Un fly&drive per le tappe più significative della Guerra Civile Americana, da Atlantica a New Orleans e al Golfo del Messico

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Questo viaggio negli USA della Guerra di Secessione è un fly&drive attraverso il Sud degli Stati Uniti alla scoperta del patrimonio culturale e monumentale che reca testimonianza di un periodo decisivo nella storia della nazione. L’itinerario partirà da Atlanta, capitale della Georgia, e vi farà ritorno passando per gli stati di Tennessee, Mississippi, Louisiana e Alabama, dove si scopriranno  pregevoli città, come Nashville, Memphis, Natchez e la frenetica New Orleans, oltre a vari lasciti del conflitto, quali fortezze e campi di battaglia che videro fronteggiarsi Unionisti e Confederati per decidere quale modello di società avrebbe prevalso, quello industriale del Nord, o l’economia rurale a base schiavista del Sud, nel corso di un quadriennio, 1861-1865, particolarmente cruento ma fondamentale nel cementare l’identità di un paese che continua a mostrare le due sue anime.

La prima tappa del tour giocò un ruolo a di poco importante, sia da un punto di vista strategico-militare che nella successiva rielaborazione narrativa degli episodi, nel corso della guerra di Secessione. Basti pensare che ad Atlanta vide la luce il romanzo per eccellenza del Sud, Gone with the wind, in italiano Via col vento, scritto da Margaret Mitchell. La sua casa natale, un villino vittoriano sito al 990 di Peachtree Street, Midtown, dove nel 1925 iniziò a redarre il capolavoro (la stesura sarebbe stata decennale), ospita oggi il Margaret Mitchell House &Museum, mentre presso l’Oakland Cemetery si trova la sua tomba. Le vicende del libro, nel quale compare spesso la stessa Atlanta, sono ambientate negli immediati dintorni, facilmente raggiungibili: il set principale, la Contea di Clayton, il cui capoluogo Jonesboro ospita il Museo Road ToTara, ricchissimo di cimeli che vanno dalla ricostruzione della battaglia avvenuta nel 1864, descritta dal romanzo, fino a splendidi abiti d’epoca delle Southern belle, le giovani, aristocratiche Rossella O’Hara, mentre a pochi minuti dal polo espositivo, raggiungibile anche mediante un tour unico, sorge Stately Oaks Plantation, identificata solitamente con Tara, la residenza della famiglia protagonista. La magione padronale bianca, eretta nel 1834 in stile Greek Revival, ha in effetti un’aura rétro da gran dama, riservata e splendida. La Mitchell crea un epos della nostalgia per il passato svanito soprattutto a seguito di una degli scontri decisivi nell’economia del conflitto, vale a dire la già citata campagna di Atlanta dell’inverno del 1864, vinta dalle truppe unioniste del Generale Sherman che, da lì, si aprì un corridoio fino al mare di Savannah. Molto interessante, a proposito, il Cyclorama cittadino, eretto nel 1885, permeato di fascino vintage e Belle Époque: la stanza circolare, completamente affrescata in modo da far sentire lo spettatore al centro della scena, ripropone scene degli scontri, mentre l’annesso Civil War Museum regala numerose chicche, come la mitica locomotiva a vapore The Texas, utilizzata dai Confederati.

Il viaggio negli USA della Guerra di Secessione proseguirà poi verso Nashville, capitale del Tennessee. Il tragitto includerà una sosta imperdibile, Chattanooga, importante teatro bellico che vide lo svolgimento di vari scontri, nel 1863, culminati con lo sfondamento delle truppe nordiste guidate dal futuro Presidente Ulysses S. Grant, Oggi si può visitare il Chickamauga e Chattanooga National Military Park, creato nel 1890, primo parco militare nazionale, sulle colline che dominano il centro cittadino. Da non perdere Terminal Station di Chattanooga, fondamentale snodo infrastrutturale a partire dalla fine della guerra di secessione fino al secondo conflitto mondiale, dove transitavano centinaia di treni al giorno e, spesso, personalità di primissimo livello, come i Presidente Theodore Roosevelt, Woodrow Wilson e Franklin Delano Roosevelt. L’atmosfera, nell’ampio atrio in stile Beaux Arts, progettato dal famoso Donn Barber e illuminato da una vasta cupola metallica in perfetto spirito ferro e acciaio, è rimasta la medesima dell’epoca.

