Nicola Molino, guida del viaggio yoga e fitness a New York e Boston

Intervista a Nicola Molino, insegnante di meditazione, che accompagnerà il viaggio yoga New York e Boston Ecofriendly, negli USA più fitness e green

Nicola Molino viaggio yogaUn viaggio yoga, green e ecofriendly in due delle metropoli più importanti della East Coast americana, nientemeno che New York e Boston? Non si tratta di una provocazione, ma di un itinerario ricco di sorprese. Alidays ha organizzato un viaggio, il New York & Boston Ecofriendly, con partenza dall’Italia il 6 settembre 2017 e guida d’eccezione Nicola Molino, il quale dal 1995, avvicinandosi al kriya yoga, tecnica di meditazione diffusa in Occidente dal grande mistico indiano Paramahansa Yogananda, ha intrapreso un percorso di formazione interiore finalizzato a inscrivere la propria esistenza in una dimensione spirituale globale e consapevole. Da anni si occupa di viaggi e accompagna gruppi in esperienze di esplorazione della natura e di se stessi.

Fluidblog ha sottoposto a Nicola Molino qualche domanda per approfondire la sua figura umana e professionale, oltre ai valori di un tour che coniuga fitness, ricerca di benessere interiore e visita di luoghi iconici degli States, tanto urbani quanto naturalistici, basti pensare alla parte finale che si snoderà nella penisola di Cape Cod, sferzata dal vento dell’Oceano Atlantico. E’ disponibile anche una versione del viaggio ridotta alla sola New York.

Chi è Nicola Molino? Da dove viene la tua passione per i viaggi?

viaggio yoga Molino meditazioneHo iniziato a girare l’Europa in autostop a 16 anni e dai 21 ho allargato i miei orizzonti a tutto il mondo, lavorando nel turismo in vari tipi di mansioni di cui la principale è quella, che tutt’oggi pratico, di accompagnare gruppi itineranti. Viaggiare è il modo migliore per uscire dalle abitudini e dagli schemi della routine quotidiana, così da vincere conformismi inveterati e pregiudizi ereditari. Come scriveva Montaigne nei suoi Saggi, “ognuno chiama barbarie quello che non è nei suoi usi”, basta superare un fiume o una catena montuosa per rendersi conto della relatività delle nostre coordinate morali. Mi è sempre piaciuta la libera professione poiché offre l’opportunità di avere del tempo per sé, che dedico interamente alla famiglia e allo studio e pratica dello yoga e della meditazione.
Un’altra mia passione è l’ecologia, una sorta di prosecuzione della mia indagine volta alla costruzione di una consapevolezza personale che, a mio avviso, sarebbe incompleta senza l’adeguato bilanciamento del rapporto tra soggetto e mondo, trattato con cura e rispetto quale origine della vita, sua dimora e termine ultimo. Solo così l’uomo può esplicarsi e realizzarsi integralmente, in armonia col Tutto di cui è cellula vitale.

Come mai hai iniziato a praticare lo yoga?

viaggio yoga YoganandaRicordo che mi trovavo su un aereo diretto a Los Angeles e iniziai a leggere l’Autobiografia di uno yogi del guru Paramahansa Yogananda, un classico per le generazioni degli anni 60-70 che, grazie a questo best seller tradotto in 35 lingue, ebbero modo di approfondire la spiritualità orientale che tanto li affascinava, da lontano e confusamente, in quanto potenziale modello alternativo al degrado esistenziale della civiltà occidentale. Nonostante io non appartenga anagraficamente a quella stagione, perché ero un bambino, sono imbevuto delle sue istanze culturali: a mio avviso, dietro certe verniciature esterne un po’ eccentriche, nasconde una solidità di indagine e un approccio rigoroso, serio, finalizzato al conseguimento di una vita autentica, problema che da millenni angustia gli abitanti delle cosiddette società evolute. Destino volle che la Self-Realization Fellowship, l’istituzione religiosa e teosofica fondata da Yogananda nel 1920, avesse la sede principale proprio a Los Angeles, nel cuore di Hollywood, e numerosi templi e centri di ritiro disseminati in tutta la California (mi sento di consigliare l’eremo di Encinitas, in un parco affacciato sul Pacifico). A partire dal 2011 ho iniziato a coltivare, accanto al kriya yoga, lo yoga degli elementi, partecipando a un corso di rinascita e purificazione spirituale presso il prestigioso Rebirthing Breathwork International di Staunton, in Virginia. Qui sono stato a stretto contatto con Leonard Orr, tra i principali artefici della riscoperta delle antiche tecniche del respiro e autore di importanti pubblicazioni sul rebirthing. Insomma, parlare di viaggio yoga per me è come sintetizzare la fase più consapevole e piena della mia avventura nel mondo, i passi spesi in un cammino di ri-acquisizione del sé offeso, maltrattato, ai limiti dello smarrimento.

