In viaggio nel Far West, dalla California, con Los Angeles e San Francisco, ai grandi canyon e deserti tutelati dai Parchi Nazionali, tra metropoli, villaggi nativi e insediamenti western

Quota di partecipazione € 1.790 per persona (partenza dall’Italia 19 giugno, rientro 30 giugno 2017)

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Il viaggio nel Far West è uno dei tour esclusivi di Alidays più ricchi e articolati per chi voglia addentrarsi negli scenari del mito americano, tra la Pacific Coast della California e gli altopiani desertici di Arizona, Colorado, Utah e Nevada. Un itinerario entusiasmante che include tanto realtà metropolitane caratterizzate da una vita culturale eccentrica e frizzante, come Los Angeles e San Francisco, quanto tesori naturalistici incontaminati, cittadine dal rude fascino western e insediamenti nativi. Insomma, l’essenza degli USA.

Accompagnati da un tour leader esperto, i partecipanti partiranno da Los Angeles, con una passeggiata lungo Hollywood Boulevard, seguendo le 2500 stelle incastonate nel marciapiede della Hollywood Walk of Fame. Si proseguirà verso il celebre TLC Chinese Theatre (noto in precedenza come Grauman’s Chinese Theatre e Mann’s Chinese Theatre), sul cui piazzale d’ingresso hanno impresso le proprie orme, con tanto d’autografo, vip del jet set come Brad Pitt e George Clooney, oltre ai registi Steven Spielberg e Georges Lucas e quasi tutti i divi di Hollywood. Dopo la sosta ci si incamminerà per Sunset Boulevard, la leggendaria strada che vanta due templi della musica americana. Sunset Sound è il più longevo studio indipendente rimasto nelle mani della stessa proprietà da quando, nel 1958, fu fondato da un collaboratore di Walt Disney per i suoi film. Anche l’aria, vintage e immutata, è la stessa che respirarono in registrazioni storiche i Led Zeppelin, i Rolling Stones, The Doors, Miles Davis e Elton John, Keith Richard e Mike Jagger, Ringo e Jhon Lennon, senza stare a dilungarsi in elenchi di stelle. Gli United Western rispondono con miti del calibro di Bing Crosby, Frank Sinatra, Elvis Presley, Nat King Cole e Ray Charles, ancora volendo essere parchi di enumerazioni. Non mancheranno sezioni dell’esclusiva Beverly Hills e del Downtown di Los Angeles.

In seguito si partirà in direzione Laughlin, avamposto fondato nel 1964 da un nativo, Don Laughlin, che vi aprì un casinò. Una Las Vegas in miniatura bagnata dal Corado River (nelle cui onde si può fare anche una pagaiata, nella Big Bend of the Colorado State Recreation Area), ma più pionieristica, affascinante, selvaggia di quella del Nevada. Durante il tragitto si attraverserà lo spettacolo paesaggistico del Deserto di Mojave, incrociando anche la mitica Route 66, la Strada Madre di Steinbeck.

Il viaggio nel Far West farà dunque ingresso in Arizona, per assistere allo spettacolo del Grand Canyon, uno dei parchi americani più visitati, con oltre 5.5 milioni di accessi annui. Non si tratta di una semplice gola, ma di una fenditura dall’aspetto apocalittico, lunga circa 450 km (per intenderci, la si potrebbe percorrere senza interruzioni da Milano ad Ancona), larga, variabilmente, tra i 500 metri e i 29 km, e con una profondità che arriva a sfiorare i 1900 metri. Il poderoso spaccato di rocce sedimentarie è un libro la cui complessa stratigrafia mostra tracce risalenti anche a 500 milioni di anni fa, un intero processo di orogenesi fossilizzato in una stasi apparente. Si avanzerà lungo il bordo Sud e poi fino al cospetto delle striature colorate del Painted Desert, che si ammirano passeggiando attraverso tronchi fossili antichi 200 milioni di anni, si sosterà all’Old Trading Post di Cameron, stazione di posta dall’immutato fascino western riconvertita in negozio di souvenir e artigianato Navajo, e si chiuderà a Tuba City.

