Un viaggio alla scoperta delle architetture neoclassiche negli USA lungo la East Coast, da New York a Philadelphia e Washington e la Virginia di Jefferson, Patrimoni UNESCO che conducono all’origine culturale degli Stati Uniti

a partire da € 1.480 per persona

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Il viaggio alla scoperta delle architetture neoclassiche negli USA è un itinerario che si snoda attraverso i luoghi fondamentali del patriottismo americano, delle sue autorappresentazioni istituzionali e delle sue profonde radici storico-culturali.

Un fly & drive lungo la East Coast, da New York alla Virginia del Presidente Thomas Jefferson, fine intellettuale illuminista e notevole architetto, passando per Philadelphia e la capitale Washington D.C., che include due Patrimoni UNESCO legati alla tematica, nonché un paesaggio sociale e urbano non di molto cambiato, nella sostanza, rispetto a quello che vide i moti rivoluzionari e la nascita della confederazione di stati indipendenti.

In tale contesto il mondo antico, che veniva riscoperto anche nella sua componente archeologica (si pensi agli scavi di Pompei, iniziati nel 1748, e ai Grand Tour degli aristocratici nordeuropei nelle regioni mediterranee), costituiva un repertorio simbolico cui attingere esempi di perfezione imperitura, tanto sul piano dei valori etico-politici quanto su quello della loro trasposizione artistico-architettonica e narrativa in senso lato. Il classico, la dimensione cronologica e ideale nella quale l’umanità ha sfiorato il segreto dell’eterno, l’età dell’oro da recuperare informando della sua luce il cammino della civiltà.

Fu in particolare il mito ideologico della Roma repubblicana, parimenti nevralgico nella coeva Rivoluzione Francese, a fornire il modello che avrebbe dato avvio alla stagione estetica del neoclassicismo, fondata a sua volta sugli ideali di emancipazione del soggetto che costituiva uno dei motivi portanti dell’illuminismo (“l’uscita dell’uomo dallo stato di minorità”, Kant docet). Da sudditi asserviti a cittadini liberi, dalla tirannide alla democrazia, dalla schiavitù all’uguaglianza, dalla tenebra dell’oscurantismo religioso al sole radioso delle “magnifiche sorti e progressive”, perseguibili soltanto adeguandosi alle leggi universali impresse dalla provvidenza divina alla natura e alla storia.

Basta leggere la Dichiarazione d’Indipendenza redatta a Philadelphia il 4 luglio 1776 per comprendere come i Padri Fondatori degli Stati Uniti, esponenti delle classi dirigenti coloniali, abbracciassero la visione del mondo illuministica che, vinta la guerra contro la madrepatria britannica, iniziarono a tradurre in una serie di grandiosi interventi urbanistici finalizzati a conferire un volto ufficiale alla nuova compagine statale e al suo popolo.

Quest tour dedicato alle architetture neoclassiche negli USA permette di risalire alla componente essenziale dell’America contemporanea e di sfogliare la stratificazione stilistica dei suoi edifici monumentali più antichi: la fase federale, fusione del sostrato georgiano con influenze neoclassiche; la corrente jeffersoniana, ancorata alla lezione di Andrea Palladio; il revival neo-greco, un recupero integrale dei moduli ellenici legato alla lezione di Johann Joachim Winckelmann, confluito nella temperie dell’American Renaissance.

Il viaggio partirà da New York. Nel tessuto urbano della Grande Mela sono incastonati alcuni dei gioielli delle architetture neoclassiche negli USA, concentrati a Manhattan: il Washington Square Arch di Greenwich Village, eretto nel 1892 al termine della Fifth Avenue da Stanford White (ispiratosi all’Arco di Trionfo di Parigi, mutuato a sua volta da quello di Tito) per celebrare il centenario dell’elezione del primo Presidente; la Saint’s Paul Chapel, gioiellino georgiano dalla pronao già classicheggiante, più antica chiesa di Manhattan; la Low Memorial Library, imponente struttura che riecheggia il Pantheon di Roma, porta d’accesso alla Columbia University; la Federal Hall, tempietto neogreco sede della dogana, costruito nel 1842 sul luogo dove Washington avrebbe giurato fedeltà; la New York Public Library, maestoso palazzo inaugurato nel 1895. Molte altre le chicche nascoste da scovare all’ombra dei grattacieli.

