Il The Clark Art Institute di Williamstown

Un museo di livello mondiale, tra le dolci colline del Berkshires, in Massachusetts

Dove si trova la più grande collezione mondiale di quadri di Renoir? Non in Francia, come verrebbe spontaneo di rispondere, bensì in uno scorcio degli USA idilliaco, sognante, il Berkshires, nella porzione occidentale del Massachusetts.
La cittadina di Williamstown, incanto di edifici neoclassici e vittoriani nascosto tra foreste di aceri e faggi, ospita uno dei principali musei di tutto il circuito internazionale, il The Clark Art Institute.

The Clark Art Institute, Visitor Center
Una veduta al tramonto del Visitor Center. © The Clark Art Institute

Inaugurato nel 1955, il nucleo fondamentale del The Clark è costituito dalle raccolte private del mecenate Robert Sterling Clark, un erede della fortuna economica del gruppo industriale Singer, e della moglie Francine Clary, attrice francese che conobbe nel 1919, durante uno dei numerosi soggiorni a Parigi, di cui il giovane e brillante americano amava le atmosfere romantiche, bohémien, espresse nella grande stagione artistica ottocentesca e coeva, con le sue ventate celesti, di nuvole e Senna, i boulevards tremanti di luci, nelle sere piovose, in fila per il teatro, le domeniche in barca, ballerine nostalgiche e intellettuali tisici, magri come santi, chiusi in soffitte umide.

The Clark Art Institute viaggio Massachusetts
Sterling e Francine Clark all’inaugurazione del Museo, nel 1955. © The Clark Art Institute

Conclusa la Belle Époque della loro gioventù, i due coniugi, temendo che la cospicua collezione di opere europee e statunitensi accumulata negli anni non sarebbe stata al sicuro presso l’erede designato, il Metropolitan Museum of Art di New York, a causa della minaccia costituita dalla Guerra Fredda, presero a esplorare varie aree rurali del New England. Alla fine scoccò l’amore con Williamstown e il Berkshires. Ad oggi il The Clark Art Institute, che ha visto, nei decenni, arricchirsi il suo catalogo e un radicale rinnovamento delle strutture, rappresenta un gioiello raffinatissimo, specie per la compenetrazione intima, dalla delicatezza netta e pulita, tra il contesto paesaggistico, il campus di 560 mila mq, i padiglioni museali e le gallerie di contenenti oltre 9000 pezzi. Di primario richiamo le stagioni dell’impressionismo francese (oltre a Renoir, spiccano Monet, Degas e Pissarro) e del romanticismo inglese (autori come J.M.W. Turner, John Constable, Thomas Gainsborough), senza dimenticare i capolavori inestimabili del rinascimento italiano, olandese e tedesco, la pittura americana (notevolissima la raccolta di tele di Winslow Homer), l’argenteria britannica e i primordi della fotografia.

Il Manton Study Center. © The Clark Art Institute
Il Manton Study Center. © The Clark Art Institute

La vocazione del The Clark Art Institute non si esaurisce nella dimensione espositiva, ma coinvolge una corposa attività scientifica e di ricerca nell’ambito della storia dell’arte, della critica e delle discipline legate alla curatela museale. Il Research and Academic Program (RAP) organizza conferenze, simposi e seminari che richiamano autorevoli studiosi e giovani leve, sostenute, in sinergia con il vicino Williams College, mediante apposite borse. La sua biblioteca conta 235 mila volumi, riviste, periodici e materiale audiovisivo. Questo fitto programma di iniziative, articolato in un network globale di collaborazioni, culminante nell’annuale Clark Forum, di respiro strategico, si riversa inoltre una collana di pubblicazioni accademiche (Clark Studies in the Visual Arts).

Locandina della mostra su Picasso del giugno-agosto 2017. © The Clark Art Institute
Locandina della mostra su Picasso del giugno-agosto 2017. © The Clark Art Institute

La proposta del The Clark si rivolge anche a un’utenza non specialistica, con un’offerta diversificata, pressoché giornaliera, che include iniziative rivolte alle famiglie. Classi di yoga, piacevoli sessioni di tea time, laboratori artistici e visite guidate per bambini. Una concezione di fondo che va oltre l’impostazione archivistica, dottrinaria, del museo ottocentesco, capovolgendo il rapporto opera – spettatore, invitato e accompagnato in un’esplorazione complessiva – del quadro, dello spazio circostante, sia artificiale che naturale – non nel ruolo di protagonista, antitetico e perciò inficiato dal medesimo vizio del suo opposto, bensì di parte vitale di un tutto cangiante.
Ricco ovviamente il calendario di mostre permanenti (cfr. il programma), che richiamano opere dai musei di tutto il mondo. Si possono citare, a titolo esemplificativo, le installazioni dedicate a Picasso, Van Gogh, Rembrandt, Courbet, artisti inseriti in stimolanti itinerari tematici trasversali, come quelli delle due prossime esibizioni temporanee, “The Impressionist Line” (5 novembre 2017- 7 gennaio 2018), da Manet e Toulouse Lautrec, e “Drawn to Greatness” (3-22 febbraio 2018), una selezione di 150 disegni della Eugene V. Thaw Collection, da Mantegna, Canaletto a Matisse, Picasso e Pollock.

