Idee di viaggio per il 2019

National Geographic Traveler ha pubblicato i suoi Best Trips per l’anno venturo, ottimi spunti per progettare il prossimo viaggio del 2019

Puntualissimo, il magazine National Geographic Traveler ha stilato la lista concernente i “Best Trips” dell’anno venturo, selezionando 28 destinazioni, in tutto il mondo, distribuite tra quattro categorie: città, cultura, natura e avventura. I suggerimenti dell’autorevole rivista possono fornire spunti signficativi a chi stia programmando idee di viaggio per il 2019. In questo articolo si mettono in evidenza le località che rientrano nelle aree geografiche di Alidays, corredate da dati generali, peculiarità, primati,  curiosità aspetti poco noti ma egualmente stimolanti. Dalle sontuose, sensuali metropoli barocche latinoamericane, Salvador de Bahia e Città del Messico, alla Polinesia Francese, molleggiante paradiso balneare, dalle praterie neozelandesi, calve e ventose, al fitto groviglio tropicale dell’Amazzonia peruviana, umorosa, primordiale. Tutto un Pianeta, da scoprire, rispettare, amare.

Città

Città del Messico

Idee di viaggio per il 2019 Città del Messico

Monstruo, così i Messicani chiamano la loro capitale, per la sua dimensione mastodontica, per una tendenza espansiva irrefrenabile, priva di un fronte netto, gelatinosa, metamorfica. In effetti Città del Messico si è allargata notevolmente, con la sua area urbana di circa 22 milioni di abitanti, dal germinale centro storico, sorto sulle rovine di Tenochtitlàn. Nel 1984 è stato dichiarato Patrimonio UNESCO grazie a 700 isolati e 1500 palazzi in stile barocco ispanico, dal formidabile pregio architettonico, gravitanti intorno alla Piazza della Costituzione, “el Zocalo“, tra le più grandi al mondo, su cui affacciano la sontuosa cattedrale barocca e il lunghissimo Palazzo Nazionale, famoso per i murales di Diego Rivera dedicati alla storia messicana. Del Patrimonio fa parte anche il quartiere di Xochimilco, formato dai laghetti fatti costruire 800 anni fa da Acatonalli, principe che creò degli ingegnosi orti galleggianti, le “chinampas”, ricavati su isole artificiali composte da armature di legno e fibre intrecciate che venivano riempite di fanghiglia e terriccio. La nomina del National Geographic non riguarda, però, questa ricchezza artistico-architettonica, ma piuttosto un diffuso revival culinario: numerosi ristoranti e locali stanno rilanciando versioni particolari versioni di tortilla indigena, facendo ricorso a ingredienti locali e guarnendole con specialità della tradizione Maya. Un invito gastronomico da non perdere.

Salvador de Bahia, Brasile

Idee di viaggio per il 2019 Salvador de Bahia

L’autentica capitale del Brasile, quella che conserva con maggiore evidenza le tracce del proprio legame congenito alla storia coloniale e al suo portato fondamentale, il mestiço, melting pot di indigeni, lusitani, africani, rimane Salvador de Bahia, a dispetto, o forse proprio in virtù, del declassamento a favore di Rio de Janeiro avvenuto nel 1763. Fondata nel 1549 dai Portoghesi, col nome di Bahia de todos los santos, sulla profonda insenatura scoperta da Amerigo Vespucci all’inizio del secolo, la città emana un odore pastoso, carnoso, di divenire. Il quartiere barocco UNESCO del Pelourinho, dal nome del palo su cui si fustigavano gli schiavi, è un frammento di Lisbona ben più colorato, tropicale, un intrico di salite dove a sontuose chiese si alternano testimonianze dei culti sincretici della Candomblé, una sintesi di animismo africano e cristianesimo cattolico, ad esempio sui banchetti dove donne creole, dalle fisionomie eterne, espongono lo squisito acarajé, cibo votivo preparato per ingraziarsi gli spiriti. Nel 2016 l’UNESCO ha insignito Salvador del titolo “City of Music“, in virtù di un crogiolo di generi endemici, la samba, la tropicália, la bossa nova, cui, dagli anni ’80, si è aggiunto il brioso pop afro-caraibico, in salsa brasiliana, detto axé, che prestano il sottofondo al più grande street party del mondo, il carnevale bahiano, sul quale si concentra la nuovissima House of Carnival, con brani audio, strumenti, costumi. Una città da ballare.