Seguendo verso Nord le anse del Colorado River, si giungerà presso un’altra icona naturalistica dell’Arizona, l’Horseshoe Bend, un meandro del fiume che disegna un strettoia a forma di ferro di cavallo, come dice il nome, una U perfetta, serpeggiante in mezzo a pareti scoscese, dai colori tenui. Non molto distante sarà il turno dell’ennesima “opera d’arte” generata dall’inconsapevole genio creativo della natura, vale a dire l’Antelope Canyon, forse il più fotografato al mondo nel suo genere geologico, quello dello “slot canyon”, risultato della caparbia pressione dell’acqua. Sembra un labirinto magico, questo corridoio lungo, nella sua articolazione complessiva, circa 600 metri, profondo 37 e molto stretto, quasi angusto, le cui pareti d’arenaria paiono appena modellate dal passaggio di un onda, date le curve lisce che hanno la consistenza di magma solido e la lucentezza fragile dell’alabastro. Non c’è due senza il tre. Infatti il viaggio nel Far West inanellerà anche  la Monument Valley, sfondo inconfondibile dell’immaginario Western, si pensi ai film di John Ford: impossibile non trovare molto familiare, grazie al mito cinematografico, l’altopiano rugginoso, nota cromatica dovuta alla la presenza di estesi accumuli di ossido di ferro, costituito dall’antico letto del Colorado, punteggiato di magnifici monoliti detti “butte” e, in termini scientifici, testimoni d’erosione.

Dopo l’Arizona si entrerà in Colorado, dove ci si addentrerà in uno dei parchi americani del South West più particolari, data la fusione straordinaria di componente naturalistica e presenza umana, condensata nel patrimonio archeologico di maggior rilievo di tutti gli USA, Patrimonio UNESCO. Il Mesa Verde National Park è punteggiato dai suggestivi insediamenti pueblo degli Anasazi (i popoli ancestrali, in lingua Navajo): questo tavolato impervio cela circa 600 cliff-dwellings, villaggi rupestri abitati tra il VI° e il XIII° secolo dai misteriosi indigeni prima che si estinguessero improvvisamente. Tra essi spicca il complesso architettonico detto Cliff Palace, ritenuto il più grande sito archeologico degli Stati Uniti (ma notevole è anche la Balcony House). A breve distanza, un altro portento geologico creato dal Colorado River che verrà visitato sarà il sistema di rifts tutelati dal Canyonlands National Park, nello Utah, acrocoro dall’aspetto marziano, rossastro, definito dallo scrittore ecologista Edward Abbey come il luogo più straniante e meraviglioso della Terra.

La tappa successiva del viaggio nel Far West americano sarà l’Arches National Park, tra i luoghi del pianeta dove l’interazione dei diversi agenti naturali ha raggiunto una delle massime vette di magia: l’azione dell’acqua e del vento ha ricavato, da questo enorme affioramento pietrificato, oltre 2000 archi di arenaria, levigati e fragili, snelli e aerei. Molto famoso è il Delicate Arche. In seguito non ci si lascerà sfuggire il best kept secret dello Utah, tra i meno noti e più incredibili parchi americani, vale a dire il Capitol Reef National Park. Molte sono le sorprese riservate quest’area estesa a protezione del Waterpocket Fold, cresta imponente di roccia arenaria stratificata che forma gole e canyon coltivati a frutteti dai Mormoni: citiamo, ad esempio, i ricchissimi cicli di incisioni rupestri ascrivibili alla cultura precolombiana di Fremont, qui stanziata nei primi 1300 anni della nostra era.
Bryce Canyon, un insieme di quinte, scenografiche e accidentate, che scavano parte dell’Altopiano di Paunsaugunt, frastagliandolo di hoodoos, o “camini delle fate”, alti pinnacoli di roccia, solitamente sedimentaria, formati dall’incessante erosione atmosferica, e lo Zion National Park, gola incisa dal Virgin River, che modella anfiteatri con dislivelli che toccano i 3000 metri, faranno da antipasto a Las Vegas, “the city of lights”, dove lasciarsi andare alla fiumana accecante di Fremont Street (12 milioni di luci al neon) e la confusione babelica del mitico Strip, una concentrazione unica al mondo di casinò e hotel d’alto lusso. Una notte nella metropoli del deserto è una scommessa che vale una vita.