Williamstown e il Berkshires

Berkshires Massachusetts
Le Green Mountains del Berkshires

“Et in Berkshires ego”. Il memento mori comparso, nel ‘600, sulle tele di Guercino e Poussin (cui, rimanendo in tema artistico, il Panofsky dedicò un saggio epocale, nel 1936) in riferimento all’Arcadia classica, calza a pennello per la regione disegnata, a curve affusolate, dalle ultime propaggini delle Green Mountains, catena degli Appalachi. Regione smussata, placida, dal carattere più boschereccio e silvestre rispetto alla campagna inglese che le diede il nome (nel 1760, per volontà del primo governatore, Sir Francis Bernard, originario della contea). Emana un senso attutito di riposo e pace, nel sonno frusciante della vita vegetale. Una nostalgia elegiaca, assorta nella calma dei pastori antichi, da Campi Elisi.
A 2 ore di auto da Boston e 2,5 da New York, il Berkshires mette a disposizione risorse ambientali e naturalistiche incantevoli, con la possibilità di escursioni accessibili (vi passano anche tratti dell’Appalachian Trail), un’ottima cucina, espressione delle tradizioni agricole, rivisitata in chiave innovativa, e un’ospitalità glamour, squisita. Ciò che lo contraddistingue in modo peculiare, però, è uno scenario culturale particolarmente raffinato, costellato di eccellenze.

New England Literary Tour Edith Wharton
The Mount, la magnifica residenza di Edith Wharton

Il Norman Rockwell Museum di Stockbridge, la più grande collezione mondiale dell’illustratore dell’american way of life, il Massachusetts Museum of Contemporary Art (Mass MOCA) di North Adams, The Mount, sontuosa tenuta neo-rinascimentale progettata a inizio ‘900 dalla scrittrice Edith Wharton ( Henry James, scrittore e amico profondo della proprietaria, definiva l’edificio “un delicato castello francese specchiato in uno stagno del Massachusetts), e ancora manifestazioni quali i concerti estivi della sinfonica di Boston al Tanglewood Music Center, la cui stagione è aperta da James Taylor, i balletti della Jacob’s Pillow Dance, basata nel centro di Becket, fanno del Berkshires un hub diffuso di idee, innovazioni e creatività, che giovano del suo territorio ameno, adatto alla riflessione.

Williamstown Berkshires
Uno scorcio di Williamstown, Berkshires

Passando a Williamsburg, stupisce, in un villaggio di circa 7000 abitanti, la concentrazione di risorse culturali. Accanto al già citato The Clark Art, va ricordato il Williams College, una delle università di arti liberali più prestigiose degli USA, che dispone di un Museum of Art dotato di oltre 14 mila pezzi, dalle civiltà mesopotamiche e mediterranee ad Edward Hopper e alla più consistente collezione esistente di lavori dei fratelli Prendergast. Tra luglio e agosto, il suo centro composto, ordinato, si anima per il Williamstown Theatre Festival, kermesse teatrale nata nel 1954, vincitrice di un Tony Award (l’Oscar dei musical di Broadway) nel 2002, che attira ad ogni edizione illustri compagnie.

L’architettura del The Clark Art Institute

Veduta interna del Visitor Center, progettato da Tadao Ando. © The Clark Art Institute
Veduta interna del Visitor Center, progettato da Tadao Ando. © The Clark Art Institute

Abbiamo già accennato che, nel caso del The Clark Art Institute, l’elemento architettonico non costituisce un mero contenitore, bensì una componente costitutiva nella fruizione del patrimonio artistico museale. Le diverse strutture si integrano vicendevolmente in un’articolazione armonica che forma uno spazio aperto, compenetrato al paesaggio, al fine di ricondurre il gesto poietico alla disponibilità materiale – terra, colore, pigmento, acqua, aria, luce – senza la quale non potrebbe tradursi in atto, e alla collocazione dell’uomo nell’Universo, dalla quale scaturisce il bisogno espressivo. Non un’area delimitata, conclusa, ma una frontiera di scambio e osmosi tra arte e realtà.