Perth, Australia

idee di viaggio per il 2019 Perth Australia

Sulla costa meridionale dell’immenso Western Australia, alla foce del fiume Swan, che s’allarga, prima d’estinguersi nell’Oceano Indiano, in un un’ampia bocca, Perth è una metropoli gradevolissima, vivibile, a misura d’uomo nonostante la consistenza abitativa (2,2 milioni di abitanti). I nuovi voli diretti da Londra consentono di raggiungere facilmente questa Miami australe, dallo skyline avveniristico e aereo che si stagliano sul faraonico Elizabeth Quay, moderno lungomare costato 2,6 billioni di dollari, di godersi le splendide spiagge della sua area urbana, ambite anche da surfisti esperti, come la superba Cottosloe Beach, dove crogiolarsi dopo una mattina di visite o la frizzante movida notturna. Inoltre da Perth partono belle escursioni enologiche verso l’idillica valle dello Swan, famosa per i vini Verdelho, Chenin Blanc, Chardonnay, Shiraz e Cabernet, e alla scoperta del marziano Pinnacles Desert. Un must per un viaggio in Australia nel 2019.

Toronto, Canada

idee di viaggio per il 2019 Toronto

Ancora una volta il multiculturalismo, la polifonia etnica, hanno spinto il National Geographic Traveler a includere nei Best Trips 2019 Toronto, il principale aggregato metropolitano del Paese, oltre 2 milioni e mezzo di abitanti che vivono, a seconda del periodo dell’anno, o nella città in superficie, che specchia il profilo svettante del suo skyline (su cui s’erge la torre per le telecomunicazioni CN Tower, risalente al 1976, con 553 metri  la più alta al mondo nel suo genere) nelle acque del Lago Ontario, oppure nel “Path”, un reticolo di gallerie sotterranee lunghe 27 km. Basti pensare che metà della popolazione discende da immigrati e che in questa Babele nordica si parlano circa 200 lingue differenti. Tale commistione esprime, in più campi, interessanti ibridazioni, favorisce esperienze complesse, avanguardie consapevoli, per le quali Toronto può senz’altro figurare tra le più dinamiche ed effervescenti metropoli globali: se l’incubatore creativo HXOUSE sforna talenti di design e arti grafiche, i ristoranti fusion celebrano le nozze tra ricette colombiane, nipponiche e canadesi, o cucinano le specialità dell’Ontario in chiave argentina. Toronto ha molto per cui stupire!

Kansas City, Missouri

Idee di viaggio per il 2019 Kansas City

A Kansas City si incontra, dopo Salvador, un’altra capitale musicale, culla negli anni ’30 del ‘900 di una corrente che ne fa a pieno di diritto una delle cradles of jazz: qui si sviluppò tutto un movimento che veicolava istanze innovative e precorritrici senza cui non sarebbe forse giunto a maturazione il passaggio dall’era swing della grandi orchestre a quella delle formazioni bebop. D’altro canto Charlie Parker, l’immortale “bird” icona del jazz ornitologico anni 40-50, nacque nella prospiciente e omonima cittadina del Kansas, e si nutrì di questo humus pieno di fermenti, raccontato dallo straordinario American Jazz Museum. Qui siamo in Missouri, alle porte del grande Sud statunitense, e le radici afroamericane si avvertono un po’ ovunque, come testimonia l’imperdibile Negro Leagues Baseball Museum. L’importante ruolo di snodo infrastrutturale, prima quale porto alla confluenza dei fiumi Kansas e Missouri, e poi di snodo ferroviario, che la città ebbe fin dalla sua fondazione, nel 1830, è ben palpabile presso il quartiere industriale dei West Bottoms, sorto intorno alla stazione Union Depot: i vecchi magazzini e stabilimenti, in tipico mattonato americano, cui un tempo giungevano merci e sciami umani in transito per il Midwest, ospitano negozi vintage, ristorantini squisiti, locali hipster, d’atmosfera seducente e rétro, ad esempio il favoloso The Ship, uno speakeasy degli anni ’30 restaurato. Gli States discosti, appartati, che non tramontano mai.

