Santa Lucia, idee per un viaggio ai Caraibi

L’isola di Santa Lucia, nelle Piccole Antille, è l’ideale vacanza ai Caraibi all’insegna di natura e relax, vita notturna e gastronomia, arte e storia

Santa Lucia mappaPer chi stia progettando un viaggio ai Caraibi, l’isola di Santa Lucia, appartenente all’arcipelago delle Piccole Antille, e in particolare alle Sopravento Meridionali (insieme a Grenadine, Grenade, Martinica e Sain Vincent), potrebbe rappresentare una meta presa poco in considerazione, ma ricca di sorprese.  Questo piccolo gioiello vulcanico di circa 617 kmq (per intenderci, poco più di Ibiza), che raggiunge i 900 metri d’altezza con il Mount Gimie, non distante dagli iconici Pitons, Patrimonio UNESCO, si presenta come un giardino tropicale da cui affiora lo zoccolo nero della terra. Un paradiso seducente, segreto, dove naufragare in cerca di una vita felice.
La si scelga in qualità di meta singola oppure di tappa di una delle numerose crociere che la includono nel proprio tragitto, Santa Lucia offre una ricca gamma di esperienze, adatte alle esigenze di qualsiasi visitatore. Natura, sport, relax, gastronomia, arte, cultura, vita notturna. L’ideale per una viaggio di nozze, in famiglia o tra amici. Partiamo dunque verso Santa Lucia, nel cuore dei Caraibi, della loro identità intessuta di luce e onde, della loro stratificata composizione etnica. Quella espressa nel miracolo lirico di uno dei massimi poeti contemporanei in lingua inglese, il creolo Derek Walcott, nato sull’isola nel 1930, Premio Nobel nel 1992 e scomparso nel marzo 2017, autore di un epos totale dedicato al proprio microcosmo: “sono soltanto un nero caraibico che ama il mare / ebbi sana istruzione coloniale / ho in me l’olandese, il nero, l’inglese / e o sono nessuno, o una nazione.” (The Schooner Flight, vv. 40-44).

I Pitons, simbolo UNESCO di Santa Lucia

Pitons Saint Lucia

Iniziamo con il simbolo di Santa Lucia, i Pitons, o Deux Pitons, inseriti nei Patrimoni UNESCO per la categoria dei beni naturalistici e geologici, due prodigiosi “neck”, in parole povere dei tappi lavici che un tempo si trovavano all’interno del camino del vulcano, enormi concrezioni solidificate e scolpite dal millenario lavorio degli agenti atmosferici. Il Gros e Petit Piton, alti rispettivamente 771 e 743 metri e ricoperti da un fitto manto tropicale rampicante, scendono a picco sul mare incorniciando una baia raccolta. A connetterli c’è una cresta, Piton Mitan, da cui fuoriesce regolarmente magma fluido. I Pitons costituiscono quasi due serre dalla straordinaria biodiversità vegetale e animale: 245 specie di piante e fiori, 27 specie di uccelli, dei quali 3 endemici, altrettanti roditori indigeni, e poi mammiferi, rettili e anfibi. Il fondale antistante vanta un’articolata barriera corallina che fa da dimora a 168 varietà di pesci, 60 cnidaria, la famiglia delle meduse, e numerose spugne, echinodermi e via dicendo (cfr. la scheda dell’UNESCO). Pregevoli percorsi di hiking, ad esempio il Tet Paul Nature Trail, consentono di addentrarsi nel loro folto e di recarsi presso punti panoramici privilegiati o particolari emergenze ambientali, come i Diamond Botanical Gardens, itinerario in un bosco lussureggiante allietato da fresche cascate, e lo scenario d’Averno del Sulphur Springs Park,  complesso geotermico raggiungibile in fuori strada per un bagno caldo rigenerante, unico vulcano “drive-in” del mondo. Soufrière, ai piedi del minore dei coni, è un tipico, colorato villaggio caraibico. All’inizio o alla fine del soggiorno, i Pitons rappresentano il must irrinunciabile durante un viaggio a Santa Lucia.