Poco più in là Smyrna, gradevole cittadina di campagna, offre un best kept secret legato alla Civil War, la piantagione del Boy Hero Confederacy, Sam David, il ragazzo eroe della Confederazione, poiché fu giustiziato dagli Unionisti a soli 21 anni, dopo essersi distinto in numerose imprese. La Plantation con la residenza signorile, risalente al 1810, in cui il piccolo Sam, natovi nel 1842, trascorse la propria infanzia in un’atmosfera tranquilla, appartata, conserva la quiete di un tempo. Gli interni, annunciati dall’ampia facciata coloniale, hanno la tipica, sobria eleganza delle dimore rurali delle famiglie possidenti. Nella piantagione di 65 ettari si coltiva ancora il cotone

Prossima fermata del viaggio negli USA della Guerra di Secessione sarà dunque Nashville, adagiata sulle sponde del fiume Cumberland, la città del country e del rock, nodo commerciale e strategico nevralgico per i fronti contrapposti in guerra, rievocata da non pochi siti storici. I dintorni della “Athens of the South” vantano alcune delle più prestigiose plantations, risalenti alla prima metà del XIX° secolo. L’Hermitage fu costruita dal settimo presidente U.S.A., Andrew Jackson, l’eroe di New Orleans (sua è la statua equestre di fronte alla Cattedrale di NOLA) sepolto insieme alla moglie nell’angolo di giardino dove lei amava passare i pomeriggi di primavera, mentre la vicina Bealle Meade, considerata la “queen of southern plantations”, sfornò  vari stalloni da corsa Thoroughbred, che dominarono la scena delle gare per decenni. A Belmont Mansion si apprende invece la vicenda straordinaria di Adelicia Acklen, una delle donne più ricche del suo tempo3 matrimoni, dieci figli e la capacità di gestire, durante il periodo turbolento della Guerra Civile Americana, una fortuna immensa in termini di piantagioni di cotone, proprietà fondiarie e di manodopera schiavile. Rimanendo in tema, le immediate vicinanze di Nashville offrono Franklin, teatro, nel 1864, di una delle più disastrose disfatte dei Sudisti, dove si possono visitare la Carnton Plantation e la Carter House, salva per miracolo insieme ai suoi inquilini.
Da non tralasciare, in città, il Tennessee State Museum, che ripercorre l’intera storia del territorio con particolare riferimento alla Guerra Civile.

Da Nashville si virerà in direzione West e Mississippi per giungere a Memphis, ad oggi la più grande città dello stato con oltre 650.000 abitanti e un’area urbana di quasi 1 milione e mezzo, fondata sulle sue rive nel 1819, dopo decenni di frequentazioni iniziate con i Francesi, da tre possidenti di piantagioni, tra cui figurava il solito Andrew Jackson. Per scoprire tutto ciò che c’è da fare nella “Buff City” si può leggere questo articolo di Fluidblog. Il suo ruolo di emporio del cotone e di porto fluviale ne fece un importante campo di scontri nel corso della Guerra Civile, in particolare con la celebre battaglia navale del 1862 che segnò la fine della presenza sudista nelle acque del Mississippi. Interessanti il Museo del Cotone, all’interno del Memphis Cotton Exchange, una sorta di borsa destinata ai brokers del cotone, il Confederate Park oppure il Forrest Park, tute mete meravigliose che sarebbe un peccato lasciarsi sfuggire. SullIsola di Mud il suo museo consiste in una nutrita collezione relativa tutte le testimonianze della frequentazione umana del Mississippi, dai reperti nativi sino all’ingegneria moderna, con un’attenzione particolare dedicata alla marina fluviale di merci, specie il cotone, e di passeggeri. Il Confederate Park commemora, sul riverfront, il sacrificio di vite umane.

