Le piantagioni della Louisiana

Le più importanti dimore storiche della River Road del Mississippi per una vacanza a New Orleans e nell’anima profonda del Sud degli USA

Uno dei simboli del Sud degli Stati Uniti sono senza dubbio le sontuose dimore aristocratiche dei grandi possidenti agrari. Le magioni colonnate a due piani, in stile neogreco, assorte in una pigrizia bianca, con le verande colme di ombre quiete, che fanno capolino incorniciate in fondo a un viale di querce della Virginia aperte come ombrelli contorti, ricoperti dalla barba stinta del muschio spagnolo. I parchi intorno alla residenza che, più in là, sfumano nell’indistinto orizzontale delle campagne. Un senso generale di languore, calmo, diluito dall’incedere del fiume, nascosto dagli argini erbosi. Tra le testimonianze architettoniche meglio conservate dell’età antebellum, tramontata, insieme all’economia schiavistica che ne sorreggeva l’opulenza sfarzosa, dopo la Guerra Civile, si segnalano le piantagioni della Louisiana, specie quelle disposte lungo la Great Mississippi River Road, dei cui 3300 km circa 120 ricadono nel Pelican State. Il cosiddetto Plantation Country offre la rievocazione, intatta, dell’epoca di splendore vissuto dalla Gold Coast, la regione del Delta, nel trentennio antecedente il conflitto di secessione, grazie alla coltura cash crop della canna da zucchero. Così Mark Twain, il battelliere e cantore del Mississippi, descrisse la regione durante una sua visita, a fine ‘800: “Da Baton Rouge a New Orleans, per tutta la strada le estese piantagioni di canna da zucchero rivestono entrambe le rive del fiume… abbondanza di abitazioni… si trovano così vicine le une alle altre, per distanze considerevoli, che l’ampio fiume, scorrendo in mezzo a due file di case, diviene una sorta di via spaziosa. Un paese dall’aspetto davvero domestico e felice.” Queste ville neoclassiche, immerse in un’atmosfera palustre, meno luminosa in confronto a quella del contado italiano, variegato e ameno, più monotona e misteriosa, rappresentano il residuo di un fitto sistema produttivo e sociale: infatti le superstiti residenze signorili facevano parte di comunità rurali autarchiche, composte anche dai quartieri degli schiavi (ne incontreremo qualcuno) e dalle sugar houses, piccoli mulini dove avveniva la raffinazione della canna da zucchero. Entrambe queste aree differivano di molto dal nitore neoclassico delle prime, pur senza dare luogo a stridori, data l’organizzazione articolata delle plantations, del cui processo vitale, va sottolineato, costituivano il motore primario.
Le piantagioni della Louisiana, spesso riconvertite in musei, B&B e hotel, offrono uno spunto ideale per chi stia programmando una vacanza a New Orleans, garantendo location favolose a quanti cerchino un nido romantico durante il proprio viaggio di nozze. Ecco quelle imperdibili!

Ormond Plantation

Piantagioni della Louisiana Ormond Plantation

Cominciamo l’itinerario tra le piantagioni della Louisiana con un complesso che si discosta dal modello classicista al quale si faceva riferimento nell’introduzione. Ormond Plantation, a breve distanza da New Orleans, al centro della cosiddetta German Coast (o Côte des Allemands), per la presenza, nel 700, di numerosi coloni tedeschi, è la più antica piantagione creola francese d’America, completata prima del 1789 da un importante imprenditore dello zucchero, Pierre Trepagnier (svanito in seguito, inspiegabilmente, nel nulla), su un fondo concessogli dal governatore spagnolo in virtù della collaborazione offerta durante la Rivoluzione. In origine vocata alla coltivazione dell’indaco, le sue caratteristiche costruttive e stilistiche si integrano perfettamente nei canoni architettonici dell’originaria stagione coloniale nella regione del Delta, fusione di stilemi acadiani e spagnoli: il tipico cottage, certo di proporzioni monumentali, affiancato da due ampie ali simmetriche, presenta l’inconfondibile porticato di ascendenza caraibica e il tetto a spiovente di area francofona. Oggi Ormond ospita un incantevole B&B, con appartamentini, in stile garçonnières, risalenti al 1830, e si propone quale location per matrimoni ed eventi speciali. Disponibili anche visite guidate.