Spiagge, mare e relax

Spiagga Santa Lucia

Ovviamente il pezzo forte di un viaggio a Santa Lucia risiede nel turismo balneare. Le spiagge che orlano l’isola di un morbido labbro bianco, soffice, sono l’immagine perfetta di una vacanza ai Caraibi all’insegna di mare, sole e relax. Qui ci limiteremo a citare alcuni dei tratti costieri più suggestivi e romantici. I Pitons fanno da sentinelle a una mezzaluna sognante che si allarga dolcemente ai loro piedi, la Anse des Pitons. Poco più a nord troviamo l’Anse Chastanet Beach, sede di un prestigioso resort progettato dall’architetto Nick Troubetzkoy all’interno di un parco lussureggiante. Un luogo da sogno, che fonde il concetto di ecoturismo con la quintessenza dello stile, per un soggiorno luxury e green. Puntando ancora a settentrione lungo la costa occidentale si incontra Anse la Raye, teatro del fragoroso Friday Fish, un’adunata di pescatori locali che preparano all’aperto squisite pietanze marinare, Marigot Bay, profonda insenatura che nel 1967 fu il set del film Doctor Dolittle di Richard Fleischer, definita dal Premio Pulitzer James Albert Michener come la più bella dei Caraibi, un susseguirsi di villaggi e strutture ricettive di alto livello con tanto di porto turistico, e Vigie, presso la capitale Castries, la più lunga dell’isola. La scenografica penisola (un tempo isola) tutelata dal Pigeon Island National Park, ricca di tesori storico-architettonici su cui torneremo, mette a disposizione del turista il Sandals Grande St. Lucian Spa & Beach Resort, dove staccare da tutto e tutti (gli altri due complessi della catena sono, poco più a sud, lo splendido Sandals La Toc Resort Golf e Spa, reso straordinario da un campo a 9 buche circondato dai palmeti, e a breve distanza l’esclusivo Sandals Halcyon Beach). Da qui doppiamo Santa Lucia verso il suo lato orientale, bagnato dall’Atlantico. Imperdibili la Grande Anse, famosa tra marzo ed agosto per l’avvistamento delle tartarughe liuto, durante le prime ore del giorno, e Dennery Bay.

Santa Lucia Snorkeling

Ovviamente Santa Lucia è rinomata per le immersioni e lo snorkelinguna vera e propria palestra congeniale ai diver di tutti i livelli. Le pendici sottomarine dell’isola, vale a dire i fianchi del vulcano che emerge dall’acqua, tappezzate da tappeti di coralli frequentati da abitanti variopinti e silenziosi, si estendono simili a mondi meravigliosi, inabissatisi in cerca di una quiete azzurra. L’Anse Chastanet è adatta ai principianti, mentre i 500 metri del Petit Piton richiedono una certa dose di esperienza. Da segnalare anche le attività di osservazione di balene e delfini.

Natura, wildlife e avventura

Un viaggio a Santa Lucia non si riduce, però, al solo mare. Già dalla linea di costa l’isola è un’esplosione rigogliosa di natura caraibica. Un folto, intatto bosco pluviale, in cui il verde tende al nero, una profusione scrosciante di corsi d’acqua fragorosi (imperdibili le cascate Toraille e Latille), dove ribattezzarsi agli umori primitivi della Terra, ammanta l’interno. Questo santuario ombroso risuona incessantemente del canto giocondo degli uccelli, molti endemici (cfr. la brochure ufficiale), che trapuntano di guizzi variopinti, gareggiando con i  calici carnosi dei fiori tropicali, la foresta cupa. Il Des Cartiers Rainforest Trail, nel sud dello stato, è uno dei luoghi migliori per osservare l’animale simbolo nazionale, vale a dire il Pappagallo di Santa Lucia (precisamente un’amazzone). Sopravvivono ad oggi solo circa 500 esemplari di questo possente volatile, goloso di manghi, dalla livrea cangiante che passa dal blu elettrico del capo al verde fluorescente, quasi incendiato di rosso, del petto. L’interesse delle aree interne non si limita al birdwatching. Non si contano infatti le occasioni di sport, ad esempio nella Quilesse Forest Reserve, e adrenalina, con un’avventura di zip line tra le chiome degli alberi attraverso le 18 piattaforme dello strepitoso Rainforest Adventure.

