Un fly&drive tra Oklahoma e Texas sulle tracce del re del Folk, Woody Guthrie

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Il viaggio musicale USA i luoghi di Woody Guthrie è l’itinerario che, snodandosi tra Oklahoma e Texas, si muove alla scoperta dell’orizzonte paesaggistico e umano del re della musica folk americana, attraverso gli sconfinati pianori del Midwest, quello che, sempre, anche nei lunghi periodi trascorsi in California o al Greenwich Village di New York, fornì il materiale vivo alla sua creazione artistica. Il mondo contadino, pionieristico, degli ultimi in cammino, gli Okies (termine spregiativo che designava i suoi conterranei, gli abitanti dell’Oklahoma) cacciati dalle tempeste di polvere del dust bowl verso l’Eden ingannevole della valle di San Joaquin, i sommersi di Furore di Steinbeck, tradotto musicalmente nel capolavoro Dust Bowl Ballads (1940), uno dei suoi album principali. Lo stesso Guthrie, nato a Okemah nel 1912, apparteneva a questo esodo di disperati e, per tutta la vita, specie nella sua musica, si tenne fedele alla loro rudezza schietta, libera. I raffinati intellettuali e folk-singer di New York, Alan Lomax e Pete Seeger in testa, che, seguendo un approccio etnologico, intendevano risalire alle origini della tradizione espressiva del sostrato contadino statunitense, lo accolsero come una reliquia vivente, la scaturigine pura, nativa, di una dimensione alla quale essi si avvicinavano per via di mediazioni artificiali. Basti, a proposito, il giudizio espresso da Irwin Silber, tra i frequentatori del cenacolo culturale dell’Almanac Singers del Village (1940-1943), debitore al modello della canzone di protesta di Guthrie, la ballata folk di denuncia sociale e politica: “c’era il cuore dell’America personificato in Woody.” Nel medesimo periodo, un critico del New York Times, recensendo l’autobiografia di Guthrie, Bound for Glory (1943, trad. it. Questa terra è la mia terra, soggetto per l’adattamento cinematografico del 1976 di Hal Ashby, vincitore di due Oscar), la storia di un Tom Joad che, chitarra in spalla, solcò tutte le strade degli USA per un vangelo di giustizia e verità, si mantenne su un registro analogo: “un giorno la gente si renderà finalmente conto del fatto che Woody Guthrie e le diecimila canzoni che sono guizzate e fuoriuscite dalle corde del suo carillon sono un patrimonio nazionale, al pari di Yellowstone e Yosemite, e parte del migliore prodotto che questo paese può vantare agli occhi del mondo.” Il motivo della grandezza di Guthrie risiede proprio nella fedeltà tenace che mantenne verso la sua identità, modellatasi tra i campi di cotone e la sabbia delle carrarecce, sotto le rachitiche verande di legno dove apprese, bambino, il segreto sonoro delle canzoni western, indiane, scozzesi, fuse in uno stile peculiare, contaminato con apporti neri (si pensi ai fortunati talking blues), compiuto e definito, in un rapporto analogo a quello che unisce l’epica omerica a tutto il secolare serbatoio rapsodico-orale dal quale derivava.
Un viaggio musicale USA i luoghi di Woody Guthrie permette dunque di penetrare a fondo l’arte di questo pellegrino anarchico, dalla figura immemorabile di trovatore errante, portavoce della resistenza ad ogni forma di sopruso messa in atto dal potere, fronteggiato in nome della non violenza con l’unica arma, la musica, in grado di annullare le metamorfosi varie del fascismo, più un atteggiamento ancestrale dell’uomo che una precisa stagione politica: “this machine kills fascists”, campeggiava sulla chitarra, supporto basilare ai fraseggi acuti, striduli, di armonica e voce, portatrice di messaggi netti, universali, che gli costarono, specie durante il periodo della caccia alle streghe del maccartismo, l’oscurità.
Il nostro tour degli USA più autentici partirà da Dallas, in Texas, una delle massime aree metropolitane del Sud, ricca di attrazioni e opportunità. A livello musicale si segnala la House of Blues, dal nutrito calendario concertistico. Varcato il confine con l’Oklahoma, segnato dal corso sinuoso, terroso, del Red River, si giungerà nel villaggio natale di Woody Guthrie. Lasciamo allo slang dialettale di un suo scritto edito postumo il compito di darci il benvenuto: “Okemah era una delle più cantanti, danzanti, beone, urlanti, predicanti, camminanti, vocianti, ridenti, piangenti, propensa alle sparatorie, alle risse, sanguinanti, piena d’azzardo, fucili, bastoni e lame, delle nostre cittadine rurali, poiché fu una delle prime a svilupparsi col Boom Petrolifero.” Le sorti della stessa famiglia Guthrie dipesero dal fugace benessere elargito dal sottosuolo. Ad Okemah si possono visitare il sito della casa dell’infanzia (London House), andata distrutta, la High School, frequentata tra 1926 e 1929, la statua dedicatagli dallo scultore creek Dan Brook, in un parco adorno da splendidi murales che raccontano esistenza e pensiero del Dust Bowl Balladeer, il pregevole Crystal Theater, costruito nel 1921, dal fascino intatto, che vide alcune delle sue prime esibizioni, e il cimitero con la tomba di famiglia. Tour organizzati dalla locale camera di commercio permettono di avere una panoramica completa che include anche l’Okfuskee County History Center, dove sono raccolte fotografie d’epoca, manoscritti e disegni originali del cantante. Da non dimenticare il Woody Guthrie Folk Festival che dal 1998, ogni mese di luglio (nel weekend più prossimo al 14, data di nascita di Guthrie), raduna importanti rappresentanti del genere e numerosi appassionati, offrendo concerti, readings poetici, escursioni e attività per i bambini.