Piantagioni della Louisiana viaggio Ormond Plantation interno

Destrehan Plantation

Piantagioni della Louisiana Destrehan Plantation

Eccoci, ora, alla prima piantagione della bassa valle del Mississippi preservatasi, Destrehan Plantation, costruita nel 1787, altro caso di edificio creolo, aggiornato successivamente con innesti neogreci.
La tenuta riveste un ruolo storico di particolare importanza: basti pensare che una stanza della magione conserva il Jefferson Document, manoscritto del 3° Presidente degli USA, datato 1805, che assegnava l’allora proprietario della plantation, insieme a una cerchia ristretta di notabili locali, all’Orleans Territorial Council, organismo preposto a favorire l’efficacia del Louisiana Purchase e l’integrazione del tessuto socio-culturale della zona nella nuova realtà della democrazia americana. Interessanti tour guidati illustrano al visitatore altri importanti episodi riguardanti la Destrehan, come l’imponente rivolta di schiavi del 1811 (non a caso, oltreché in virtù dell’ottimo stato di conservazione, ha fatto da set al capolavoro cinematografico 12 anni schiavo di Steve McQueen, tratto dall’autobiografia ottocentesca di Solomon Northup, vincitore del Premio Oscar per il miglior film del 2014) e le frequenti visite del mitico pirata di New Orleans Jean Lafitte. Possibile organizzare matrimoni e soggiornare in un piccolo cottage del parco.

Piantagioni della Louisiana Destrehan Plantation costumi

San Francisco Plantation

Viaggio piantagioni della Louisiana San Francisco Plantation

Il percorso di viaggio attraverso le piantagioni della Louisiana prosegue con quella ritenuta unanimemente la più opulenta e stravagante, San Francisco Plantation, edificata nel 1850. Qui siamo di fronte a un’eccentrica testimonianza di stile Steambot Gothic, poiché riprendeva le forme dei battelli a vapori del Mississippi, categoria estetica resa nota anche dal romanzo, che ne muta il nome, scritto da Frances Parkinson Keyes ispirandosi all’eccentrica struttura, con un portico a doppio livello sorretto da colonne corinzie, ben integrate in un insieme dal sapore creolo e vagamente moresco. Le 14 stanze interne, fruibili mediante visite guidate, denotano un gusto alla Ludovico di Baviera e presentano pregevoli dipinti di Dominique Canova, sul soffitto e i pannelli delle porte. Sopravvivono anche una capanna degli schiavi e una scuola, risalenti alla metà del XIX° secolo. Gradevolissimo il “Frisco Fest” Spring Garden & Craft Festival, manifestazione annuale che si tiene a Marzo e richiama artigiani e appassionati di giardinaggio per un ritrovo dal gusto d’altri tempi, allietato da pietanze tipiche della cucina Cajun e altre attività, anche per bambini.

Piantagioni della Louisiana San Francisco Plantation festival Frisco

Evergreen Plantation

Piantagioni della Louisiana Evergreen Plantation

Imperdibile la piantagione più integra e meglio conservata di tutto il Sud. Di proprietà privata, Evergreen Plantation mette a disposizione tour guidati attraverso il suo enorme patrimonio storico-architettonico, che vanta ben 37 edifici antebellum inclusi nel National Register of Historic Places, al livello dei principali complessi nazionali, quali Mount Vernon, appartenuto a George Washington, e Monticello, Patrimonio UNESCO progettato da un altro presidente, Thomas Jefferson. Le forme neogreche della Big House, costruita nel 1790 secondo il gusto creolo dell’epoca, si devono a un radicale intervento di ristrutturazione risalente al 1832. La tenuta, destinata alla coltura di canna da zucchero, include un viale di 22 alloggiamenti per gli schiavi, disposti su due file e ombreggiati da un centinaio di querce bisecolari. Notevoli, la garconnière, tanto foresteria quanto appartamentino riservato a convegni amorosi, e la torre colombaia, nel suo riserbo discosto. Evergreen Plantation ha fatto da set a scene di Django Unchained di Quentin Tarantino (2012).

