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Viaggio a New York

Tutte le proposte e consigli di Alidays per una vacanza New York

Un viaggio a New York è certamente un’esperienza da fare almeno una volta nella vita. New York, più che un luogo nello spazio e nel tempo, è un sogno. Un viaggio a New York ti farà innamorare da subito di questa città, del suo miraggio di vetro e luce.

Se si volesse compilare un elenco di domande cui è particolarmente difficile dare risposta, tra esse comparirebbe senz’altro la seguente: “cosa vedere a New York?”. La Grande Mela (espressione coniata da un giornalista sportivo nei magici, irripetibili anni 20), infatti, appartiene a quel ristretto novero di città che racchiudono in sé la totalità dell’esperienza umana, i suoi modelli storici e gli sviluppi futuri. Città-universo, infinite e incomprensibili. Eppure inconfondibili, in quanto vittoriose nel carpire il mistero fuggente dello stile. “Geometrica, cristallina, senza passato, senza profondità, che posso illudermi di padroneggiare con la mente, di pensarla tutta intera nello stesso istante”, nella compresenza dell’eterno. Così Italo Calvino si esprimeva a proposito della più grande metropoli degli Stati Uniti.

Un viaggio a New York lascia la sensazione di aver visitato la capitale di un’epoca. Destino segnato da un collocazione geografica unica, all’imboccatura dell’estuario dell’Hudson River che, sfociando nell’Atlantico, forma un reticolo idrografico di cui rappresenta il ramo principale insieme all’East River, profondo aculeo marino. Gli Olandesi furono i primi a intuire le potenzialità commerciali e strategiche della Baia, sfuggite ai Francesi, giunti con la spedizione di Giovanni da Verazzano nel 1524: dopo una ricognizione condotta per loro conto nel 1609 da Henry Hudson, sedici anni dopo fondarono la colonia fortificata di Nuova Amsterdam, presso la porzione meridionale di Manhattan, l’isola dalle molte colline nella lingua dei Lenape, unici abitanti di quella che allora era una selvaggia foresta, acquistata per una cifra corrispondente a circa 1000 dollari odierni. A delimitare il confine tra insediamento europeo e la “barbarie” una palizzata che sorgeva nelle vicinanze dell’attuale Wall Street (la strada del muro, appunto), il centro finanziario della società capitalistica.  Più in là fitta boscaglia palustre, tagliata solo dal sentiero nativo Wickquasgeck, divenuto in seguito Broadway, l’asse viario germinale di tutto la crescita urbanistica di New York, così chiamata dal 1664, quando entrò nell’Impero Britannico, che la perse a seguito dell’Indipendenza delle Tredici Colonie (1785), rimanendo fino al 1790 capitale degli USA. Già allora la città, che contava circa 30.000 abitanti, costituiva un ricco e vivace scalo portuale che, nell’ambito della nuova nazione, conobbe un’ascesa inarrestabile, per tutto il XIX° secolo e, specie, nei suoi ultimi anni, periodo per il quale si parla di Greater New York, allorché Manhattan, già connessa a Brooklyn (di origine olandese) dall’omonimo ponte, meraviglia completata nel 1883, vi si unì anche amministrativamente, l’1 gennaio 1898, in un’espansione che comprendeva anche i Queens, la sezione orientale del Bronx e Staten Island. La vasta operazione, che portò alla classica fisionomia dei 5 boroughs, fu accompagnata da notevoli realizzazioni infrastrutturali, come la metropolitana, inaugurata nel 1904. New York, all’epoca, possedeva l’ormai consolidato ruolo di porta d’accesso all’America, la terra sconfinata della possibilità e della speranza, rimpinguata dai milioni di immigrati provenienti soprattutto dall’Europa, accolti dalla scultura simbolo di quella narrazione storica, la Statua della Libertà, donata dai Francesi nel 1883, che vegliava sui loro destini incerti mentre stazionavano in quarantena a Ellis Island, poco distante dalla reggitrice di fiaccola. Di lì a poco iniziò lo crescita verticale che dà ancora l’impronta fondamentale allo skyline che lascia stupefatti durante una vacanza New York, con l’edificazione, nel 1911, del neogotico Woolworth Building, alto 241 metri, ancora oggi tra i venti più alti grattacieli della “City That Never Sleeps”. Gli anni della Grande Depressione furono una fervida fucina artistica e musicale, soprattutto jazz, mentre la fine della Seconda Guerra Mondiale ne fece il fulcro del nuovo assetto geopolitico internazionale, come testimonia l’insediamento della sede dell’ONU, il famoso Palazzo di Vetro. I successivi decenni, di fianco a un brulichio di idee, avanguardie, attivismi, si assistette a un diffuso degrado post-industriale e urbanistico, segnato da laceranti tensioni razziali, ampiamente risanato a partire dagli anni 80. Nemmeno la tragedia dell’11 settembre è riuscita a fiaccare lo spirito di una città che non potrà mai morire. Perché si tratta di un ideale, di un paradigma dell’esistente, un’opzione dell’esistente che non è né America né Europa, né passato né futuro o fugace attualità, ma semplicemente New York.