Varcando il confine della California, il viaggio nel Far West incontrerà uno dei parchi americani che detiene il maggior numero di primati: infatti il Death Valley National Park risulta il più esteso a livello continentale, il più caldo e il più basso. Si tratta di una depressione (Badwater, bacino di sale a -86 metri popolato da crostacei di ignota provenienza, è il punto più profondo degli States) lunga 225 km e larga circa 40, un tempo occupata da un mare evaporato, il cui nome sinistro è emblematico di un ambiente antitetico alla vita, rugoso, assetato, spaccato da calanchi, come a Zabriskie Point, e coronato da picchi vulcanici che superano i 3000 metri. Visitati i luoghi più iconici di questo microcosmo estremo, soprattutto il Furnace Creek Visitor Center, si punterà su Bakersfield, culla negli anni 50 di un genere autoctono di musica country del quale si può scoprire ogni segreto al Buck Owens Crystal Palace, intitolato al grandissimo musicista e cantante (ben 21 volte primo nella Billboard country music chart) che elesse la cittadina californiana a propria dimora.

Tutt’altro paesaggio si aprirà nello Yosemite National Park, uno dei parchi americani più visitati, anch’esso Patrimonio UNESCO (il terzo incontrato fin’ora in questo viaggio, insieme a Grand Canyon e Mesa Verde): si godrà di una vera e propria rinascita, dopo l’aridità infernale della Death Valley, in questo santuario granitico della Sierra Nevada ammantato da boschi di sequoie giganti abbeverati dai ruscelli limpidi che si diramano da cascate impressionanti, come le Yosemite Falls, alte ben 700 metri. Un tempio della biodiversità che mostra il volto primigenio, incontaminato, fresco e verde, dell’ecosistema montano del Nord America. Scendendo lungo la San Joaquin County, considerata il frutteto degli States, ci si approssimerà a  Monterey, la prima capitale coloniale della California, adagiata su una baia scenografica a nord di Big Sur, la costa dei poeti (specie della Beat Generation, leggi questo articolo), famosa per i romanzi di John Steinbeck, lo squisito stile architettonico spagnoleggiante  e una cucina marinara con pochi rivali nella Pacific Coast. Il capolinea del viaggio nel West sarà San Francisco, la città simbolo dell’avanguardia, della controcultura, dell’apertura, del melting pot culturale. I must da vedere il Civic Center, Union Sqare, Chinatown, Fisherman’s Wharf e Alcatraz Island. La migliore conclusione possibile.

  • TRASFERIMENTO COLLETTIVO IN ARRIVO

    Dall’aeroporto all’hotel

  • TOUR GUIDATO ″IN VIAGGIO NEL FAR WEST″

    Lingua: italiano esclusivo


  • LOS ANGELES

    Arrivo a Los Angeles, incontro con accompagnatore esclusivo Alidays e trasferimento in albergo con la navetta gratuita dell’hotel. Sistemazione e pernottamento in hotel.

  • Los Angeles - Laughlin (462 km)

    Colazione continentale. Alle 8:00 partenza per la visita della Città degli Angeli. Si partirà con una passeggiata lungo Hollywood Boulevard, tra le oltre 2500 stelle incastonate nel marciapiede della Hollywood Walk of Fame. Si proseguirà con il celebre TLC Chinese Theatre  (noto in precedenza come Grauman’s Chinese Theatre e Mann’s Chinese Theatre), sul cui piazzale d’ingresso hanno impresso le proprie orme, con tanto d’autografo, vip del jet set come Brad Pitt e George Clooney, oltre ai registi Steven Spielberg e Georges Lucas e quasi tutti i divi di Hollywood. Dopo la sosta sarà la volta di Sunset Boulevard, la mitica strada che vanta due templi della musica americana. Sunset Sound è il più longevo studio indipendente rimasto nelle mani della stessa proprietà da quando, nel 1958, fu fondato da un collaboratore di Walt Disney per i suoi film. Anche l’aria, vintage e immutata, è la stessa che respirarono in registrazioni storiche i Led Zeppelin, i Rolling Stones, The Doors, Miles Davis e Elton John, Keith Richard e Mike Jagger, Ringo e Jhon Lennon, senza stare a dilungarsi in elenchi di stelle. Gli United Western rispondono con miti del calibro di Bing Crosby, Frank Sinatra, Elvis Presley, Nat King Cole e Ray Charles, ancora volendo essere parchi di enumerazioni. Non mancheranno sezioni dell’esclusiva Beverly Hills e del Downtown di Los Angeles. Si continuerà attraversando il deserto Mojave fino a Laughlin, sul fiume Colorado. Sistemazione e cena in hotel.