Tappa seguente del viaggio musicale i luoghi di Woody Guthrie sarà Tulsa, città dal notevole repertorio architettonico Art Déco di cui si abbellì nella stagione delle estrazioni. Autentica chicca è il Phillbrook Art Museum, ospitato in una sfarzosa villa in stile mediceo costruita nel 1927 per un magnate dell’oro nero, collezionista di opere d’arte di ogni epoca, oggi esposte, da Gentile di Fabriano a Picasso. Il pezzo forte del soggiorno a Tulsa coinciderà però con la visita al Woody Guthrie Center, il museo più ricco del mondo sul personaggio. Questo centro multimediale si compone di un percorso, supportato da innesti audiovisivi, tra cimeli e memorabilia, organizzati secondo rigorosi criteri storici. La raccolta non si limita al solo Guthrie, ma si estende anche ai prodromi e alle generazioni da lui influenzate, con particolare riferimento a Phil Ochs, importante cantante di protesta e attivista socialista il cui archivio, nel 2014, è stato donato dal fratello al polo di Tulsa, a testimonianza del ruolo che il profeta di Okemah ebbe nella sua formazione.
Procedendo, il viaggio musicale USA i luoghi di Woody Guthrie si immetterà sulla mitica Route 66, percorsa dallo stesso menestrello di Okemah, insieme a tutti gli Okies, in occasione dell’esodo biblico del dust bowl: “il sentiero di un popolo in fuga, di chi scappa dalla polvere e dal rattrappirsi delle campagne, dal tuono dei trattori e dal rattrappirsi delle proprietà, dalla lenta invasione del deserto verso il Nord, dai turbinosi venti che arrivano ululando dal Texas, dalle inondazioni che non portano ricchezza alla terra e la depredano di ogni ricchezza residua. Da tutto ciò la gente è in fuga, e si riversa sulla 66 dagli affluenti di strade secondarie, piste di carri e miseri sentieri di campagna. La 66 è la strada madre, la strada della fuga”, citando il cap. 12 di Furore di Steinbeck.
Oklahoma City non sarà digiuna di proposte a livello musicale. L’American Banjo Museum approfondisce il ruolo avuto nel folk dallo strumento di origine africana, grazie a una galleria di oltre 400 legni e supporti multimediali. Straordinaria la collezione di pezzi risalenti agli anni della Jazz Era, decorati a mano. La sera il locale The Blue Door, considerato la “best listening room” della capitale, offre una programmazione di esibizioni dei principali esponenti del folk. Da non perdere, infine, il National Cowboy and Western Heritage Museum, vale a dire oltre 28000 reperti sul West e la vita di frontiera. D’altro canto, giunto a New York, il soprannome di Guthrie era “the Oklahoma cowboy”.
In seguito il viaggio musicale USA i luoghi di Woody Guthrie si addentrerà nel tavolato del Panhandle (ovvero “manico di padella”) del Texas, altro scenario ricorrente nelle narrazioni relative alla Grande Depressione. Sosta d’obbligo a Pampa, centro dove il futuro songwriter, nel 1929, si trasferì col padre, ridotto sul lastrico dopo l’esaurimento del boom del petrolio, e vi acquistò la prima chitarra. E non solo. Nella cittadina infatti si sposò con la prima delle tre mogli, Mary Jennings, e trascorse anni fondamentali per il suo apprendistato musicale, prima di lasciarla per l’agognata California. Il bel Woody Guthrie Folk Music Center, all’interno dello storico edificio in mattoncini dell’Harris Drug Store, dove lavorò lo stesso Guthrie, raccoglie materiale e organizza manifestazioni in suo onore. Il soggiorno ad Amarillo, capoluogo del Panhandle, non potrà non essere impreziosita dal Cadillac Ranch, installazione architettonica ideata nel 1975 da Chip Lord, Hudson Marquez e Doug Michelsdal: formata da 10 carcasse di Cadillac rottamate, completamente dipinte e piantate col muso nel suolo (in fila secondo l’evoluzione dei modelli dal 1949 al 1963) riprendendo il disegno dei grandi complessi megalitici preistorici, un circolo astrale dell’età industriale e del motore, essa appartiene  al movimento dell’Ant Farm, nato nel 1968 a San Francisco, e si rifà ai temi della riconduzione dell’elemento artificiale a quello naturale e della riflessione sui limiti e il significato ultimo dello sviluppo tecnologico-industriale. Il fatto che sorga nei pressi della Route 66, simbolo delle diseguaglianze del capitalismo, ormai dismessa e defilata rispetto al percorso ufficiale della storia, rappresenta una scelta non casuale.
Un pellegrinaggio a Lubbock, patria del genio rock Buddy Holly, protagonista di un sorprendente centro espositivo che ne promuove il ricordo e la valorizzazione con frequenti incontri e concerti, farà da punto d’appoggio intermedio prima del rientro a Dallas. Tutt’intorno il monotono, immenso spalancarsi di terra piana, secca che alimentò, con la sua linfa magra, ma nutriente, lo spirito di Woody. “This land is your land”. L’America. Nel suo grembo continentale si spande la voce di Guthrie. Ricordando la chiusa di un poema tributo scritto da quel Bob Dylan che, aspirante folksinger, andava regolarmente a visitare il suo idolo inchiodato dalla corea di Huntington al Brooklyn State Hospital, lo si troverà, insieme a Dio, nel Grand Canyon, al tramonto. Gli occhi, come sempre, fissi al cammino.