Natura

Amazzonia Peruviana

Idee di viaggio per il 2019 Amazzonia Peruviana

Il Rio delle Amazzoni nasce in Perù. La metà occidentale della nazione latinoamericana, sul versante andino di destra, è ammantata da una fittissima selva tropicale. La sua uniformità apparente si svela, a chi la discerna con attenzione, ricca di diversi ecosistemi: giungle di bassura e d’altura, boschi pluviali, foreste nebulose o sommerse, paludi, irrorati da cascate e da un capillare reticolo idrico (compreso il più grande fiume termale del mondo, il bollente Boiling River). Il folto livido cela siti archeologici, inghiottiti dalla vegetazione. Nel 2018 è stato istituito, a tutela di questo patrimonio di biodiversità decisivo per il futuro della vita sul pianeta, il Parco Nazionale Yaguas, dal nome di un importante corso d’acqua, serpeggiante e placido: all’interno dei suoi confini s’annoverano 3 mila specie di piante, 600 uccelli, 150 mammiferi, 300 pesci, tra cui un’esuberante componente di endemismi. La presenza umana risulta sporadica: 1000 individui, divisi in 6 tribù, che continuano a vivere di caccia e raccolta, venerando la generosa latrice di queste risorse, Sachamama, la Madre Selva. Visitarla è un modo per aiutarla a non scomparire.

Gorongosa National Park, Mozambico

Idee di viaggio per il 2019 Mozambico

Dove non giunge nemmeno il castigo divino, spesso si spinge la furia devastatrice dell’uomo. Così se fino agli anni ’80 l’area del Gorongosa National Park, in Mozambico, all’imboccatura meridionale del grande Rift africano, era nota come il luogo cui, scampando al diluvio universale, approdò l’arca di Noè, una sanguinosa guerra civile ne depredò la strabiliante abbondanza di vita animale. I programmi di recupero perseguiti con costanza e passione hanno reintegrato in parte l’originaria biodiversità di questo mosaico di savane, praterie umide, foreste pluviali. Circa 80 mila esemplari tra buffali, elefanti, ippopotami, leoni, gnu, facoceri, numerosi uccelli e rettili. La vita che ricomincia, sempre.

Fanjingshan, Cina

Idee di viaggio per il 2019 Cina

La sezione più alta dei monti Wuling (2570 metri), considerata un sacro Bodhimaṇḍa, ovvero sede d’illuminazione per il venturo Buddha Maitreya, è uno dei luoghi della Terra dove la Natura fa trapelare, al massimo grado, la propria essenza spirituale. Un viaggio in Cina consapevole e profondo non dovrebbe precludersi l’emozione di visitare la Riserva della Biosfera di Fanjingshan, nominata Patrimonio UNESCO nel 2018 e Best Trip 2019 del National Geographic, che dai torsoli di quarzite susseguentisi lungo i crinali sommitali, in fila come snelle colonne, si scoscende per anfratti e gole anguste fino al fondovalle. Ombreggia le pendici, creando regni bui e stormenti, l’unica foresta primaria, o vergine, superstite a latitudini subtropicali. Vi prosperano molteplici specie vegetali e animali nate nel Periodo Terziario, tra 65 e 2 milioni di anni fa. Una delicata, ritrosa archeologia vivente. Tra i suoi rappresentati più rari, poiché endemici o a rischio d’estinzione, si segnalano l’abete del Fanjing, il rinopiteco del Guizhou, la salamandra cinese gigante, il più grande anfibio conosciuto, il furtivo mosco nano, e il fagiano di Reeves, dal piumaggio sontuoso, di sultano. L’incanto, meraviglioso, del Tutto.