Quali benefici può apportare lo yoga a un abitante della civiltà occidentale?

olismo viaggio yoga MolinoSi parla spesso di “olismo” in riferimento alle sapienze di concentrazione e meditazione di cui stiamo parlando. La parola viene dal greco antico “olon”, che significa intero. Ecco, lo yoga invita chiunque, orientale o occidentale che sia, a recuperare la dimensione dell’intero, a fuoriuscire dai limiti angusti di una “soggettività” asfittica e alienante e ad accordarsi al respiro dell’Universo. Già a livello biologico la vita non si riduce ai suoi elementi costitutivi, ma è espressione della loro interconnessione. Solo riconoscendo i legami che ci avvincono alla totalità delle cose, possiamo diventare indipendenti. Solo sbalestrandoci dal nostro ego-centrismo, possiamo espandere il nostro io agli estremi confini della sua pienezza. L’olismo ci aiuta a rivoluzionare la concezione delle nostre azioni, è un principio pedagogico dalle profonde implicazioni etiche che, se insegnato già a livello scolastico, arrecherebbe grandissimi benefici all’umanità, non in astratto, ma nelle sue concrete organizzazioni sociali e politiche e nell’approccio alle sfide più urgenti del nostro tempo, in primis la salvaguardia ambientale. Senza dimenticare, ovviamente, i problemi di tutti i giorni.

Che rapporto hai con gli USA?

thoreau viaggio yogaGli USA sono il paese che conosco meglio per il fatto di frequentarli, ogni anno, da ormai 30 anni. Amo molto la natura del West, così violenta da sembrare ferma ai sommovimenti che crearono il continente americano. Dalla loro cultura ho apprezzato e imparato soprattutto l’approccio all’indipendenza individuale, simile a non pochi aspetti della mentalità orientale. Vorrei citare, a proposito, il Walden di Thoreau, che contiene in nuce tutto ciò che stiamo dicendo. La vita nei boschi rappresenta, prima che un imperativo ecologista, il tentativo di un mutamento, di cui motore è l’individuo, indirizzato al recupero di una dimensione integrale dell’umanità: “andai nei boschi per vivere con saggezza, vivere con profondità e succhiare tutto il midollo della vita, per sbaragliare tutto ciò che non era vita e non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto.”  Di wilderness, negli States, ce n’è a volontà!

Perché un viaggiatore interessato ai temi della spiritualità, della meditazione e di uno stile di vita green dovrebbe visitare gli USA?

viaggio yoga USA giardinoGli Stati Uniti rappresentano una sorta di esperimento sociale che ha fatto da riferimento imprescindibile a tutti gli altri paesi del pianeta. Durante i molti anni di viaggi ho sempre verificato che i cambiamenti che li interessavano, con molto anticipo rispetto ad altre nazioni, erano poi destinati inesorabilmente a propagarsi in giro per il globo. Nello specifico, i maggiori istituti del mondo di ecologia, come dello yoga, della meditazione e della spiritualità, si trovano qui con una o più sedi, se non addirittura con il centro direzionale, vedi il caso sopra citato della organizzazione di Paramahansa Yogananda. Ovunque vi si tocca con mano una sensibilità diffusa verso queste tematiche e la disponibilità a sostenere e finanziare articolati progetti di sviluppo. Un viaggio negli USA costituisce un’anteprima sulle opportunità di espressione pratica che si stanno attuando sul pianeta, a livello scientifico, psicologico e di tecniche olistiche. E’ come fare un balzo nel futuro di almeno 20 anni!

Quali sono le peculiarità di un viaggio yoga a New York e Boston?

 A New York si faranno salutari passeggiate per Manhattan e Brooklyn, si parteciperà a una lezione di yoga sul rooftop di un prestigioso hotel, nella luce sognante del tramonto, mentre in una delle mattine si potrà scegliere tra una seduta di meditazione a Central Park e un allenamento di sport “power hours”, così da risvegliare corpo e mente. Boston è addirittura soprannominata “walking city”, giusto per far capire che la visita avverrà mediante salubri scarpinate su e giù tra i suoi quartieri storici. Nella penisola di Cape Cod, l’escursione in 4×4 tra i crinali sabbiosi del National Seashore Park e la pedalata in bicicletta lungo la Shining Sea Bikeway, una delle piste paesaggistiche più spettacolari al mondo, rappresenteranno la degna conclusione di questo viaggio yoga.