  • Laughlin - Grand Canyon - Tuba City (464 km)

    Colazione continentale. Il viaggio nel Far West farà dunque ingresso in Arizona, per assistere allo spettacolo del Grand Canyon, uno dei parchi americani più visitati, con oltre 5.5 milioni di accessi annui. Non si tratta di una semplice gola, ma di una fenditura dall’aspetto apocalittico, lunga circa 450 km (per intenderci, la si potrebbe percorrere senza interruzioni da Milano ad Ancona), larga, variabilmente, tra i 500 metri e i 29 km, e con una profondità che arriva a sfiorare i 1900 metri. Il poderoso spaccato di rocce sedimentarie è un libro la cui complessa stratigrafia mostra tracce risalenti anche a 500 milioni di anni fa, un intero processo di orogenesi fossilizzato in una stasi apparente. Si avanzerà lungo il bordo Sud e poi fino al cospetto delle striature colorate del Painted Desert, che si ammirano passeggiando attraverso tronchi fossili antichi 200 milioni di anni, si sosterà all’Old Trading Post di Cameron, stazione di posta dall’immutato fascino western riconvertita in negozio di souvenir e artigianato Navajo, e si chiuderà a Tuba City. Pernottamento presso l’hotel Quality Inn Navajo Nation o similare.

  • Tuba City - Horseshoe Bend - Antelope Canyon - Monument Valley - Cortez (516 km)

    Colazione continentale. Partenza di buon’ora da Tuba City. Si comincerà la giornata con una breve passeggiata fino al punto panoramico sull’Horseshoe Band, un meandro del fiume Colorado che disegna un strettoia a forma di ferro di cavallo, come dice il nome, una U perfetta, serpeggiante in mezzo a pareti scoscese, dai colori tenui. Non molto distante sarà il turno dell’ennesima “opera d’arte” generata dall’inconsapevole genio creativo della natura, vale a dire l’Antelope Canyon, forse il più fotografato al mondo nel suo genere geologico, quello dello “slot canyon”, risultato della caparbia pressione dell’acqua. Sembra un labirinto magico, questo corridoio lungo, nella sua articolazione complessiva, circa 600 metri, profondo 37 e molto stretto, quasi angusto, le cui pareti d’arenaria paiono appena modellate dal passaggio di un onda, date le curve lisce che hanno la consistenza di magma solido e la lucentezza fragile dell’alabastro. Non c’è due senza il tre. Infatti il viaggio nel Far West inanellerà anche la Monument Valley, sfondo inconfondibile dell’immaginario Western, si pensi ai film di John Ford: impossibile non trovare molto familiare, grazie al mito cinematografico, l’altopiano rugginoso, nota cromatica dovuta alla la presenza di estesi accumuli di ossido di ferro, costituito dall’antico letto del Colorado, punteggiato di magnifici monoliti detti “butte” e, in termini scientifici, testimoni d’erosione Visita all’arrivo con guide navajo e veicoli 4×4 lungo il 17-mile loop. In serata si attraverserà il Colorado e si arriverà a Cortez, dove si trascorrerà la notte. Cena in un ristorante del posto. Pernottamento in hotel.