Piantagioni della Louisiana Evergreen Plantation BIg HOuse

Laura: a Creole Plantation

Le piantagioni della Louisiana viaggio Laura Creole Plantation

Una “cronaca”, fondata su precise documentazioni storiche, di quattro generazioni di un famiglia creola, sia liberi che schiavi. Il “Memories of the Old Plantation Home”, circuito di visita della Laura Plantation, fondata nel 1804 da un veterano francese della Rivoluzione sui terreni concessigli dal presidente Jefferson in un’area a forte presenza acadiana, ma abitata da secoli dai nativi Colapissa, è stato eletto da Lonely Planet “Best History Tour in the United States”: esso si dipana tra le 12 strutture iscritte al National Register of Historic Places, con particolare riferimento alla Maison Principale – squisita villa creola in legno variopinto, elevata su delle fondamenta sopraelevate in mattoni -, il giardino alla francese, il jardin potager, vale a dire l’orto, il bananeto e le capanne degli schiavi dove il folklorista Alcée Fortier raccolse, negli anni 70 dell’800, le tradizioni narrative orali di Compair Lapin, in inglese Br’er Rabbit, lo scaltro coniglietto che avrebbe rivestito un ruolo nei racconti dello Zio Remus di Joel Chandler Harris, dai quali fu tratto il film animato della Disney del 1946, vincitore di un Premio Oscar. Altra nota letteraria: il nome Laura deriva alla Plantation, precedentemente nota con il cognome della dinastia proprietaria, i Duparc, da una dei suoi membri, Laura Locoul Gore, che nel 1936 redasse un resoconto sulla vita quotidiana dell’azienda agricola, Memories of the Old Plantation Home, riscoperto di recente a St. Louis, in Missouri, acquistabile, insieme a specialità culinarie e prodotti artigianali, nel negozio annesso. Da ricordare, infine, che la famiglia del grande artista R&B Fats Domino era originaria di Laura.

Piantagioni della Louisiana Laura Creole Plantation

St. Joseph Plantation

Piantagioni della Louisiana St. JJoseph Plantation

La selezione di piantagioni della Louisiana prosegue con una realtà eccezionale, per due motivi: essa appartiene alla stessa famiglia dal 1870, anno in cui fu acquistata da Joseph Waguespack, e sui suoi 1000 ettari (includenti la piantagione sorella di Felicity) viene ancora coltivata la canna da zucchero, caso più unico che raro. La compatta ed elegante “Manor House” di  St. Joseph Plantation, eretta nel 1830 sul modello Raised Creole, cioè sopraelevata su pilastri, prima dell’attuale proprietà ospitò, quale dono di nozze, la figlia di Gabriel Valcour Aime, considerato l’uomo più ricco del Sud, motivo per cui si guadagnò l’epiteto di “Luigi XIV della Louisiana” (così come la sua St. James Refinery Plantation, sempre a Vacherie, al pari di St. Joseph, era soprannominata  La Petite Versailles). Nel 1838 vi nacque H.H. Richardson, divenuto uno dei più importanti architetti statunitensi dell’epoca, fautore di un personale stile neoromanico. Il “Creole Morning Tour”, condotto dagli stessi discendenti, fa esplorare gli interni della residenza, rimasti immutati, addobbati seguendo il costumi del giorno di La Toussaint, la festività dei Morti, con paramenti neri e croci. Presenti anche capanne degli schiavi, la bottega del fabbro, la capanna del carpentiere e la scuola interna. Possibile organizzare matrimoni ed eventi privati.