Procedendo in direzione di Vicksburg, il viaggio negli USA della Guerra di Secessione si imbatterà nel Champion Hill Battlefield, luogo di un’altra vittoria unionista, conseguita il 16 maggio del 1863: il campo di battaglia, inserito nel  National Register of Historic Places, presenta ampi tratti ben preservati e la silenziosa dimora antebellum nota come Coker House, che funzionò da ospedale per i soldati di entrambe le parti.

Siamo alle porte di Vicksburg, bagnata dal Mississippi, teatro di una campagna militare, tra la fine del 1862 e il luglio del 1863, indicata dagli studiosi come punto di svolta della Guerra Civile, che si concluse con la conquista da parte degli Unionisti della fortezza sudista e il conseguente blocco fluviale e degli approvvigionamenti, elemento, quest’ultimo, che si sarebbe rivelato in effetti di notevole importanza (ci aveva visto lungo Lincoln, indicandola quale chiave per spezzare in due il fronte confederato, con il famoso motto “Vicksburg is the Key!”). Il Vicksburg National Military Park,  istituito a inizio 900, è un tempio della memoria mesto ed elegiaco, adorno di oltre 1300 monumenti disseminati su morbide plaghe verdeggianti, sulle quali veglia il neoclassico tempietto circolare dell’Illinois State Memorial. Imperdibile, nell’ USS Cairo Museum, il relitto della cannoniera corazzata unionista affondata nel 1862 (prima imbarcazione nella storia ad esserlo per opera di una mina) e recuperata dal fondo dello Yazoo, affluente del Mississippi, un secolo dopo. Divertenti e coinvolgenti, infine, le rievocazioni in costume.

Il viaggio negli USA della Guerra di Secessione si è immesso ormai nella discesa inarrestabile dei Nordisti verso il Delta e New Orleans, distante poche battaglie: Port Hudson, il più lungo assedio della storia americana, 7500 Confederati, circondati da 40000 Unionisti, che resistettero ben 48 giorni, come documentato dall’interessante Commemorative Area; il Port Gibson Battlefield testimonia un’altra tappa di avvicinamento verso il Golfo del Messico e, nei suoi paraggi, una chicca davvero eccezionale sono le Windsor Ruins, peristilio di 23 colonne corinzie che hanno tutto l’aspetto dei resti archeologici di un antico tempio classico, immerse in un silenzio sacrale, sospeso, mentre costituiscono i resti di un’immensa dimora aristocratica con annessa piantagione, la più grande della zona, costruita nel 1861 e distrutta da un incendio trent’anni dopo; infine il Grand Gulf Military Park, insediamento di case, mulini e strutture varie, inclusa una chiesa, bersagliate dai bombardamenti navali dal fiume.

Eccoci a New Orleans, la Crescent City, creola e bohémien, magma umido di voci e stirpi da cui sorsero il dixieland e il jazz moderno. Il suo porto, al contempo fluviale e marittimo, fu sottoposto a un assedio navale, dovuto alla caduta delle difese stanziate sul Mississippi, specie grazie alla resa, dopo un combattimento durato 12 giorni, di Fort St. Philip e Fort Jackson, quest’ultimo visitabile, a circa un’ora e mezza da New Orleans, lungo il principale ramo deltizio della foce. I presidi, che si fronteggiano dalle opposte sponde, facevano parte del programma “Harbor defense of Mississippi” e rispondevano alla tipologia architettonica del “Third System”, concepita per dotare le coste di strutture difensive capaci di resistere ad assedi navali e di respingere eventuali minacce terrestri. Ciò poco valse. Allo stesso schieramento di avamposti appartengono Fort Macomb e Fort Pike, nei pressi del Lago Pontchartrain, e Fort Proctor, circondato dalle acque del Borgne. Congeniale al tema dell’itinerario, rimanendo a NOLA, il Confederate Museum Hall, inaugurato già nel 1891, che contiene la più ampia collezione di memorabilia sudiste negli States.