  • Cortez - Mesa Verde - Canyonlands - Moab (379 km)

    Colazione continentale. Ci si dirigerà verso il Parco Nazionale di Mesa Verde, il complesso archeologico di maggior rilievo di tutti gli USA, Patrimonio UNESCO che tutela i suggestivi insediamenti pueblo degli Anasazi (i popoli ancestrali, in lingua Navajo): questo tavolato impervio cela circa 600 cliff-dwellings, villaggi rupestri abitati tra il VI° e il XIII° secolo dai misteriosi indigeni prima che si estinguessero improvvisamente. Tra essi spicca il complesso architettonico detto Cliff Palace, ritenuto il più grande sito archeologico degli Stati Uniti (ma notevole è anche la Balcony House). A breve distanza, un altro portento geologico creato dal Colorado River che verrà visitato sarà il sistema di rifts tutelati dal Canyonlands National Park, nello Utah, acrocoro dall’aspetto marziano, rossastro, definito dallo scrittore ecologista Edward Abbey come il luogo più straniante e meraviglioso della Terra. Cena e nottata nella pittoresca cittadina di Moab. Pernottamento in hotel.

  • Moab - Arches - Capitol Reef - Bryce Canyon (427 km)

    Colazione continentale. Partenza verso l’Arches National Park, tra i luoghi del pianeta dove l’interazione dei diversi agenti naturali ha raggiunto una delle massime vette di magia: l’azione dell’acqua e del vento ha ricavato, da questo enorme affioramento pietrificato, oltre 2000 archi di arenaria, levigati e fragili, snelli e aerei. Molto famoso è il Delicate Arche. In seguito non ci si lascerà sfuggire il best kept secret dello Utah, tra i meno noti e più incredibili parchi americani, vale a dire il Capitol Reef National Park. Molte sono le sorprese riservate quest’area estesa a protezione del Waterpocket Fold, cresta imponente di roccia arenaria stratificata che forma gole e canyon coltivati a frutteti dai Mormoni: citiamo, ad esempio, i ricchissimi cicli di incisioni rupestri ascrivibili alla cultura precolombiana di Fremont, qui stanziata nei primi 1300 anni della nostra era.. L’ultima destinazione del giorno sarà Bryce Canyon. Cena in hotel. Pernottamento presso l’hotel Bryce View Lodge o similare.

  • Bryce Canyon - Zion - Las Vegas (381 km)

    Colazione continentale. Partenza verso Bryce Canyon, insieme di quinte, scenografiche e accidentate, che scavano parte dell’Altopiano di Paunsaugunt, frastagliandolo di hoodoos, o “camini delle fate”, alti pinnacoli di roccia, solitamente sedimentaria, formati dall’incessante erosione atmosferica. Seguirà la visita del grandioso Zion National Park, gola incisa dal Virgin River, che modella anfiteatri con dislivelli che toccano i 3000 metri. Costeggiando il fiume Virgin si farà ingresso nel deserto Mojave e nello stato del Nevada. Nel pomeriggio si arriverà a Las Vegas, la Città delle Luci. Pernottamento in hotel.

  • Las Vegas - Death Valley - Bakersfield (311 km)

    Colazione continentale. Varcando il confine della California, il viaggio nel Far West incontrerà uno dei parchi americani che detiene il maggior numero di primati: infatti il Death Valley National Park risulta il più esteso a livello continentale, il più caldo e il più basso. Si tratta di una depressione (Badwater, bacino di sale a -86 metri popolato da crostacei di ignota provenienza, è il punto più profondo degli States) lunga 225 km e larga circa 40, un tempo occupata da un mare evaporato, il cui nome sinistro è emblematico di un ambiente antitetico alla vita, rugoso, assetato, spaccato da calanchi, come a Zabriskie Point, e coronato da picchi vulcanici che superano i 3000 metri. Visitati i luoghi più iconici di questo microcosmo estremo, soprattutto il Furnace Creek Visitor Center, si punterà su Bakersfield, culla negli anni 50 di un genere autoctono di musica country del quale si può scoprire ogni segreto al Buck Owens Crystal Palace, intitolato al grandissimo musicista e cantante (ben 21 volte primo nella Billboard country music chart) che elesse la cittadina californiana a propria dimora. Cena. Se la temperatura dovesse superare i 110 gradi °F (43 °C), l’itinerario sarà Las Vegas – Calico – Bakersfield. Pernottamento presso il Clarion Hotel Bakersfield o similare.