Belize

Idee di viaggio per il 2019 Belize

I Caraibi meno noti e più spettacolari. Charles Darwin si profuse in elogi per la barriera corallina del Belize, “la più meravigliosa delle Indie Occidentali”, senz’altro la più estesa dell’emisfero boreale, seconda, in tutto il mondo, solo a quella australiana. Nel 2018 l’UNESCO, che la elesse Patrimonio dell’Umanità diciotto anni prima, l’ha esclusa dal novero dei beni a rischio d’estinzione. Infatti il governo e la popolazione del Belize sono riusciti, mediante battaglie istituzionali e referendarie, a imporre moratorie sullo sfruttamento petrolifero del mare territoriale, politiche definite “visionarie” dall’UNESCO, così da consentire a questo ecosistema, arcuantesi per circa 300 km, di perseguire il proprio fragilissimo corso vitale. Tra i banchi si aggirano decine di specie vulnerabili, quali lamantini, remore, tartarughe, coccodrilli americani. Il complesso comprende anche tre atolli, incluso il Lighthouse Reef, celebre grazie alla dolina marina Great Blue Hole, che descrive un cerchio perfetto, largo 300 metri, al suo centro: profonda 130 metri, in età glaciale era una grotta calcarea, poi sfondata dalla massa acquatica oceanica, sicché dalle sue pareti sputano, simili ad aculei, miriadi di stalattiti. Se gli amanti di diving e snorkeling hanno da divertirsi, vale la pena anche una puntata sulla terraferma: per il 2019 verrà asfaltata la strada che porta a Caracol, uno dei siti archeologici principali della civiltà Maya. L’anno giusto per un viaggio in Belize!

South Walton County, Florida

South Walton County Florida

Quando la ricerca scientifico-tecnologica e l’ecologia si coniugano. Nel South Walton County, 16 comunità litoranee affacciate sul Golfo del Messico hanno intrapreso un programma di salvaguardia delle coste, erose da uragani e maree rosse, mediante la costruzione di barriere coralline artificiali, facilmente accessibili dalle spiagge. Così questa sezione di Florida dall’aria caraibica compare tra le idee di viaggio da prendere in considerazione per il 2019. I reef sono riprendono le forme di animali subacquei indigeni, il cobia, l’ippocampo, la tartaruga marina, il delfino. L’ultimo sito di diving, inaugurato a giugno nel Grayton Beach State Park, ospita il primo Underwater Museum of Art permanente del Nord America. Ancora una volta, uomo e natura alleati, in nome della meraviglia.

Tahiti

Idee di viaggio per il 2019

Tahiti non necessita di presentazioni, né stupisce che figuri tra i viaggi consigliati dal National Geographic per il 2019. La Polinesia Francese è la meta dei sogni, tutti gli anni, in ogni stagione. Un paradiso scrosciante, un riverberarsi di riflessi, slucciolii, un molleggiare di trine d’oro che pagliettano il turchese terso dell’Oceano Pacifico. Plasma questo mondo essenziale, elementare, lampante, il mana, il librarsi dell’essere nell’apparenza, prendendo forma, contorni, corpo. Novità assoluta per l’anno prossimo: l’eclissi totale di sole del 2 luglio 2019, che oscurerà l’arcipelago Tuamotu per tre minuti e mezzo.

Cultura

Hoang Lien Son, Vietnam

Idee per un viaggio nel 2019Hoang Lien Son, Vietnam

Lo Hoang Lien Son rappresenta il prolungamento orientale dell’Himalaya. Con i suoi 3142 metri è il tetto del Vietnam. Una funivia che conduce alla cima, inaugurata nel 2016, detiene due Guinness World Record: la più lunga a tre corde senza fermate  (6.3 km), e quella, nel suo genere, col più alto dislivello (1410 metri). La catena ricinge una regione rurale, dove i gruppi etnici Hmong, Red Dao, Tay e Giay perpetuano un rapporto, con la natura, fatto di ritmi lenti, scanditi dai cicli agrari del riso, cui il Hoang Lien Son National Park presta particolare tutela. Un piccolo mondo antico.

Oakland, California

Idee di viaggio per il 2019 Oakland California

Oakland, posta di fronte a San Francisco, si ha modo di scoprire una metropoli frizzante, eccentrica, multietnica. Lo conferma, ultimo di una serie di illustri riconoscimenti (Forbes, Travel+Leisure, Sunset), l’inclusione tra le migliori 28 destinazioni mondiali selezionate dal prestigioso National Geographic Traveler 2019. In virtù di un cosmopolitismo congenito (vi si parlano 125 lingue), risalente alla seconda metà dell’800, quando la Frisco Bay rappresentava il principale scalo portuale al mondo, febbrile per la Corsa all’Oro, che richiamava genti e pionieri d’ogni dove, ed essa fu prescelta come capolinea della ferrovia transcontinentale, così da divenire il primo porto commerciale in tutto il West, la città ferve d’una vita culturale invidiabile: percorsi enogastronomici internazionali (è la migliore meta culinaria d’America, secondo Travel Channel), locali alla moda, vita notturna, moderni musei, concerti, festival artistici. Vale davvero la pena di attraversare il panoramico Bay Bridge, che si supera in appena un quarto d’ora, per scoprire una piccola metropoli, a misura d’uomo, squisita e accogliente, i cui hotel, per inciso, costano meno che a San Francisco (in questo articolo si leggono tutte le cose da fare a Oakland).