  • VOLI INTERCONTINENTALI


  • NOLEGGIO AUTO

    Categoria EDAR – 4 DR Hatchback (o similare) con navigatore

  • HOTEL: Holiday Inn Select North, Dallas

    Durata: 2 notti
    Camera Standard (solo pernottamento)

  • HOTEL: Doubletree Downtown, Tulsa

    Durata: 2 notti
    Camera Standard (prima colazione)

  • HOTEL: Best Western Memorial Inn And Suites, Oklahoma City

    Durata: 2 notti
    Camera Standard (solo pernottamento)

  • HOTEL: Amarillo Inn & Suites, Amarillo

    Durata: 1 notte
    Camera Standard (solo pernottamento)

  • HOTEL: Econo Lodge, Lubbock

    Durata: 1 notte
    Camera Standard (solo pernottamento)

  • HOTEL: Doubletree By Hilton Near The Galleria, Dallas

    Durata: 1 notte
    Camera Standard (prima colazione)

Giuseppe Gerevini
Giuseppe Gerevini

Area di esperienza:
Nord America
Destinazione preferita:
Le preferite sono veramente tante ma le emozioni che provo quando sono nel West degli USA sono difficili da eguagliare
Tipo di viaggio ideale:
Viaggio itinerante alla scoperta di luoghi e persone
Viaggio perchè...
"Qual è il vero significato della parola viaggiare? Cambiare località?
Assolutamente no! Viaggiare è cambiare opinioni e pregiudizi."
(Anatole France)

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  • Tutti i servizi indicati nella sezione ″Programma″
  • Noleggio auto categoria EDAR
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  • Assistenza Alidays 24h/24 e 7 giorni/7
  • NON SONO COMPRESI NELLA TARIFFA
  • Tasse aeroportuali (circa € 335 per persona)
  • Pasti e bevande non indicate
  • Spese di gestione pratica comprensive di assicurazione medico bagaglio € 70 per persona
  • Tutto quanto non espressamente indicato

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