide

Tunnel sotto la Piramide di Cholula.
Lo percorrereste senza alcun timore? Sicuri?
©iStock

Gli scavi hanno portato a circa otto chilometri di tunnel all’interno della piramide in cui furono scoperti altari con offerte, pavimenti, mura e resti umani sepolti risalenti al 900 d.C. Attualmente, solo circa 800 metri di questi tunnel sono aperti al pubblico, che sono stati trasformati in passaggi ben illuminati a beneficio dei turisti. Un una sezione consente la vista delle scale principali di una delle piramidi, i cui nove piani sono stati scavati dal basso verso l’alto. Ci sono anche due murales uno dei quali è detto “Chapulines“, che consiste di immagini di cavallette con un teschio nero nel mezzo.L’altro è dei cosiddetti “Bebedores“, che raffigura varie figure che bevono. Attorno alla piramide vi sono un certo numero di altre strutture e cortili, che formano un enorme complesso. Il Patio degli Altari era l’accesso principale alla piramide ed è così chiamato per i vari altari che circondano il cortile principale.

Edificio A o La Conejera

L’edificio A è la prima versione della piramide chiamata anche “La Conejera“. Questa struttura fu scoperta negli anni ’50, verso la fine del primo ciclo di scavi. È una struttura risalente al periodo pre-Teotihuacan, relativamente semplice con un nucleo di adobe.

Edificio B o Piramide dei teschi dipinti

L’edificio B o la Piramide dei Teschi dipinti fu costruito tra il 200 e il 350 d.C, composto da sette livelli a gradini con un nucleo di adobe. Era finito con mattoni e pietra e levigato con terra mescolata a calce per creare una superficie pittorica.

Edificio C o La “piramide delle Nove Storie”

L’edificio C o la Piramide delle Nove Storie, fu costruito sopra l’Edificio B tra il 350 e il 450 d.C ed era una piramide radiale, con scalinate che si arrampicavano su tutti e quattro i lati della struttura. Tale opera fu costruita sopra unaa struttura più antica utilizzando di nuovo Adobe e si presenta con una base di 190 metri quadrati e un’altezza di 34 metri.

Cortile degli Altari

La struttura è costituita da una vasta area aperta di settanta per cinquantaquattro metri, delimitata dalla piramide proprio a nord, e dai lati est e ovest da due complicate piattaforme rialzate, denominate Patio Sureste e Gran Plaza Suroeste dagli escavatori. L’area era molto probabilmente usata per grandi, spettacolari cerimonie e per riti associati al passaggio di potere.

Altari

Al solo pensare allo splendore di questo luogo c’è il rischio di perdere la testa ©iStock

Quattro altari sono stati scavati dalla fase finale di costruzione del cortile. Tre di questi altari presentano decorazioni con sculture in bassorilievo, che hanno permesso il recupero di alcuni dei frammenti della storia di Cholula.

  • L’altare 1 è costituito da una grande pietra verticale che misura 3,85 metri di altezza e 2,12 di larghezza. Quando è stato trovato, era in ventidue pezzi e le sue offerte saccheggiate ormai da tempo. Più recentemente è stata trovata la sua base ma continua a sfuggire il suo scopo in quanto vi sono poche caratteristiche decorative da cui evincerne il reale utilizzo..
  • L’altare 2 è un tradizionale monumento rituale mesoamericano. Si tratta di una stretta pietra rettangolare, orientata verso est, in posizione orizzontale. serviva come una sorta di piedistallo, con ciascuno dei lati riccamente decorato di cui uno presenta due serpenti piumati che si estendono per l’intera lunghezza.
  • L’altare 3 potrebbe essere stato il più importante in quanto è il più vicino alla piramide. Si affaccia a sud ed è simile all’Altare 1 in quanto è una pietra in posizione verticale ovvero n rettangolo sormontato però da un triangolo. La sua decorazione consiste in una fascia laterale.

Altre grandi sculture in pietra sono state trovate nella zona: una la testa di un serpente con disegni geometrici che corrispondono alla tradizione Niuñe di Oaxaca tra cui una gigantesca testa umana.