La tappa successiva del viaggio sulle tracce delle architetture neoclassiche negli USA sarà Philadelphia, città natale della bandiera a stelle e strisce e centro propulsore della Rivoluzione del 1776: qui il popolo, al suono della Liberty Bell, la “campana della libertà”, accorse alla lettura della Dichiarazione d’Indipendenza redatta dai padri costituenti americani, Jefferson in testa, all’interno della Independence Hall (struttura in mattoncini rossi edificata a metà 700 in stile georgiano, Patrimonio UNESCO), e i primi due Presidenti vi ebbero dimora ufficiale nel periodo anteriore al trasferimento a Washington. Tra gli edifici neoclassici più insigni si segnalano la sede del Philadelphia Museum of Art, maestoso palazzo neogreco con tre pronai ioniche, sormontate da frontoni decorati con fregi, che si affacciano su un piazzale cui si accede mediante la scenografica scalinata resa celebre da Rocky Balboa, e la Philadelphia Merchant’s Exchange progettata nel 1832 da William Strickland.

Lungo il tragitto in direzione della capitale è imperdibile una sosta a Baltimora, principale centro del Maryland. Qui si può visitare uno dei maggiori esempi del neoclassicismo americano, la  Basilica of the National Shrine, prima cattedrale cattolica del paese, edificata tra 1809 e 1818 da colui che è considerato il capostipite degli architetti statunitensi, Benjamin Latrobe. L’importante luogo di culto, pulito, simmetrico, è annunciato da un porticato ionico neo-greco e sormontato da una cupola, suggerita da Thomas Jefferson, che si innalza in coincidenza con l’intersezione tra navata maggiore e transetto della pianta a croce latina, scelta significativa volta a sottolineare il legame con il cattolicesimo. Negli interni, che riecheggiano San Pietro in Vaticano, hanno officiato messa importanti personalità religiose, come Giovanni Paolo II, e pregò Madre Teresa di Calcutta.

Prossima tappa Washington D.C., prima capitale fondata e disegnata ex novo, in base a un articolo costituzionale. Il sito fu individuato lungo le sponde del fiume  Potomac, tra Maryland e Virginia, nel punto mediano delle ex Tredici Colonie. Il progetto complessivo iniziale del 1791, stilato dall’urbanista francese L’Enfant, ha subito rallentamenti a causa del conflitto con il Regno Unito del 1812 e della Guerra di Secessione. Il risultato, dopo le varie fasi edilizie, è stato quello di una scacchiera razionale e armoniosa, una città-monumento neoclassica verde ed alberata, il tempio dell’idealità nazionale, regolata da precise norme che impediscono, ad esempio, lo sviluppo in senso verticale delle costruzioni. Il nucleo centrale si raccoglie intorno al  National Mall, il viale della Patria, lungo 3 km, che mette in prospettiva la Casa Bianca, di impianto palladiano, il Washington Monument, obelisco alto 169 metri, importante testimone del revival egizio associato alla riscoperta del Mediterraneo arcaio, e il tempietto dorico del Lincoln Memorial. Posteriori, ma intonati all’ambientazione architettonica, si segnalano il War World Meorial e il Vietnam Memorial. Interessante, di fronte a Washington, il Cimitero Nazionale di Arlington, inaugurato durante la Guerra di Secessione. Vi riposano oltre 300 mila veterani che continuano a guardare, idealmente, il focolare dello stato.