Il viaggio negli USA della Guerra di Secessione riprenderà seguendo il Golfo del Messico. A Biloxi, sulla costa del Mississippi, si troverà Beauvoir Estate, la splendida dimora con annessa piantagione dove nel 1875 si ritirò Jefferson Davis, lo sconfitto Presidente della Confederazione, ospite della proprietaria Sarah Dorsey, ricca scrittrice di novelle storiche sudiste. Qui l’ex eroe dell’ideologia schiavista e ruralista meridionale compose, aiutato dalla quiete aristocratica del luogo, Rise and Fall of the Confederate Government. Sempre a Biloxi, ma sulla Ship Island, lunga striscia di sabbia appartenente al Gulf Islands National Seashore, si segnala il poderoso Fort Massachusetts, a forma di ferro di cavallo, così chiamato dopo l’assalto subito da una nave unionista, nel giugno del 1861.

Mobile, unico porto dell’Alabama, sarà l’ultimo soggiorno del tour. Il suo porto, incassato all’interno della profonda baia, ha giocato un ruolo decisivo nel suo sviluppo economico e urbano. Eccezionale, da un punto di vista architettonico e paesaggistico, Fort Morgan, sentinella sulla punta estrema dell’isola  che funge da barriera naturale dell’insenatura. La massiccia piazzaforte, a forma di stella, fu costruita nel 1819, nell’ambito del Third System, sul sito di un precedente presidio, Forte Bowyer, eretto nel 1812. Di fronte, sull’altro braccio che chiude l’insenatura, Dauphin Island, sorge invece Fort Gaines. Entrambe le vedette cedettero all’attacco navale della battaglia di Mobile Bay, nell’agosto del 1864. Balzando al 900, merita una visita, al porto di Mobile, l’incrociatore USS Alabama, protagonista di gesta gloriose nel Mediterraneo occupato dall’Asse. Di fronte a Mobile, a Fort Spanish, si potrà infine effettuare una puntata all’Historic Blakely State Park, area palustre, notevole anche sotto l’aspetto floro-faunistico, dove nel 1865 si registrò una delle ultime disfatte sudiste prima della fine, narrata da un coinvolgente itinerario storico. Un’altra sorpresa dall’anima profonda dell’America.

  • VOLI INTERCONTINENTALI


  • NOLEGGIO AUTO

    Categoria Compact – Ford Focus (o similare) con navigatore

  • HOTEL: Quality Inn, Atlanta

    Durata: 1 notte
    Camera Standard (prima colazione)

  • HOTEL: Best Western Suites Near Opryland, Nashville

    Durata: 2 notti
    Camera Standard (solo pernottamento)

  • HOTEL: Days Inn Graceland, Memphis

    Durata: 2 notti
    Camera Standard (prima colazione)

  • HOTEL: Best Western Vicksburg, Vicksburg

    Durata: 2 notti
    Camera Standard (solo pernottamento)

  • HOTEL: Holiday Inn Chateau Lemoyne, New Orleans

    Durata: 2 notti
    Camera Standard (solo pernottamento)

  • HOTEL: Best Western Motorsports Inn & Suites, Mobile

    Durata: 2 notti
    Camera Standard (prima colazione)

  • HOTEL: Amerisuties Buckhead, Atlanta

    Durata: 1 notte
    Camera Standard (solo pernottamento)

Giuseppe Gerevini
Giuseppe Gerevini

Area di esperienza:
Nord America
Destinazione preferita:
Le preferite sono veramente tante ma le emozioni che provo quando sono nel West degli USA sono difficili da eguagliare
Tipo di viaggio ideale:
Viaggio itinerante alla scoperta di luoghi e persone
Viaggio perchè...
"Qual è il vero significato della parola viaggiare? Cambiare località?
Assolutamente no! Viaggiare è cambiare opinioni e pregiudizi."
(Anatole France)

Quota per persona a partire da

1.420
  • SONO COMPRESI NELLA TARIFFA
  • Tutti i servizi indicati nella sezione ″Programma″
  • Noleggio auto categoria compact
  • Voli intercontinentali dai principali aeroporti italiani
  • Assistenza Alidays 24h/24 e 7 giorni/7
  • NON SONO COMPRESI NELLA TARIFFA
  • Tasse aeroportuali (circa € 330 per persona)
  • Pasti e bevande non indicate
  • Spese di gestione pratica comprensive di assicurazione medico bagaglio € 70 per persona
  • Tutto quanto non espressamente indicato

Itinerario in mappa