Piantagioni della Louisiana St. Joseph Plantation cucina

Oak Alley Plantation

Le piantagioni della Louisiana Viaggio Oak Alley Plantation

La Grand Dame della Great River Road, la più fotografata tra le piantagioni della Louisiana, specie grazie al viale d’ingresso al quale deve il soprannome, Oak Alley Plantation, due filari di 28 querce della Virginia (“southern live oak”, per l’appunto) secolari, che sostituì l’originario Bon Séjour, “buon soggiorno”, scelto dal solito Aime all’acquisto del fondo, nel 1830. I lavori per la maestosa dimora periptera (con 28 colonne doriche, per gusto di simmetria numerica) iniziarono nel 1837 e terminarono due anni più tardi. La nomina a National Historical Landmark di questo mirabile monumento neoclassico si lega, inoltre, al suo ruolo di laboratorio di innovative tecniche di innesto degli alberi pecan, sperimentate da uno schiavo nero, tale Antoine, che arrivò a introdurre una varietà di noce, sgusciabile a mani nude, premiata a varie fiere nazionali. Oggi Oak Alley (che ha fatto da set, nel 1994, al successo mondiale Intervista col vampiro, con Tom Cruise, Brad Pitt e Antonio Banderas, tratto dall’omonimo romanzo della scrittrice di New Orleans Anne Rice), dotata di un raffinatissimo bed and breakfast, con camere vista Mississippi, di un ristorante di specialità cajun e creola e di un cocktail bar dove sorseggiare un ottimo mint jelup, è una location ambita da celebrità e VIP, cornice magnifica per un matrimonio… da grand dame!

Oak Alley Plantation Matrimonio Piantagioni della Louisiana

Houmas House

Piantagioni della Louisiana Houmas House Plantation

Dopo la Grand Dame, è il turno di “The Crown Jewel of Louisiana’s River Road”, la Houmas House Plantation, installata a fine 700 e completata con l’edificazione della magione padronale, secondo i canoni del Greek Revival, nel 1840. Nel fiorente complesso agricolo venivano prodotte circa 10000 tonnellate di zucchero all’anno, record degli Stati Uniti. Figuranti in costume d’epoca ne ripercorrono la vita quotidiana e mostrano i tesori artistici delle 16 stanze della dimora, detta “The Sugar Palace” per lo sfarzo che la caratterizza, come la collezione di reperti archeologici classici e la camera dove soggiornava, nel 1963, Bette Davis, in occasione delle riprese di Hush… Hush, Sweet CharlotteL’aria di grandeur non è affatto svanita, anzi. I 15 ettari di giardini monumentali regalano, in ogni stagione, scorci d’ombre vegetali e vocii fluviali, tali da farle ottenere, da parte di riviste specializzate, il riconoscimento di Number One Ceremony Location della Louisiana. Squisiti anche i cottage del B&B. Il ristorante della piantagione rientra nel prestigioso novero “Top 20 Restaurants in America”. Non mancano gli ingredienti, è facile intuire, per regalarsi una fuga da sogno. In un’altra dimensione della storia.

Piantagioni della Louisiana Houmas House Interior

Poche Plantation

Piantagioni della LOuisiana Poche Plantation

Il viaggio alla scoperta delle piantagioni della Louisiana prosegue con un raro esempio di mansion edificata dopo la Guerra Civile, nel 1867, in uno stile insolito rispetto all’omogeneo tessuto neogreco della bassa valle del Mississippi, il Victorian Renaissance Revival. Poche Plantation, al centro della regione Cajun, organizza tour guidati degli interni, ottimamente conservati, e propone un gradevolissimo Bed & Breakfast. Inoltre è l’unica plantation a offrire un Class A Motor Coach RV Park, attrezzato spazio riservato ai camperisti. Un dettaglio succulento riguarda il fondatore, Felix Pierre Poché, avvocato di fama e cofondatore dell’American Bar Association: egli tenne, da giovane ufficiale confederato, un accurato diario in francese, impostosi quale privilegiata fonte storica per lo studio degli avvenimenti del conflitto di secessione e della prospettiva politico-militare sudista.

