Viaggio negli USA dei diritti civili, un itinerario fly&drive nel Sud degli States sulle orme di Martin Luther King e degli altri eroi della lotta per l’uguaglianza

a partire da € 1.200 per persona

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Questo viaggio negli USA dei Diritti Civili è un itinerario fly&drive che si snoda attraverso il Sud degli Stati Uniti, toccando i luoghi che, tra gli anni 50 e 60 del XX° secolo, furono teatro dei principali episodi nella lotta per l’uguaglianza politica e sociale della popolazione afroamericana, sottoposta a un pesante regime di segregazione e discriminazione razziale.
Il vasto movimento, la cui azione programmatica si tramutò in un fenomeno culturale e di opinione pubblica di rilevanza mondiale, contava anche sull’appoggio di settori illuminati delle classi dirigenti bianche, aperti alle rivendicazioni dei leader neri. “I have a dream”, il motto di Martin Luther King  sarà il leit motiv di un tour sul quale, dalla città di nascita, Atlanta, a quella dove trovò la morte, Memphis, campeggerà il suo carisma di pace e umanità, riconosciuto col Premio Nobel del 1964, grande conquista, insieme al Civil Rights Act approvato lo stesso anno, sotto la presidenza Johnson.

Durante il viaggio negli USA dei Diritti Civili si visiteranno centri urbani di notevole rilievo, sia per apprezzarne la tradizione culturale, l’architettura e le splendide attrazioni che offrire al pubblico, sia per scoprire i segni indelebili che le battaglie per l’emancipazione – con storie, aneddoti, volti, tragedie, vicende d’odio e d’amore, vi hanno impresso.

Prima tappa, come accennato, sarà Atlanta, fondata nel 1837, città legata al tema della diseguaglianza dei neri per essere stata il luogo di nascita dell’epos nostalgico del vecchio Sud rurale e schiavista, Gone with the Wind, spersa nel vento, come recita un verso tenuemente elegiaco preso a prestito dal poeta Ernest Dowson per esprimere il sentimento del rimpianto. L’autrice Margaret Munnerlyn Mitchell nacque nella capitale della Georgia nel 1900. Quando trentasei anni dopo pubblicò il suo capolavoro non immaginava che avrebbe venduto in pochi giorni decine di migliaia di copie e che l’anno seguente Victor Fleming avrebbe iniziato a lavorare al colossal, uscito nel 1939, vincitore di 8 Premi Oscar. Memorabile fu la prima, ad Atlanta, che si trovò ad accogliere un milione di persone accorse a celebrare il simbolo dell’affresco epico-mitologico in cinematografia. La “Story of the Old South” è ambientata nella Contea di Clayton, il cui capoluogo Jonesboro ospita il Museo Road ToTara, ricchissimo di cimeli che vanno dalla ricostruzione della battaglia avvenuta nel 1864, descritta dal romanzo, fino a splendidi abiti d’epoca delle Southern belle, le giovani, aristocratiche Rossella O’Hara. A pochi minuti dal polo espositivo, raggiungibile anche mediante un tour unico, sorge Stately Oaks Plantation, identificata solitamente con Tara, la residenza della famiglia protagonista di Via col vento. La residenza padronale bianca, eretta nel 1834 in stile Greek Revival, ha in effetti un’aura rétro da gran dama, riservata e splendida. Ad Atlanta la casa della Mitchell, villino vittoriano sito al 990 di Peachtree Street, Midtown, dove nel 1925 iniziò a scrivere Gone with the Wind (la stesura sarebbe stata decennale), ospita oggi il Margaret Mitchell House &Museum, mentre presso l’Oakland Cemetery si trova la sua tomba.

Un viaggio negli USA dei diritti civili non può ovviamente non soffermarsi sull’Atlanta di Martin Luther King, il pastore protestante e leader del movimento del Southern Christian Leadership Conference che vi vide la luce nel 1929. La casa natale, posta su Auburn Avenue, diacente al vecchio quartiere di Sweet Auburn, il centro della vita afroamericana dei primi anni del 900, fa parte del Martin Luther King Jr. National Historic Site: oltre alla dimora, imperdibili sono la Ebenezer Baptist Church, la chiesa dove il nonno, il padre e lo stesso King predicarono e l’International Civil Rights Walk of Fame, con impronte, tra gli altri, di Rosa Parks e Desmond Tut. Toccante il Memoriale, una grande vasca d’acqua riflettente che ospita al suo centro le spoglie di questo eroe dell’umanità e di sua moglie, accanto ad un piccolo giardino con una fiamma perenne che ne onora la memoria. Una panoramica ricca e dettagliata viene offerta infine dal Center for Civil and Human Rights.