Di seguito una descrizione sinottica dei 5 boroughs, per il tuo prossimo viaggio organizzato a New York:

Manhattan, il cuore di New York, area più densamente popolata di tutti gli Stati Uniti. Qui si trova la maggior parte delle attrazioni tradizionalmente visitate dai turisti (confronta la sezione su New York cosa vedere). La sua concentrazione di grattacieli delinea l’immagine della Grande Mela nota in tutto il mondo. Suddivisa in Lower, Midtown e Upper Manhattan e tagliata a metà dalla celeberrima Fifth Avenue, ospita le sedi dei massimi poli finanziari e politici del mondo. I suoi principali quartieri sono SoHo, Chinatown, Little Italy, Greenwich Village e Harlem.

Brooklyn, sita all’estremità meridionale di Long Island, separata da Manhattan dal braccio oceanico dell’East River, riflette ancora, nonostante un diffuso fenomeno di gentrification, le caratteristiche di colorito borough multietnico, in quanto veniva eletto a residenza degli immigrati che gravitavano intorno alla prospiciente New York, che fece da catalizzatore alla crescita della vecchia Breuckelen, colonia olandese, fusasi a metà 800 con Williamsburg. Gli immigrati la sceglievano come propria residenza e disegnarono una serie di quartieri dalle spiccate connotazioni etniche: gli Italiani a Bensonhurst, Russi e Ucraini nella Little Odessa di Brighton Beach, Vinegar Hill per la Irish Town, latinoamericani tra Bushwick e Sunset Park, ebrei a Borough Park. Del borough più popoloso di NYC, con oltre 2,6 milioni di abitanti, fa parte anche Coney Island, la penisola dove nel 1870 l’immigrato tedesco Charles Feltman inventò l’hot dog e nel 1903 venne aperto il primo luna park.  Apprezzata la sua spiaggia.

Queens, confinante a Nord Est con Brooklyn (dopo la quale, se fosse città autonoma, rappresenterebbe la quarta città più popolosa degli USA), è l’area urbana con la maggiore diversità etnica al mondo. Molto gradevoli i suoi quartieri residenziali, come Astoria (sede di una storica comunità greca). Il principale nucleo commerciale è Long Island City. Nel suo perimetro sorgono i due aeroporti cittadini di NYC e il suo grattacielo più alto al di fuori di Manhattan (la One Court Square, 201 metri).

Il Bronx, diviso da Manhattan per via del fiume Harlem, è l’unico boruogh newyorkese che sorge sulla massa continentale. L’immagine malfamata, che ha reso il suo nome sinonimo di zone insicure e fatiscenti, è del tutto obsoleta. Si pensi alle sue numerose attrazioni. Riverdale, un grazioso quartiere residenziale composto da diverse villette. Lo stadio dei New York Yankees, la mitica squadra di baseball che emoziona gli abitanti di questa città da oltre un secolo. Il Bronx Zoo, il più grande giardino zoologico degli stati uniti, dove trovano posto oltre 4000 animali. Lungo la Arthur Avenue, è consigliabile visitare “nuova Little Italy”, ricca di negozi e mercati alimentari con tutto l’inconfondibile calore del Bel Paese.