Il Bulding Museum del 1955. © The Clark Art Institute
Il Building Museum del 1955. © The Clark Art Institute

L’edificio del Museo, costruito nel 1955, dà un benvenuto solenne, nello stile dell’architettura ufficiale dell’illuminismo statunitense. Gli interventi del 2014 hanno riorganizzato la disposizione delle gallerie, aggiungendone di nuove. Risale invece al 1972 il Manton Research Center, progettato dall’italiano Pietro Belluschi, ottimo esempio, razionale e compatto, di Modernismo, preposto allo produzione scientifica e bibliografica.
Tadao Ando, celebre esponente del cosiddetto Regionalismo critico, una corrente che nacque negli anni ’80 come risposta al postmodernismo, cercando proprio nel radicamento al territorio l’antidoto all’omologazione identitaria contemporanea, ha progettato le ultime due porzioni del The Clark Art: il Lunder Center at Stone Hill (2008), un santuario concepito per la contemplazione e la commistione di interiore ed esteriore, rivolto com’è, dal bosco che lo cela, verso le cime più alte del Massachusetts (compresa la Greylock Mountain che ispirò Melville per Moby Dick), e il Clark Center (2016), sede delle esibizioni temporanee, giocato su un rimando di riflessi a specchiera con l’antistante piscina.

Il primo piano del Clark Center. © The Clark Art Institute
Il primo piano del Clark Center. © The Clark Art Institute

Gli innesti del giapponese, nel 1995 Premio Pitzker (il Nobel dell’architettura), si sposano mirabilmente con lo splendido campus, disposto, nel suo alternarsi di alberi, prati e inserti artificiali (come il Crystal, prima installazione site-specific di Thomas Schütt negli States), dallo studio Reed Hilderbrand, in stretta collaborazione con Tadao. Sentieri di hiking consentono di prolungare e assimilare l’esperienza estetica nell’ambiente, in un dialogo cosmico. Che col foliage, in autunno, assume cadenze d’eterno.

Il Crystal di Thomas Schütte nel Campus del The Clark Art Institute. © The Clark Art Institute
Il Crystal di Thomas Schütte nel Campus del The Clark Art Institute. © The Clark Art Institute

Le opere d’arte

Riportiamo di seguito, in specifiche sezioni, le epoche artistiche meglio documentate al The Clark Art Institute, con le riproduzioni dei relativi capolavori. Un antipasto per immagini del vostro prossimo viaggio in Massachusetts.

Impressionismo francese

Come detto, il fiore all’occhiello del The Clark Art Institute è la collezione di quadri impressionisti e post-impressionisti, legati alla formidabile stagione spirituale della Francia ottocentesca. Il suo nucleo rimonta agli acquisti dello stesso Clark. La più cospicua collezione mondiale di tele di Renoir, circa 30, corona uno straordinario tesoro, nel quale figurano dipinti di Manet, Monet, Degas, Pissarro, Tolouse-Loutrec, Van Gogh.

Camille Pissarro, Route de Versailles a Louveciennes, con la pioggia The Clark Art Institute Édouard Manet, Interno ad Arcachon The Clark Art Institute Van Gogh The Clark Art Institute Toulouse-Lautrec The Clark Art Institute Boudin

Manton Collection of British Art

La Manton Collection of British Art è il lascito donato al The Clark Art Institute dal mecenate inglese Sir Edwin A. G. Manton, originario dell’Essex. Raccoglie oltre 200 tra disegni, stampe e tele dei grandi maestri dell’arte britannica, da Gainsborough a Blake, Constable, Turner, rimandando alla cultura d’età romantica.

Thomas Gainsborough, Paesaggio boscoso con mucche e. Olio su tela, 21.5 x 29.4 cm. © The Clark Art Institute. Tje Clark Art Institute. Woodland Scene Overlooking Dedham Vale John Constable,, La chiesa di Dedham da Flatford, 1810. Olio su tela, 10.6 x 19.4 cm. © The Clark Art Institute. William Turner,, Abbazia di Melrose, 1822. Acquarello su carta di tela. 19.7 x 13.5 cm. © The Clark Art Institute. The Clark Art Institute Blake Albert Goodwin, Crepuscolo sul Nilo, 1911. Acquarello su carta di tela. 28.5 x 38.8 cm. © The Clark Art Institute.

Arte europea tra 1300 e 1799

Il The Clark Art Institute documenta gli sviluppi dell’arte europea dal Basso Medioevo agli albori del XIX° secolo, con capolavori del gotico internazionale, del rinascimento, del barocco e del neoclassicismo. Gli autori sono tra i massimi geni dell’umanità, come Piero Della Francesca, Botticelli, Ghirlandaio, Van Dyck, Goya e Tiepolo.