Muri

Gli studi dei vari frammenti murali trovati finora a Cholula hanno rispecchiato i cambiamenti politici, economici e sociali nel tempo. Aiutano anche ad accertare la rilevanza di Cholula nel contesto dei popoli del Mesoamerica. I più vecchi non hanno rappresentazioni in forma di figure  ma sono colorati di rosso. Dopo il 200 d.C, appaiono nuovi colori: verde, ocra, blu, nero e marrone e il rosso si arricchisce di nuove tonalità. Inoltre iniziano ad apparire figure umane, animali e geometriche. Tuttavia, il murale dei bevitori è l’unico conservato in toto che raffigura figure umane. La peculiarità dei murales di Cholula è che sono stati tutti realizzati sui lati esterni con la singola eccezione di un’area chiamata Edificio D, che ha i suoi murales all’interno. Ciò ad indicare che essi furono creati per esser visti dal popolo con lo scopo di fornire rafforzare la simbologia religiosa e politica del tempo.

Il Murale dei Bevitori è stato scoperto sepolto a una profondità di quasi 7,6 metri ed è uno dei più lunghi trovati in Messico, un’opera monumentale lunga in totale di 57 metri. L’edificio contenente il murale dei bevitori fu scoperto casualmente nel 1969 ed è databile al 200 d.C. circa.
Il soggetto è festa, con i partecipanti che bevono ciò che è probabilmente è il pulque, bevanda nazionale messicana assieme alla tequila. Molte delle figure rappresentate portano turbanti di stoffa e maxtlatl inoltre, in gran numero indossano maschere zoomorfe. Le figure siedono in coppie di fronte, servendosi da recipienti posti fra loro. Il soggetto del murale è una cerimonia in cui i partecipanti appaiono rilassati mentre svolgono varie attività conviviali come cui bere, conversare. Due figure compiono atti particolari che non è bene fare in pubblico: una figura è ritratta nell’atto di rimettere mentre l’altra viene ripresa nel momento in cui espleta le sue funzioni corporali.

Attuale importanza

Col passare dei secoli, la Piramide di Cholula non ha perso la sua importanza come sito religioso e luogo di culto, semplicemente si è trasformata. Poco prima dell’arrivo degli spagnoli, è attestato che la piramide era considerata sacra ad una dea della pioggia chiamata Chiconauhquiauhitl (Dea delle Nove Piogge). Il suo culto fu sostituito dai nuovi dominatori con quello verso la Vergine dei Rimedi e mantenendo l’8 settembre come giorno di festa.

Oxtotitlán

Oxotitlan è un sito archeologico e rifugio nella roccia nello stato di Guerrero. Questo sito contiene figure murali legate ai motivi e all’iconografia degli Olmechi.
Parimenti alla vicina Grotta Juxtlahuaca, Oxotitlan è un grande l’esempio di sofisticata arte pittorica antica e coprono un’area di circa 200 mq. In corso ci sono lavori di restauro su 10 pareti,oltre che indagini scientifiche per stabilire l’origine delle vernici utilizzate nei disegni.
La cosa che stupisce di queste pitture, non è tanto la data di realizzazione che viene posta al 900 a.C: ma che queste si trovano a centinaia di chilometri dalle terre degli Olmechi.
Il gruppo centrale dei dipinti,è formato da due opere policrome, una delle quali ha come soggetto una figura seduta sopra un serpente mitologico e si copre il volto con una maschera che sembra rappresentare un gufo. L’altro murale appartenente al gruppo centrale risulta gravemente danneggiato, questo rende difficile uno studio approfondito. I murales interni sono in bianco/nero o rosso/nero.
Dato il ritrovamento di ceramica presso un’altura delle vicinanze, vi è possibile che Oxtotitlán presentasse anche un’area di abitazioni olmeche

Le grotte
– Grotta nord

I dipinti sono di piccole dimensioni, di colore nero e con soggetti del mondo animale e fantastico oltre che figure umane tra cui quella di un uomo rappresentato con i genitali di dimensioni esagerate con un giaguaro ai piedi.

– Grotta sud

In questa grotta si trovano prevalentemente disegni geometrici di colore rosso

– Grotta centrale

I Qui ci sono i due murales policromi sopracitati

I murales
Murale 1

Questo murale è posizionato sopra l’ingresso Grotta a sud, e ritrae una figura che si può associare a quella di un sovrano assiso in trono. Il re è dipinto in vivaci tonalità di rosso, verde e marrone, indossa oltre alla maschera, un costume verde-piumato. E’ seduto scomposto, con la gamba destra sotto di se.

Murale 2

Questo murale, è più grande del murale1 date le dimensioni 3×2 metri putroppo i precedenti 2900 anni non sono stati clementi con lui  pertanto allo stato attuale è difficile darne una chiara interpretazione: sembra essere una figura di uomo in abiti da giaguaro.