Staten Island, il più defilato, meridionale e meno popoloso dei borough di New York, sa riservare interessanti sorprese. Collegata a Manhattan mediante ferry e a Brooklyn dal ponte di Verrazzano, l’isola è già dominata dalla ruota panoramica più alta del mondo (190 metri), che entrerà in funzione nel 2018. Una vera chicca celata tra i suoi quartieri tranquilli, abitati per metà da cittadini di origine italiana, è il New York Chinese Scholar’s Garden, placido paradiso zen.

Se stai cercando un viaggio organizzato a New York unico e tagliato secondo le tue esigenze, sfoglia le nostre proposte vacanze a New York e parti alla scoperta della Big Apple: tanti sono i pacchetti viaggio New York, c’è solo l’imbarazzo della scelta!

Viaggio a New York Bandiera

Nome Ufficiale: City of New York

Lingue: inglese (ufficiale) e circa 800 idiomi

Superficie: 1,213.37 kmq

Popolazione: 8.550.000 ab. circa (area metropolitana: 18.200.000 ab. circa)

Boroughs: Manhattan (1.650.000 ab. ca), The Bronx (1.455.000 ab. ca), Brooklyn (2.630.000 ab. ca), Queens (2.333.000 ab. ca), Staten Island (476.000 ab. ca)

New York è una città energica e affascinante, piena di attrazioni interessanti. Scopri qui i nostri suggerimenti su cosa fare e visitare durante un viaggio a New York:

La Freedom Tower (ufficialmente One World Trade Center), completata nel 2014 sul sito delle Torri Gemelle, il quinto grattacielo più alto del mondo (541 metri, pari a 1776 pollici, stesso numero dell’anno dell’indipendenza americana). Un rapidissimo ascensore, con animazione digitale che ripercorre la crescita urbanistica della città, conduce in 40 secondi all’Observation Deck del 104° piano. Ai piedi della torre si visita il  National September 11 Memorial & Museum, toccante museo-memoriale tributato alle vittime di Ground Zero.

I grattacieli simbolo di Manhattan, con magnifiche vedute panoramiche sul fitto alveare edilizio del borough, su tutti l’Empire State Building (capolavoro art déco del 1931, per quarant’anni, grazie ai suoi 443 metri, il più alto al mondo) e il 30 Rockefeller Plaza (1933, 260 metri d’altezza), con il Top of The Rock, dal quale si gode di una vista a volo d’uccello sul Central Park. Da non dimenticare il Chrysler Building, eletto il più bello di New York, concentrato architettonico della Jazz Era (venne eretto nel 1930) dall’inconfondibile cuspide in acciaio, disegnata a scaglioni affastellati a trama di corteccia di palma, che tocca i 318 metri d’altezza.

Central Park, il parco urbano più celebre del mondo, inserito nel 2017 nella “tentative list” dell’UNESCO per il suo valore paesaggistico e simbolico. Costruito tra 1858 e 1873 sotto la direzione dell’agronomo Frederick Law Olmsted e dell’architetto Calvert Vaux, lo spazio verde che, per 341 ettari, dà respiro all’assiepata Manhattan (dividendola tra Upper West Side e Upper East Side), offre numerose attrazioni sportive (col Park Drive, di 9,41 km, ideale per running e ciclismo, senza contare pattinaggio e arrampicata), culturali (giardini shakespeariani, rappresentazioni teatrali al Delacorte Theater, concerti di grandi artisti), naturalistiche (lo zoo e attività di birdwatching). Emozionante lo Strawberry Fields Memorial, gravitante intorno al mosaico pompeiano collocato sul luogo in cui l’8 dicembre 1980 fu assassinato John Lennon.