Sulla strada verso Montgomery, capitale dell’Alabama, meriterà una sosta Tuskegee (patria di Rosa Parks, che incontreremo tra poco), piccola capitale dei civil right che fu teatro, a partire dagli anni 30, di un efferato studio clinico sulla sifilide, inoculata a degli inconsapevoli contadini neri. La cittadina, però, non ci parla solo di note dolenti. Infatti qui, a fine 800, lo scrittore abolizionista Booker T. Washington fondò una scuola per afroamericani che divenne, in seguito, l’University of Tuskegee. Forse grazie al suo impulso culturale, narrato dal ricco Tuskegee  Human  &  Civil  Rights  Multicultural Center, il Moton Field locale promosse, durante la Seconda Guerra Mondiale, la formazione di piloti aeronautici di colore, vincendo un inveterato pregiudizio, come raccontato nell’avvincente Tuskegee  Airmen  National  Historic  Site.

Approdato a Montgomery, una delle Best Historic Citiesd’America, il viaggio negli USA dei diritti civili si approssimerà a una delle pagine più gloriose di quella stagione immortale, vale a dire il  Selma To Montgomery Voting Rights Trail, l’itinerario di circa 80 km lungo la U.S. Route 80 che nel marzo 1965 gli abitanti afroamericani di Selma, sotto la guida di Martin Luther King, percorsero con una serie di marce finalizzate all’ottenimento della parità totale nel diritto al voto, riconosciuta nell’agosto di quell’anno (Voting Rights Act) grazie al sacrificio di sangue di tanti attivisti che lungo queste strade dell’Alabama sfidarono l’odio e l’intolleranza. Particolarmente toccante l’Edmund Pettus Bridge, dove la polizia, nel famoso Bloody Sunday, aprì il fuoco sui manifestanti. Ragguardevoli, sempre a Selma, la Brown Chapel African Methodist Episcopal Church, punto di adunata delle marce, ed il  National Voting Rights Museum.
A Montgomery si segnalano, a breve distanza dal Campidoglio, fulcro urbano e monumentale di fronte al quale protestavano i partecipanti alle marce, la King Memorial Baptist Church & Parsonage, unica chiesa in cui Martin Luther King fu stabilmente pastore, e il Rosa Parks Library and Museum, dedicato alla cosiddetta “first lady of civil rights” che nel 1955 si rifiutò di lasciare il proprio posto a sedere su un bus a un bianco e, perciò, fu incarcerata. Il suo gesto innescò il mitico boicottaggio dei mezzi pubblici di Montgomery, durato 381 giorni, fino alla sospensione delle regole segregazioniste, e coordinato dallo stesso Luther King, vicende documentate  presso il vicino  Freedom Rides Museum.

Anche per il viaggio negli USA dei diritti civili è tempo di rimettersi in marcia, verso un’altra capitale, questa volta del Mississippi, Jackson. D’ora in poi  l’immensa tradizione musicale afroamericana del Delta – blues e jazz in testa – farà da sottofondo al nostro itinerario. La città presenta molti spunti degni di nota connessi al nostro tema: lo Smith Robertson Museum & Cultural Center, ospitato nella prima scuola afroamericana del Mississippi, il celebre Alamo Theater, tornato al primitivo splendore, lungo Farish Street, dove è un must il panino alla salsiccia del Big Apple Inn, locale ruspante nel cui edificio aveva sede la National Association for the Advancement of Colored People (NAACP).  Medgar Evers, attivista assassinato nel 1963, vi lavorava come segretario (la sua casa, non distante, è oggi un museo). Impossibile congedarsi da Jackson senza una visita alla Eudora Welty House, al 1119 Pinehurst Street, una villetta alsaziana e scrigno di memorie cariche della presenza della scrittrice, vincitrice di un Pulitzer nel 1973 con The Optimist’s Daughter, che raccontò al meglio le tensioni sociali del Sud, contraddittorio, estenuante.

Durante il tragitto verso Memphis importante il Mississippi Freedom Trail che parte a Money, in prossimità del Bryant’s Grocery, scenario dell’efferato omicidio del quattordicenne Emmett Till, nel 1955, episodio che scatenò il moto di richiesta di diritti.