Ugolino di Nerio, Polittico con Madonna, Gesù Bambino e Santi, 1317-1321. Tempera e oro su pannello, 163.7 x 341.4 cm. © The Clark Art Institute. Piero della Francesca, Madonna col Bambino e quattro santi, 1460 -1470. Olio su tempera, 107.8 x 78.4 cm. © The Clark Art Institute. Perugino, Sepolcrum Christi, 1494-1498. Olio su pannello, 92.6 x 71.8. © The Clark Art Institute. Albrecht Dürer, Melencolia I, 1514. Incisione su carta, 23.8 x 18.7 cm. © The Clark Art Institute. Antoon Van Dyck, Ritratto di Josse de Menpes, 1635 circa. Acquaforte su carta, 24.3 x 15.6 cm cm. © The Clark Art Institute. Alessandro Turchi, Lamentazione sul Cristo morto, 1645-1650. Olio su tela, 25 × 35 cm. © The Clark Art Institute. Giovanni Battista Tiepolo, Il carro di Aurora, 1734 circa. Olio su tela, 49.3 x 48.6 cm. © The Clark Art Institute. Francisco de Goya, Ritratto di Asensio Julià, 1814. Olio su tela, 73 x 57.8 cm. © The Clark Art Institute.

Pittori Americani

Stupenda anche la collezione del The Clark Art Institute dedicata ai pittori americani, con lavori di John Singer Sargent, Goerge Inness, Frederic Remington e uno dei più nutriti cataloghi mondiali di Winslow Homer, il meditabondo paesaggista, nato a Boston nel 1834, che trascorreva lunghi periodi di solitudine nel Massachusetts, ritraendo la malinconia della natura.

Gilbert Stuart, Ritratto di George Washington, 1796-1803. Olio su tela, 73.5 x 61.1 cm. © The Clark Art Institute. Peter B. West, David Marsh su una slitta nella neve, 1880. Olio su tela, 64.1 x 115.6 cm. © The Clark Art Institute. John Singer Sargent, Madame Escudier, 1883 circa. Olio su tela, 73 x 59.7 cm. © The Clark Art Institute. George Inness, Casa Montclair, 1892. Olio su tela, 76.5 x 114.3 cm. © The Clark Art Institute. Winslow Homer, Baia di Saco, 1896. Olio su tela, 60.5 x 96.4 cm. © The Clark Art Institute. Winslow Homer, Prouts Neck a West Point, 1900. Olio su tela, 76.4 x 122.2 cm. © The Clark Art Institute. Frederic Remington, Amici o nemici?, 1902-1905. Olio su tela, 68.6 x 101.6 cm. © The Clark Art Institute. Harry Watrous, I ciarloni, 1913. Olio su tela, 71.8 x 61.8 cm. © The Clark Art Institute.

Scultura, fotografia e arti decorative

Da non sottovalutare, infine, le sezioni del The Clark Art Institute incentrate sulla scultura (molte le statue di Degas), i primordi della fotografia (toccanti gli scatti di Clarence Hudson White), arti decorative, con uno scintillante repertorio di argenteria, oreficeria, vetri, ceramiche.

Paul de Lamerie, Coppa a due manici, 1742- 1743. Argento, 39.4 x 23.3 x 15.9 cm. © The Clark Art Institute. Johann Zacharias Quast, Piatto decorato con insetti, 1840. Porcellana, 25.4 cm di diametro. © The Clark Art Institute. Pianoforte modello D disegnato Lawrence Alma-Tadema, 1884–87. © The Clark Art Institute. Peter Henry Emerson, Palude di Norfolk. Stampa al platino, 20.2 × 30.3 cm. © The Clark Art Institute. George Henry Seeley, La lucciola, 1907 circa. Fotoincisione, 20.2 x 15.7 cm. © The Clark Art Institute. Clarence Hudson White, Signora in nero, 1908 circa. Fotoincisione, 19.4 x 13.4 cm. © The Clark Art Institute.

Informazioni utili

Le gallerie del The Clark Art Institute sono aperte da martedì alla domenica, dalle 10:00 alle 17:00, e tutti i giorni, in luglio e agosto, dalle 10:00 alle 17:00.

La biblioteca è aperta dal lunedì al venerdì, dalle 09:00 alle 17:00.

Il campus è aperto tutti i giorni, fino all’imbrunire.

Il The Clark Art Institute è chiuso in occasione del Patriots Day, del Thanksgiving Day, di Natale e di Capodanno.

Il prezzo d’ingresso è di $ 20 (circa € 17,5). Da ottobre a maggio, la prima domenica del mese si entra gratis.