Avventura

Bisti/De-Na-Zin Wilderness, New Mexico

Idee di viaggio per il 2019 USA New Mexico

Un manuale di geologia a cielo aperto. I 18 mila ettari della Bisti/De-Na-Zin Wilderness, nel New Mexico nord-occidentale, un’area remota, indisturbata, di altopiani stepposi e scabri, tutelano un paesaggio marziano, che mostra, giustapposti per strati e tipologie morfologiche, i lenti, epocali processi formativi del Bacino di San Juan, un’immensa depressione composta principalmente da rocce sedimentarie. Qui, fino all’alto Paleogene (circa 60 milioni di anni fa), un delta fluviale sfociava nel Western Interior Seaway, il mare che tagliava in due il Nord America. L’acqua trasportò ingenti quantità di sabbie e argille, e ritirandosi depositò una coltre di lignite, derivante da materiali organici di vegetali e molluschi, oltre a fanghi frammisti a quarzo e calcite (shale), calcari e via dicendo. Quando 6000 anni fa i ghiacci, che nel frattempo avevano ricoperto la regione, si ritirarono, scolpirono la tenera arenaria, ricavandone hoodoos, i testimoni d’erosione noti in italiano come “camini delle fate”, calanchi (le badlands), pinnacoli, creste, canyon. Il vento e le piogge rifinirono, nei millenni, il canovaccio. Tutto questo susseguirsi di sconvolgimenti risulta ben leggibile, gli corrisponde uno spettro cromatico definito, dalle tonalità torbe, picee, ai grigi sbiaditi, agli ocra, ai rossi ramati, sanguigni. La vita s’è adattata a un ambiente tanto estremo, arido, friabile: erbe grasse, secche e strinate, conigli dalla coda di cotone, coyote, lucertole e serpenti, uccelli rapaci. I fossili ci parlano, invece, di un’abbondante fauna ittica. Non mancano i segni dell’uomo, che frequentano la zona da almeno 10 mila anni. Enigmatici pittogrammi effigiano la gru, forse un animale venerato dai Navajo: nella loro lingua “De-Na-Zin” significa proprio “la gru ergentesi”, mentre Bisti indica una “vasta terra di colline scistose”. Il volto più ancestrale degli States, desolato, primordiale.

Isla de los Estados, Argentina

Idee di viaggio per il 2018 Argentina

Agli antipodi, si sa, tutto accade al contrario. Così se la Staten Island nordamericana è regolarmente connessa, da un servizio giornaliero di traghetti su cui viaggiano 25 milioni di persone all’anno, agli altri boroughs newyorkesi, solo un manipolo di eco-crociere hanno il permesso di approdare, partendo da Ushuaia, all’Isla de los Estados, probabilmente la meta più esclusiva, difficilmente accessibile, di un viaggio in Argentina. A 24 km dalla Terra del Fuoco, l’affioramento, ritenuto l’ultima propaggine delle Ande, riproduce le caratteristiche geografiche e climatiche continentali, in un avamposto sperduto, deserto: orografia complicata, coste addentellate da fiordi, oltre 2000 mm di piogge annue, che determinano un microclima umido favorevole a foreste di faggi australi sempreverdi, ad arbusteti di calafate, a un sottobosco, stillante, sdrucciolevole, di felci, licheni. La fauna selvatica annovera pinguini di Magellano, leoni marini, foche, gabbiani, cormorani, orche. Non stupisce che il faro San Juan del Salvamento, in funzione tra il 1884 e il 1889, ispirò a Jules Verne l’ultimo racconto, The Lighthouse at the End of the World: ci si sente davvero, all’Isla de los Estados, sentinelle al margine del mistero.