  • Bakersfield - Yosemite - Modesto (451 km)

    Colazione continentale. Oggi sarà il turno dello Yosemite National Park, uno dei parchi americani più visitati, anch’esso Patrimonio UNESCO (il terzo incontrato fin’ora in questo viaggio, insieme a Grand Canyon e Mesa Verde): si godrà di una vera e propria rinascita, dopo l’aridità infernale della Death Valley, in questo santuario granitico della Sierra Nevada ammantato da boschi di sequoie giganti abbeverati dai ruscelli limpidi che si diramano da cascate impressionanti, come le Yosemite Falls, alte ben 700 metri. Un tempio della biodiversità che mostra il volto primigenio, incontaminato, fresco e verde, dell’ecosistema montano del Nord America. Nel pomeriggio si attraverserà la fertile Valle San Joaquin, conosciuta come frutteto della California, fino a Modesto, dove ci si godrà una cena (inclusa) in un ristorante del posto. Pernottamento in hotel.

  • Merced - 17 miles Drive - Monterey - San Francisco (400 km)

    Colazione continentale. Dalla zona di Yosemite si scenderà lungo le pendici della Sierra Nevada, nella regione teatro della febbre dell’oro in California, fino a Monterey, la prima capitale coloniale della California, adagiata su una baia scenografica a nord di Big Sur, la costa dei poeti (specie della Beat Generation), famosa per i romanzi di John Steinbeck, lo squisito stile architettonico spagnoleggiante e una cucina marinara con pochi rivali nella Pacific Coast. Da Monterey si imboccherà una delle strade panoramiche più romantiche e aeree degli USA, la 17-Mile Drive, tra Pacific Grove e Pebble Beach. Conclusione del viaggio, inevitabile, sarà San Francisco, la città simbolo dell’avanguardia, della controcultura, dell’apertura, del melting pot culturale. Si visiteranno il Civic Center, Union Square, Chinatown e il Fisherman’s Wharf, che offre una veduta panoramica dell’isola di Alcatraz. Cena di arrivederci in un ristorante del posto. Pernottamento in hotel.

  • San Francisco

    Giornata libera. Pernottamento in hotel.

  • San Francisco

    Colazione continentale. Trasferimento all’aeroporto e partenza per l’Italia.

Patrizia Pegolotti
Patrizia Pegolotti

Area di esperienza:
Gruppi tutte le destinazioni
Destinazione preferita:
Giappone
Tipo di viaggio ideale:
Viaggio in compagnia per condividere con altri splendide esperienze
Viaggio perchè...
La memoria e l'esperienza di un viaggio condiviso con chi ami sono indelebili tutto il resto è caduco e il più delle volte superfluo.

Quota di partecipazione

1.790
  • SONO COMPRESI NELLA TARIFFA

    12 pernottamenti in hotel categoria turistica

    10 colazioni

    8 cene

    Guida accompagnatore esclusivo Alidays

    Ingressi ai Parchi Nazionali: Grand Canyon, Mesa Verde, Canyonlands, Arches, Capitol Reef, Bryce Canyon, Zion, Death Valley, Yosemite, Horseshoe Bend, Antelope Canyon, Monument Valley e la 17 Mile Drive

    Visita della città di Los Angeles

    Visita della città di San Francisco

    Tasse incluse e servizio facchinaggio in albergo compreso

    Trasferimento da/per aeroporto (servizio di navetta offerto dall'hotel)

    Assicurazione medico/bagaglio

    Documentazione personalizzata e borsa viaggio

  • NON SONO COMPRESI NELLA TARIFFA

    Passaggi aerei a/r (quotazione su richiesta)

    Tasse aeroportuali

    Bevande

    Mance ed extra in genere

    Eventuali Resort Fee negli Hotel (a Las Vegas Circus Circus )

Itinerario in mappa