In una lista di consigli su cosa vedere a New York, è inevitabile citare i suoi musei, tra i più importanti del pianeta. Il Metropolitan Museum of Art, attiguo al Central Park, rappresenta il più grande degli States (2 milioni di pezzi che coprono 5000 anni di civiltà umana)  e il più visitato al mondo; Guggenheim Museum, all’interno dell’edificio progettato nel 1943 da Frank Lloyd Wright, con opere dei più grandi artisti contemporanei; Museum of Modern Art (MoMa), dove ammirare, giusto per fare due esempi celebri, le Les Demoiselles d’Avignon di Picasso o la Notte stellata di Van Gogh; l’American Museum of Natural History, spettacolare raccolta che fece da set, nel 2006, per il film Una notte al Museo; Whitney Museum of American Art, ospitato dal 2005 in una nuova sede progettata da Renzo Piano, con importanti lavori d’arte americana, specie di Hopper, Calder, Stuart Davis, Prendergast; Frick Collection, uno “small art museum”, nel perimetro di Central Park, dotato di un’eccezionale collezione di quadri del Rinascimento italiano ed europeo; The Cloisters, sezione d’arte medievale del Met Museum of Art di New York, costruita negli anni 30 sul modello dei chiostri delle abbazie cristiane.

L’unico Patrimonio UNESCO di New York, simbolo della Grande Mela e di tutti gli USA, è la Statua della Libertà, che dal 1886 si erge alla bocca dell’Hudson, sulla Liberty Island. Progettata da Auguste Bartholdi e Gustave Eiffel, con un disegno che fonde modelli classici a ideali illuministici, quintessenza dell’identità costituente americana, i suoi pezzi vennero trasportati dalla Francia in 1883 casse. La poetessa Emma Lazarus ribattezzò il colosso di 93 metri d’altezza “The mother of Exiles”, poiché a breve distanza da esso si trova Ellis Island, la piatta isola artificiale che, tra 1892 e 1954, funse da stazione di quarantena per gli immigrati che giungevano nel Nuovo Continente, oggi interessante percorso museale.

Il ponte di Brooklyn, il primo al mondo costruito in acciaio (1883), che unisce, con la sua campata di 1,8 km, l’omonimo borough all’isola di Manhattan, scavalcando l’East River.

Times Square, l’incrocio più celebre di Manhattan, abbagliante per le insegne luminose che lo assiepano. Nato ufficialmente nel 1904, con l’apertura di una fermata della metro caldeggiata dall’editore del New York Times, da cui prese il nome, offre lo spaccato migliore del concitato spirito della città. Il capodanno di Times Square è ripreso dalle televisioni di tutto il pianeta. Da non perdere TKTS, la biglietteria “discount” di Broadway (la via dei musical della quale Times Square è uno slargo) in una riconoscibile struttura a gradoni. In tema di spettacoli si segnalano il Radio City Music Hall, 6000 posti a sedere nel Rockfeller Center, dal 1932 appuntamento fisso, nel periodo natalizio, per lo show delle “Rockettes”, compagnia di St. Louis, Missouri, e il prestigioso Lincoln Center, sede dell’Opera e del New York City Ballet, teatro, sempre sotto le feste, dello Schiaccianoci di Tchaikovsky riletto da Balanchine.

Greenwich Village, nella zona sud di Manhattan, il pittoresco quartiere che ha rappresentato la principale fucina artistica e culturale della Grande Mela, anima e fronte dei movimenti d’avanguardia militante, Beat Generation in testa. Una zona che, per via del fenomeno sociologico chiamato “gentrification”, si sta imponendo come cuore pulsante hipster e alternativo, è Williamsburg, a Brooklyn.

Il quartiere di Harlem, nell’Upper Manhattan, culla negli anni 20 di un Renaissance afroamericano incentrato sulla lotta per i diritti civili e l’emancipazione culturale che si espresse in tutte le arti, specie nella musica jazz e bepop (all’Apollo Theatre iniziarono i più grandi, come Billie Holiday, Ella Fritzgerald, Sarah Vaughan).