Il viaggio a caccia di architetture neoclassiche negli USA si inoltrerà dunque in Virginia, culla dei capolavori concepiti da Thomas Jefferson, terzo Presidente, avvocato di successo, politico di raro spessore, scienziato e inventore, imbevuto tanto della cultura classica quanto dei Lumi della contemporanea Francia, visitata durante un apprendistato in Europa, famoso oggi quale maggiore esponente, dall’altra parte dell’Atlantico, dello stile architettonico che si ispirava alla lezione neoclassica di Andrea Palladio.
A Richmond progettò insieme al francese Clérisseau un Campidoglio (nel 1785, il che ne fa il più antico degli States) in cui volle riprodurre, inserendolo in un complesso più vasto e destinato a funzioni differenti, il prezioso tempietto romano di Nimés, in Lingua d’Oca. Charlottesville ospita i due pezzi forti del repertorio di Jefferson, inseriti in un circuito UNESCO. Il campus universitario della Virginia, concepito come sede di un ateneo laico, totalmente pubblico e libero da vincoli teologici e religiosi, nel quale venisse coltivato il seme prezioso della cultura umanistica al fine di creare una nuova classe dirigente, onesta e illuminata. L’icona del complesso è la Rotunda, nitida e perfetta, ispirata al Pantheon romano, davanti alla quale si stende un’ampio prato circondato da porticati ombrosi e adatti alla riflessione. A breve distanza si trova la tenuta di Jefferson, Monticello, dall’emblematico nome italiano: la villa, che fonde l’equilibrio apollineo di Palladio con il gusto rurale delle aristocrazie inglesi, è circondata da sontuosi giardini e piantagioni rigogliose, un locus amoenus da vecchia America signorile. Una veloce deviazione a Lynchburg permetterà di scovare un’altra proprietà agricola di Jefferson, la Poplar Forest, una sorta di Monticello in piccolo.

Washington D.C. chiuderà il tour. Nell’anima degli USA.

  • VOLI INTERCONTINENTALI


  • HOTEL: Roosevelt, NEW YORK

    Durata: 3 notti
    Camera Standard (solo pernottamento)

  • NOLEGGIO AUTO

    Categoria Compact

  • HOTEL: Hampton Inn Center City, PHILADELPHIA

    Durata: 2 notti
    Camera Standard (prima colazione)

  • HOTEL: Glover Park Hotel, WASHINGTON D.C.

    Durata: 2 notti
    Camera Standard (solo pernottamento)

  • HOTEL: Omni Richmond Hotel, RICHMOND

    Durata: 1 notte
    Camera Deluxe (solo pernottamento)

  • HOTEL: Omni Charlottesville Hotel, CHARLOTTESVILLE

    Durata: 1 notte
    Camera Deluxe (solo pernottamento)

  • HOTEL: Jurys Normandy, WASHINGTON D.C.

    Durata: 1 notte
    Camera Superior (solo pernottamento)

Giuseppe Gerevini
Giuseppe Gerevini

Area di esperienza:
Nord America
Destinazione preferita:
Le preferite sono veramente tante ma le emozioni che provo quando sono nel West degli USA sono difficili da eguagliare
Tipo di viaggio ideale:
Viaggio itinerante alla scoperta di luoghi e persone
Viaggio perchè...
"Qual è il vero significato della parola viaggiare? Cambiare località?
Assolutamente no! Viaggiare è cambiare opinioni e pregiudizi."
(Anatole France)

Quota per persona a partire da

1.480
  • SONO COMPRESI NELLA TARIFFA
  • Tutti i servizi indicati nella sezione ″Programma″
  • Noleggio auto compact
  • Voli di linea intercontinentali dai principali aeroporti italiani
  • Assistenza Alidays 24h/24 e 7 giorni/7
  • NON SONO COMPRESI NELLA TARIFFA
  • Tasse aeroportuali (circa € 330 per persona)
  • Pasti e bevande non indicate
  • Spese di gestione pratica comprensive di assicurazione medico bagaglio € 70 per persona
  • Tutto quanto non espressamente indicato

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