Nella metropoli del Tennessee il viaggio negli USA dei diritti civili si appresterà a una pagina triste. Non un epilogo, perché muoiono gli uomini, non le idee, specie quando si rifanno all’universale ricerca di giustizia e dignità. Il 4 aprile 1968, mentre si trovava sul balcone del Lorraine Motel, sede del National Civil Rights, un’esposizione interattiva che racconta le tappe del cammino della popolazione afroamericana verso l’uguaglianza. L’ultima camera del leader non violento è rimasta arredata come quel maledetto giorno. Questa struttura ricettiva, di livello non eccelso, ospitava, all’epoca della segregazione, anche i vari musicisti che venivano a Memphis per lavoro, come Otis Redding, Rey Charles, Lionel Hampton o Aretha Franklin. Inevitabile, nella città natale del blues, una puntata alle case discografiche afroamericane, in particolare allo Stax Museum, aperto nel 2003 dalla Stax Records,  nata nel 1957, tra le principali etichette di genere negli States: in questa esposizione moderna e interattiva, una replica perfetta della sede demolita nel 1989, ti troverai, come d’incanto, in quegli anni densi di profondi moti sociali, politici e artistici che definirono il Memphis Soul, un incontro tra gospel, rhythm and blues e jazz, riuniti in una ritmica funky, che rappresentò anche una voce molto attiva nei movimenti di protesta per i diritti civili nonché un’esperienza senza cui il rock avrebbe stentato a trovare la propria estetica. Molto istruttivi i tour offerti Sweet Magnolian’s African American Civil Rights sulle tracce di luoghi fondamentali, come il Manson Temple, chiesa che vide l’ultimo sermone di Martin Luther King.

Tornando verso Atlanta, il viaggio negli USA dei diritti civili incontrerà Birmingham, la più popolosa città dell’Alabama, dove le rivendicazioni nere hanno addirittura raggiunto la lista di candidature ai beni dell’UNESCO con la 16th Street Baptist Church, oggetto nel 1963 di un attentato terroristico orchestrato dal Klu Klux Klan che portò alla morte di quattro bambini, un’aperta provocazione alla strategia delle nonviolenza seguita dai leader di colore. La stessa cui Martin Luther King, imprigionato nel 1963 nel carcere cittadino, si mantenne fedele e spiegò con profondità nella miliare Letter from Birmingham Jail: la cella è visitabile nel circuito del Birmingham Civil Rights Institute (a sua volta incluso nel Birmingham Civil Rights District, in cui rientrano il Kelly Ingram Park, sede di numerose proteste, il Forth Avenue Businnes District, quartiere dell’alta borghesia di colore, e l’Alabama Jazz Hall of Fame, ospitato nello storico teatro Carver, il solo al quale potevano accedere gli afroamericani in quegli anni), che proietta regolarmente lo storico discorso al Lincoln Memorial che ha aperto il nostro tour. “I have a dream”. Poiché non sognare è un delitto.

  • VOLI INTERCONTINENTALI


  • Noleggio auto

    Categoria compact – Ford Focus (o similare)


  • HOTEL: Quality Inn, Atlanta

    Durata: 2 notti
    Camera Standard  (prima colazione)


  • HOTEL: Embassy Suites Montgomery, Montgomery

    Durata: 1 notte
    Camera Standard  (solo pernottamento)


  • HOTEL: Hampton Inn & Suites Jackson Downtown-coliseum, Jackson

    Durata: 2 notti
    Camera Standard (solo pernottamento)


  • HOTEL: Comfort Inn Downtown Memphis, Memphis

    Durata: 3 notti
    Camera Standard  (prima colazione)


  • HOTEL: Hyatt Place Inverness, Birmingham

    Durata: 1 notte
    Camera Standard  (solo pernottamento)


  • HOTEL: Amerisuties Buckhead, Atlanta

    Durata: 1 notte
    Camera Standard  (solo pernottamento)

Giuseppe Gerevini
Giuseppe Gerevini

Area di esperienza:
Nord America
Destinazione preferita:
Le preferite sono veramente tante ma le emozioni che provo quando sono nel West degli USA sono difficili da eguagliare
Tipo di viaggio ideale:
Viaggio itinerante alla scoperta di luoghi e persone
Viaggio perchè...
"Qual è il vero significato della parola viaggiare? Cambiare località?
Assolutamente no! Viaggiare è cambiare opinioni e pregiudizi."
(Anatole France)

Quota per persona a partire da

1.200
  • SONO COMPRESI NELLA TARIFFA
  • Tutti i servizi indicati nella sezione ″Programma″
  • Noleggio auto Compact
  • Voli di linea intercontinentali dai principali aeroporti italiani
  • Assistenza Alidays 24h/24 e 7 giorni/7
  • NON SONO COMPRESI NELLA TARIFFA
  • Tasse aeroportuali (circa € 330 per persona)
  • Pasti e bevande non indicate
  • Spese di gestione pratica comprensive di assicurazione medico bagaglio € 70 per persona
  • Tutto quanto non espressamente indicato

Itinerario in mappa