Castillo de Teayo

Il sito archeologico di Castillo de Teayo ospitava un centro urbano del popolo degli Huaxtechi, un popolo che si sarebbe scisso dai Maya nel X secolo a.C. per raggiungere la parte settentrionale dell’attuale stato di Veracruz e dove poi divennero soggetti agli Aztechi e se ne evince dall’influenza Mexica  riscontrata nei manufatti portati alla luce.
Nel centro della città c’è un edificio piramidale formato da tre corpi di origine tolteca con influenze huaxteche che atzeche)con una scala frontale e quello che presumibilmente fu un tempio, sulla cima. il Castillo ed è uno dei pochi edifici di questo tipo oggigiorno presenti in Mesoamerica. Fu così chiamato dagli spagnoli che lo confusero con un castello in senso europeo.
Il sito è al centro di una polemica tra i cittadini e l’Istituto Nacional de Antropologia e Historia poiché secondo i primi, l’INAH non ha attuato un’efficace politica di tutela del sito.

Los Guachimontones

Veduta aerea della piramide circolare di Los Guachimontones @iStock

Los Guachimontones è un sito archeologico precolombiano nei pressi della città di Teuchitlán nello stato di Jalisco e fu il principale sito della cosiddetta Tradizione di Teuchitlán, una complessa società esistente trai il 300 a.C ed il 900 dc.
Los Guachimontones ha la peculiarità delle sue piramidi coniche a gradoni contenute all’interno di complessi circolari. Nel cosiddetto “cerchio 2” è presente una piramide di 18 metri con tredici gradini che portano al livello superiore, da cui partono altri quattro gradini fino alla sommità.

Il sito consiste di strutture che formano cerchi concentrici al cui interno sorgono piramidi coniche a gradoni, laddove le piramidi qui, presentano un grande buco. Si ritiene che tale foro servisse all’installazione di un palo, usato per la pratica della “Danza de los Voladores”. Un rituale, eseguito ancora oggi, dove gli uomini oscillano legati al palo. La tradizione si fa risalire al culto del dio Ehcatl, dio del vento.
La Tradizione di Teuchitlán, al pari delle altre culture mesoamericane, praticava, seppure con regole sue peculiari, il gioco della palla. Questa competizione aveva il duplice scopo di redimere questioni politiche così come rituale religioso poiché l vincitore veniva concessa l’immortalità degli dei tramite decapitazione.
Nel suo complesso, il sito è formato da piazze circolari, e ognuna circonda la propria piramide così come una serie di tumuli più piccoli circondano le piazze. La parte superiore dei tumuli presenta piattaforme che un tempo ospitavano edifici costruiti con legno e argilla. L’area è composta da un totale di 10 complessi circolari, quattro piazze rettangolari e due campi da gioco.
I settori circolari suggeriscono che vi fossero accessi limitati ai governanti, le loro famiglie e la casta sacerdotale. Essi sono unici nella loro realizzazione però la loro stessa concezione si richiama a concetti cosmologici che potevano essere compresi, in quanto condivisi dagli altri popoli del Mesoamerica.
La complessità del sito, fa ritenere che la Tradizione di Teuchitlán possedesse un rigido calendario di festività e rituali peculiari: Una piramide centrale, un patio circolare elevato che circonda la piramide, un marciapiede circolare che circonda il patio,  otto-dodici piattaforme rettangolari sul marciapiede, presenza di cripte funerarie al di sotto di alcune piattaforme.

Piramide principale

Nel centro dello spazio più grande si trova una piramide conica a più livelli con quattro scalinate nei punti cardinali. Il piccolo tempio nella parte superiore era probabilmente dedicato ad mitico antenato fondatore ivi sepolto. Tutt’attorno, il marciapiede con pavimento circolare fa da base diverse piattaforme che presentano ramificazioni, ciascuna delle quali dedicata ad un antenato o ad uno dei lignaggi dei signori.

Cerchio II

Conosciuto come “l’Iguana”, è il secondo per dimensione ma il meglio conservato del sito.
Con un perimetro di 360 m, è circondato da 10 piattaforme, tre delle quali sono raggruppate su una base comune. Presenta altri piramidi satelliti di dimensioni minori, in cima alle quali è presente il foro per il palo necessario al rituale dei voladores.

La Danza de los Voladores, meglio praticarla prima di pranzo©iStock

Uno dei campi da pallone è sito tra i due cerchi principali. La Tradizione di Teuchitlán condivideva con gli altri popoli del Mesoamerica, questo sport, seppure con regole peculiari. Esso era utilizzato per la risoluzione di questioni politiche nonché a fini religiosi. Questi ultimi prevedevano l’assegnazione dell’immortalità degli dei al vincitore…tramite decapitazione