La High Line, una città – giardino sopraelevata, lungo corridoio verde pedonale, in cui si alternano caffè e negozietti, che corre sopra le strade come un nastro pieno di piante e aiuole, ottenuto su una vecchia linea ferroviaria del West Side Line di Manhattan, rinnovata da un team di architetti e paesaggisti di fama internazionale.

La valuta in corso a New York è il dollaro statunitense.

New York rientra nell’Eastern Time Zone (- 6 h rispetto all’Italia).

I principali aeroporti internazionali di New York sono il John F. Kennedy (Long Island, 19 km da Manhattan) e Newark Liberty (24 km da Manhattan).

La rete di trasporti interna a New York è molto sviluppata. Il mezzo più utilizzato è la metro, l’unica al mondo aperta 365 giorni all’anno e 24 ore su 24. Conta 25 linee, 472 stazioni e 380 km di tracciato, e trasporta ogni anno oltre 1,7 miliardi di passeggeri. Una corsa singola con la MetroCard costa 2.75 $, facendo degli abbonamenti, a seconda di quanto si presume di avvalersi del servizio, si risparmia. Una MetroCard caricata per 7 giorni costa 33 $. Consulta qui la mappa.

Assai ramificati anche i mezzi (bus) di superficie. La corsa singola costa sempre 2.75 $, pagabili in contanti o mediante la MetroCard, la stessa valida per la Subway. Consulta qui la mappa.

Molto diffuso anche il taxi, con tariffa base di 2.50 $.

Quattro sono i percorsi dei NYC Ferry. Una corsa costa 2.75 $, con aggiunta di 1 $ se si viaggia con una bicicletta.

Il clima di New York è classificato come continentale umido, con precipitazioni distribuite in tutto l’anno. Nonostante la metropoli si trovi alla stessa latitudine di località miti (ad esempio Napoli), le sue temperature sono influenzate dalla presenza dell’Atlantico e dall’incrociarsi di diverse correnti, con inverni di solito molto freddi per via delle masse d’aria di provenienza artica (non si escludono, comunque, annate più piacevoli, grazie a correnti meridionali) ed estati che non escludono piogge. Non si può, di conseguenza, indicare in assoluto un periodo migliore per visitare New York. Dunque, quando andare a New York? Momenti particolarmente suggestivi sono senz’altro la primavera inoltrata, tiepida e soleggiata, e l’autunno, molto gradevole e fresco, con le connesse atmosfere urbane create dalla vegetazione dei numerosi parchi cittadini. Anche la magia della Big Apple sotto la neve, però, non va sottovalutata.

Per recarsi a New York, come in tutti gli USA, senza necessità di visto, usufruendo del programma “Visa Waiver Program – Viaggio senza Visto”, sono validi i seguenti passaporti: Passaporto con microchip elettronico inserito nella copertina, unico tipo di passaporto rilasciato in Italia dal 26 ottobre 2006 Passaporto a lettura ottica rilasciato o rinnovato prima del 26 ottobre 2005 Passaporto con foto digitale rilasciato fra il 26 ottobre 2005 e il 26 ottobre 2006.

Per usufruire del programma “Visa Waiver Program” (Viaggio senza visto) è necessario: viaggiare esclusivamente per affari e/o per turismo, rimanere negli Stati Uniti non più di 90 giorni e possedere un biglietto di ritorno.
In mancanza anche di uno dei requisiti elencati, è necessario richiedere il visto.
È anche richiesta obbligatoriamente l’iscrizione al programma ESTA (“Electronic System Travel Authorization”), con cui si ottiene un’autorizzazione all’imbarco su un volo per gli USA, da effettuarsi con pagamento online.

Consulta il sito Viaggiare Sicuri qui:

Viaggiare sicuri farnesina

Non è richiesta alcuna particolare vaccinazione.

Per maggiori informazioni riguardo alla situazione sanitaria negli USA rimandiamo al sito istituzionale della World Health Organization, sempre aggiornata con informazioni mediche su ogni Stato.

Consulta il sito World Health Organization qui:

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