La città delle streghe e dei grandi capolavori letterari americani, fu un porto fiorente, oggi salotto d’arte e cultura

Salem evoca, pure a chi non abbia mai visitato questa placida, forbita città del Massachusetts, un episodio storico celebre: all’epoca della colonia puritana, tra il febbraio del 1692 e il maggio del 1693, fu infatti teatro dei famigerati processi (witch trials) che portarono alla condanna a morte di 20 presunti colpevoli di stregoneria. Le opere letterarie di Hawthorne e Miller hanno contribuito a legare per sempre il nome del centro (ironia della sorte, in ebraico significa “pace”), a questa tetra vicenda. Eppure Salem fu, ed è ancora, molto altro. Ad esempio il principale porto americano fino al XIX secolo, fulcro di un florido giro di commerci ed affari con l’Oriente, grazie a cui si dotò di sontuosi quartieri residenziali, ottimamente preservati, scenari di una effervescente vita culturale che vanta istituzioni di primo piano, il Peabody Essex Museum su tutte. Non solo streghe, dunque.

Salem nella letteratura

Il destino di Nathaniel Hawthorne era legato a doppio filo a Salem: infatti un suo antenato fu giudice al processo del 1692 (motivo per cui lo scrittore cambiò il proprio cognome, aggiungendovi una “r”) ed egli lavorò alla Custom House, la dogana portuale, ambientò, nell’antefatto a La lettera scarlatta, ispirata proprio alla psicosi puritana per le streghe, il ritrovamento fittizio del manoscritto fonte della storia. Ad Hawthorne si ricollega anche un altro edificio di Salem, la House of the Seven Gables, palazzotto coloniale in legno, risalente al 1681 e appartenente alla cugina Susanna Ingersoll, che gli fornì lo spunto per il romanzo gotico del 1851 La casa dei sette abbaini: quest’anno compie 350 anni, e l’anniversario verrà celebrato con un ricco calendario di tour speciali, concentrati tra marzo ed aprile.  L’opera teatrale Il crogiuolo, presentata nel 1953 a Broadway da Arthur Miller, il drammaturgo che fu marito di Marilyn Monroe, rilesse la tragedia come metafora storica dell’epoca presente, quella del Maccartismo, impegnato nella cosiddetta “caccia alle streghe” contro gli intellettuali comunisti (tra cui lo stesso Miller). Da non dimenticare, infine, i romanzi di Bruononia Barry, nativa di Salem, che da anni racconta, in grandi successi, l’identità di questo angolo di New England.

Miti marinari

Si è accennato più volte all’importanza di Salem per la marineria americana. Ruolo eclissato, col tempo, dall’ascesa di Boston e New York. Dal 1783, con la fine della Rivoluzione, il suo porto rappresentò il terminale fondamentale nei commerci tra Stati Uniti e Cina, durante il cosiddetto Old China Trade, durato sino a metà del secolo successivo. Vi approdavano bastimenti carichi di tè, cotone, seta, rabarbaro, foglie di cassia, suppellettili e tintinnanti porcellane. Consistenti tracce della passata gloria marinara permangono a Salem: il Chestnut Street District, che sfoggia pregevolissime dimore in stile federale disegnate da Samuel McIntire per l’opulenta borghesia mercantile, e il Salem Maritime National Historic Site (il primo istituito negli USA) dove, oltre alla famosa Custom House di Hawthorne, si ammirano altre undici strutture storiche e la Friendship of Salem, nave-museo replica della mitica East Indiaman. Brezze d’Oriente, in New England.

La città delle streghe

Mentre andava progettando il suo dramma sul processo alle streghe, Miller si documentava presso il Salem Witch Museum, circostanza che ne testimonia il profondo valore storico e filologico. Abbondano, a Salem, esposizioni, ricostruzioni multimediali in teatro, negozietti di souvenir e itinerari in compagna di guide esperte in magia bianca, recuperano l’antica superstizione in chiave colorita, folclorica, specie ad Halloween, quando le graziose stradine vittoriane pullulano di turisti in costume. Molto interessante, anche per il pregio architettonico, la Witch House, unica struttura superstite ad esibire un’attinenza diretta col processo, poiché fu la dimora del giudice Jonathan Corwin. Il Witch Trials Memorial, inaugurato nel 1992, trecentesimo anniversario della fosca vicenda, a fianco dell’Old Burying Point, dove riposano il giudice antenato di Hawthorne e tanti altri cittadini della vecchia Salem, commemora con sobria compostezza le venti vittime di quell’ondata di intollerante violenza, invitando alla riflessione.

Arte orientale in New England

Una discendenza diretta collega la tradizione marinara di Salem al suo polo culturale più sorprendente, il Peabody Essex Museum, tra i primi dieci musei d’America per estensione degli spazi espositivi, siano gallerie o dimore storiche inserite nei circuiti di visita, quantità di oggetti esposti e qualità dei servizi. Infatti esso ha ereditato, per varie filiazioni, le collezioni dell’East India Marine Society, club fondato nel 1799 dai proprietari di navi di Salem con l’intento di collezionare reperti e curiosità durante i viaggi in Oriente. Non sorprende, dunque, che il Peabody Essex Museum, insediato dal 2003 in una struttura spettacolare, opera del grande architetto Moshe Safdie, possegga circa 1 milione di pezzi di rilevanza geografica, artistica, libraria, buona parte dei quali di provenienza asiatica, ambito nel quale non ha pressoché concorrenza, non solo in America, ma nel mondo.