Da non dimenticare le piantagioni di Santa Lucia, fondamentali nella sua evoluzione economica, storica, etnica, avendo causato la deportazione di schiavi neri. Le banane hanno rappresentato a lungo, prima dell’avvento del turismo, la principale voce di sostentamento dell’isola. Il più importante distretto produttivo ricade nella Roseau Valley Plantation, visitabile con appositi tour guidati. Interessanti anche le coltivazioni di cacao e canna da zucchero: citiamo, rispettivamente, la Fond Doux Plantation e il Rhythm of Rum Tour.

Storia e Arte

Santa Lucia Storia

Abitata stabilmente a partire dal III° secolo d.C. da popolazioni provenienti, come tutti i “nativi” caraibici, dal continente centro e sudamericano, Santa Lucia è stata scoperta dagli Europei nel corso del 1500, con l’esplorazione di Juan de la Cosa, pilota di Colombo e Vespucci. Furono i Francesi a stabilire i primi insediamenti, ribattezzando il giardino incantato in onore della santa patrona di Siracusa. A contendergliela arrivarono ben presto gli Inglesi, che se ne impossessarono in modo definitivo, dopo una serie di avvicendamenti, nel 1814. Ottenuta l’indipendenza nel 1979, Santa Lucia è entrata a far parte del Commonwealth, per cui il sovrano della Gran Bretagna continua a rimanere il suo capo di stato.
Per gli appassionati di storia imperdibile è il Pigeon Island National Park, che tutela l’isola collegata alla sua vicina più grande mediante un istmo artificiale costruito nel 1972. Infatti su un promontorio particolarmente scosceso e arroccato sorgono i resti di Fort Rodney, raggiungibile mediante panoramiche passeggiate, fatto edificare dall’omonimo ammiraglio inglese che nel 1778 aveva strappato agli indigeni questo avamposto naturale, sfruttato fin dal XVI° secolo dal corsaro francese François le Clerc, in arte Jambe de Bois.
Notevole anche Morne Fortuné, una collina, alla lettera “della buona fortuna”, che si alza alle spalle della capitale, espugnata nonostante le fortificazioni installatevi dai Francesi, a fine 1700 dagli Inglesi e ribattezza Fort Charlotte.

Santa Lucia Chiesa
Gradevoli anche i centri cittadini della capitale Castries e di Soufriere, entrambi con tipiche abitazioni caraibiche variopinte e pregevoli architetture religiose. Il fascino da evasione tropicale è reso definitivo dal fatto che le viuzze non sembrano distinguersi dalla cornice circostante di foreste, in un’integrazione armoniosa tra elemento umano e natura che sembra riportare a prima della cacciata dal Paradiso Terrestre.

 Cucina e manifestazioni

Santa Lucia Cibo gastronomia

L’offerta gastronomica di Santa Lucia si inserisce nello scenario della cucina creola dei Caraibi. Meravigliosi frutti esotici e il pescato fresco (per quanto qui, tradizionalmente, si consumi essiccato mediante sale) sono i protagonisti assoluti delle pietanze del paese. Diffusi gli stufati di pesce e le chicken pie di origine inglese. Uno dei piatti più popolari è il buyon, zuppa con pesce essiccato, carne, “platains”, ovvero banane da cottura, e le radici “dasheen” e “yams”. Gli amanti del cioccolato non possono perdersi il Boucan Restaurant, nell’Hotel Chocolat, prestigioso eco-resort di lusso, smarrito nel verde tropicale alle spalle dei Pitons.
Non bisogna sottovalutare il calendario di manifestazioni ed eventi di un’isola che, ogni sera, riserva occasioni di divertimento e spensieratezza. In particolare si segnalano il Carnevale di Santa Lucia, fiumana colorata di danze sensuali e vestiti succinti che, a differenza di tutto il resto del mondo, si tiene nel mese di giugno, al culmine della voglia di vivere. Poco prima, tra aprile e maggio, ha luogo un’altra importantissima kermesse, il Saint Lucia Jazz Festival (edizione 2017 tra 12 e 14 maggio), nato nel 1992, che nel corso delle varie edizioni ha richiamato artisti di fama internazionale del calibro di Herbie Hancock, George Benson, Santana, Rihanna, Elton John, Amy Winehouse.