Piantagioni della Louisiana Poche Plantation interno

Nottoway Plantation

Le piantagioni della Louisiana viaggio Nottoway Plantation

La più grande piantagione antebellum del Sud, con 4900 kmq di estensione fondiaria. Benvenuti a Nottoway Plantation, una “piccola” casa bianca affacciata su un’ansa ampia del Mississippi con un prospetto armonico e soave, frutto della commistione di Greek Revival e stile italianizzante rinascimentale, appartenente all’esclusiva lista delle strutture ricettive AAA Four-Diamond e all’Historic Hotels of America. Commissionata nel 1859 da John Randolph all’illustre architetto irlandese Henry Howard, questa reggia di tre piani e 64 stanze, arredate con un’opulenza fastosa, che sfiora il rococò, è il nido d’amore che qualunque innamorato desidererebbe: la White Ballroom, mutuata dai precedenti europei d’Anciém Regime, strega col suo lucore marmoreo, liscio e niveo, e le 40 camere e 2 honeymoon suites sono delle alcove tiepide, intime. Nottoway Plantation mette anche a disposizione piscina, campi da tennis e un ottimo ristorante cajun. Facile lasciarsi andare al sogno, nella vasta pace del fiume.

Viaggio in Louisiana tra piantagioni e cultura cajun Nottoway Plantation

Whitney Plantation

Piantagioni della Louisiana viaggio di nozze Whitney Plantation

Nelle piantagioni della Louisiana descritte sinora, abbiamo parlato soprattutto dei signori, dei quali sono sopravvissuti ritratti, documenti, alberi genealogici. I salvati. Whitney Plantation, la cui Big House, del 1803, viene considerata il miglior esempio in Louisiana quanto all’impostazione raised creole, è un Site of Memory che assume il punto di vista dei sommersi, gli schiavi, nient’altro che nomi numerati sui registri padronali. L’itinerario museale dipana, seguendo le varie aree della tenuta (si segnala il fienile creolo, l’unico superstite in tutto lo stato), la vicenda della famiglia Heidel, giunta dalla Germania a inizio del 1700, e soprattutto delle centinaia di impiegati neri, mediante toccanti installazioni scultoree di legno che ridanno un volto al perenne anonimato degli ultimi e racconti in prima persona tratti dalle interviste condotte nel corso del Federal Writers’ Project, durante la Grande Depressione. Fatica, sferzate sulla schiena, canti e il pulsare degli istinti, sotto la luna blu del Delta. Una sfida alle ingiustizie della storia. Anche qui sono state girate scene di Django.

Piantagioni della Louisiana Whitney Plantation Memorial

Altre piantagioni

Piantagioni della Louisiana Oakland Plantation

Concludiamo con una serie di piantagioni, meno note o defilate rispetto alla direttrice della River Road, in modo da aver una panoramica quanto più possibile completa. La Greenwood Plantation, non distante dal Mississippi, nella Feliciana Hill Country, è un best kept secret meraviglioso, con la dimora neogreca, cinta da 28 colonne doriche in una cornice di salici piangenti e laghetti verdi, considerata la più sapiente realizzazione del Sud nel suo genere, che ospita un B&B appartato ed elegante. Da non confondere con essa, data la vicinanza lessicale e geografica, la Butler Greenwood Plantation, gestita dalla medesima famiglia del fondatore (siamo alla ottava generazione), un medico quacchero di origine anglosassone giunto intorno al 1770 dalla Pennsylvania, quando la regione era sotto il dominio britannico. Il pittoresco cottage di fattura inglese, circondato da freschi giardini e iscritto al National Historic Landmark, testimonia bene tale ascendenza. Torniamo al neogreco e all’opera di Henry Howard col suo primo lavoro importante, Madewood, gioiello a forma di tempio antico che ha visto le riprese di numerose serie TV e film, tra cui L’inganno (The Beguiled) diretto da Sofia Coppola nel 2017, con Colin Farrell e Nicole Kidman, oltre che dell’album Lemonade di Beyoncé. A Natchitoches si segnalano la Oakland Plantation, all’interno del Cane River Creole National Historical Park, tra le più significative testimonianze di piantagioni di cotone creole, e la Magnolia Plantation. Spostandosi dalla River Road, la canna da zucchero lascia sempre più spazio ai campi polverosi di oro bianco, anche nei siti storici di Melrose e Frogmore, ancora in funzione. Alle soglie delle distese infinite del blues.

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