Regione di Canterbury, Nuova Zelanda

Idee di viaggio per il 2019 in Nuova Zelanda Monte Cook

Gli abitanti della Nuova Zelanda riservano alla Southern Island l’epiteto di GODZone, una crasi tra God’s Own Country, ovvero “Paese proprietà di Dio”, e Gondwana, un supercontinente scomparso da almeno 250 milioni di anni, di cui il  Te Wahipounamu, il “luogo della pietra verde”, Patrimonio UNESCO per l’inestimabile valore geologico e ambientale, conserva considerevoli tracce floro-faunistiche. L’espressione è passata a designare anche una gara-spedizione, la più grande al mondo nel suo genere, attraverso questi superbi scenari montani, dominati dalle aguzze Alpi meridionali, tra ghiacciai, foreste, laghi morenici, praterie. L’edizione 2019 si svolge tra il 10 e il 17 marzo, concentrandosi prevalentemente nella regione di Canterbury. Circuiti di trekking, mountain bike, kayaking, climbing, fanno entrare in una comunione pulsante, integrale, con questa natura scabra e potente. Divina.

Caño Cristales, Colombia

Idee di viaggio per il 2019 Colombia fiume arcobaleno

Un arcobaleno liquefatto. Così usualmente si tenta di rendere, a parole, la meraviglia inesprimibile suscitata dal fiume Caño Cristales, a 170 km da Bogotà, capitale della Colombia. Da luglio a novembre il corso d’acqua assume una policromia sgargiante – lillà, arancio, rosso, giallo, verde – per la reazione innescata dalle alghe macarenia clavigera, dal nome della Serrania de la Macarena, complesso montuoso da cui sgorga il rivo.

Oman

Una favola di oasi perdute nel deserto, dominate da fortezze secolari su cui pende una mezzaluna orientale, sospesa in un cielo tiepido. L’Oman strega con una malia dolce, rarefatta, da incanto che dilegua come il pallore dell’aurora. Una sensazione di lieve nostalgia, da feccia in fondo del bicchiere quando la festa è finita e rispunta un nuovo giorno. D’altronde il Sultanato è quasi Persia, distante solo quanto lo stretto di Hormuz. Un anfiteatro di montagne incise da vallate dove si coltivano le rose, maestosi fondali rugginosi, spogli, incisi da canyon simili a spaccati apocalittici di intere ere geologiche che scendono come costole calcificate, incise dai wadi, verso il deserto profumato d’incenso, l’aroma intenso dell’Arabia Felix, ricavato dagli alberi contorti di luban, di cui l’Oman è uno dei principali produttori al mondo. Nel mezzo s’avvicendano mille e un’oasi sorvegliate da castelli favolosi, i magnifici fortilizi dell’Oman, svettanti sopra il folto opaco dei palmeti con i loro massicci bastioni d’adobe levigato, dello stesso colore ocra e sabbioso dei monti retrostanti. Tra un maniero e l’altro, sorprese nascoste, preziose, in cui risuonano echi che rimandano all’epopea di Giglamesh e alla sumera Dilmun, da identificare con la necropoli d’alta quota di Bat, patrimonio dell’Unesco, alla Bibbia col probabile sepolcro di Giobbe, il personaggio definito “il più grande tra tutti i figli d’Oriente”, al Corano con i resti della mitica Ubar, l’Atlantide del deserto sprofondata nelle sabbie del Quarto Vuoto, alle leggende abbassidi con l’epopea di Sinbad il Marinaio, forse originario di Sohar. Ultimo attestato, prima del National Geographic Best Trips per il 2019: Qalhat, nota fino alla remota Cina come “jia-la-ha”, antichissimo insediamento portuale lungo la via verso l’Estremo Oriente, citato da Marco Polo e Ibn Battuta come scalo opulento, impreziosito da un bazar favoloso e dalla più bella moschea ch’egli avesse mai visto, è entrato nei Patrimoni UNESCO. I resti archeologici testimoniano l’acme della città, tra XI e XV secolo, sotto il regno del principe di Hormuz. Loro diadema preziosissimo, dal delicato intarsio moresco, il mausoleo di Bibi Maryam ci parla d’una toccante storia d’amore: si racconta che nel 1300 il sovrano, da cui prende il nome l’edificio, simile a una cuba bizantina, lo costruì per favi riposare le spoglie della moglie, in modo che contemplassero in eterno il mare.