Viaggio in Cile, le 10 cose da vedere

Le esperienze imperdibili da vivere durante un viaggio in Cile, dal deserto più arido al mondo alla Terra del Fuoco, da Santiago e le Ande all’Isola di Pasqua

Un viaggio in Cile è molto di più che visitare un solo paese. Infatti il lunghissimo stato del Sud America, primatista mondiale con 4300 km di sviluppo longitudinale, in virtù di questa sua conformazione racchiude climi, paesaggi, ecosistemi diversissimi tra loro, unificati da una matrice umana e culturale omogenea, riconducibile al “mestizo”, il meticciato ispano-amerindio nato dalla fusione tra i gruppi etnici indigeni e i discendenti dei conquistadores spagnoli.

C’è davvero l’imbarazzo della scelta su cosa privilegiare durante una vacanza nella “nazione dei tre continenti”, cosiddetta perché nei suoi confini rientrano anche l’Isola di Pasqua, sotto ogni rispetto appartenente alla Polinesia, e un’ampia area dell’Antartide rivendicata dal 1940, tanta è la varietà di attrazioni naturalistiche, storiche, enogastronomiche, sportive che mette a disposizione al turista. Dagli altopiani aridi del deserto di Atacama ai bracci di mare gelido della Patagonia e della Terra del Fuoco, dove lo stretto di Magellano connette l’Atlantico e il Pacifico e segna il confine ultimo prima di un nulla di ghiacci, flutti cianotici, cieli bassi di tempeste. E ancora la vivace scena cittadina di Santiago del Cile, tra le principali metropoli sudamericane, e di Valparaiso, col suo centro storico Patrimonio UNESCO, villaggi di pescatori abitati da poeti del calibro di un Pablo Neruda, le vette delle Ande che si riflettono in laghi salmastri d’alta quota e i principali centri astronomici al mondo, floridi vigneti che prosperano nel clima mediterraneo della regione centrale, eccellenze enologiche di livello internazionale, e regioni di laghi e foreste endemiche valdiviane.

Prima di partire è meglio fare un po’ di ordine. Ecco i consigli sui dieci must-to-see durante il primo viaggio in Cile. Procedendo da Nord a Sud.

Biosfera UNESCO Parco Nazionale Lauca, Riserva Nazionale Las Vicuñas, Monumento Nazionale Salar de Surire

viaggio in cile 10 cose da vedere Lauca Parco Nazionale

Nell’estremo Nord del Cile, sugli altopiani andini al confine con la Bolivia, si estende una cintura di aree protette che, nel complesso, formano una Biosfera UNESCO. Immense lande steppose dove pascolano allo stato brado i camelidi simbolo del paese – lama, alpaca, guanachi – tavolati sferzati dal vento, punteggiati di acquitrini, i bofedal, e laghi tersi, su tutti il Chungarà, a 4500 metri di quota, nel cui specchio si riflettono i coni di una cintura vulcanica che tocca l’apice con il Parinacota, un gigante di oltre 6360 metri, all’interno del Parco Nazionale Lauca. A breve distanza dal bacino lacustre merita una visita il grazioso villaggio Parinacota, adagiato alle falde dell’omonimo vulcano, un rosario di casupole tinteggiate di bianco, impreziosito da una chiesetta secentesca che all’interno conserva un interessante ciclo di affreschi eseguiti da maestranze native in stile barocco delle Ande. A un altro erbivoro montano, la vigogna, la cui lana era riservata dagli Inca per la produzione delle vesti regali, è dedicata la contigua Riserva Nazionale Las Vicuñas, mentre il Salar de Surire Natural Monument preserva un’area di stagni salmastri e distese accecanti, ricoperte di una crosta di sale, habitat dei fenicotteri che le trapuntano con la loro silhouette rosa. Un’area di paesaggi aperti, liberi, essenziali, ideale per gli amanti di birdwatching, escursionismo, trekking e fotografia.

Deserto di Atacama

viaggio in Cile 10 cose da vedere Valle della Luna Atacama

Le cronache riportano che quando nel 1971 cadde un rapido scroscio di pioggia, erano circa 400 anni che non si registrava tale evento atmosferico. Le rare volte che accade le sue distese rossastre, assetate, si riempiono di un commuovente, effimero tappeto di fiori. Benvenuti nel deserto costiero di Atacama, il più asciutto al mondo fuori dai Poli. Una porzione di Marte in Terra. Incastonato per circa 100 mila kmq tra le Ande e l’Oceano Pacifico, nella regione del Norte Grande del Chile con sconfinamenti in Perù, Bolivia e Argentina, il suo volto corrugato, scabro, metallico, ossidato e rugginoso, emana un senso di maestosa indifferenza verso le sorti dell’umanità. Sulla linea costiera non mancano centri urbani rilevanti, come Iquique, cinta da un magnifico anfiteatro arido, e Antofagasta, non lontano dalla quale emerge, nel mezzo di uno scenario polveroso e abbagliante, l’iconica mano del desierto, scultura di 11 metri d’altezza realizzata nel 1992 da Mario Irarràzabal. Tra le altre attrattive imperdibili di Atacama si segnalano il Salar, specchiera crepitante, la metafisica Valle della Luna, i geyser del Tatio, che aggiungono un tocco titanico e infernale al paesaggio, e la Riserva Nazionale Los Flamencos, importante base per l’avifauna. Non mancano i segni dell’uomo, dal sito archeologico di Tulor, insediamento popolato almeno dal III° secolo a.C., alle raffinerie di salnitro di Humbertstone e Santa Laura, risalenti a fine 1800 e oggi villaggi fantasma dichiarati Patrimonio dell’UNESCO che mandano nel silenzio immane del vuoto circostante mandano cigolii di ferraglie, confusi ai lamenti dei prigionieri che vi furono internati da Pinochet. Ottima base è il grazioso pueblo in adobe di San Pedro de Atacama.

Cile astronomico

osservatori astronomici del Cile Cerro Tololo

Un articolo sulle migliori attrazioni da tenere in conto per un viaggio in Cile non potrebbe dirsi completo senza un accenno all’astronomia, che nel paese andino ha trovato la propria nuova patria, specie nella zona settentrionale, propiziata dalle congeniali condizioni atmosferiche sopra accennate e dall’assenza pressoché totale di inquinamento luminoso. I massimi istituti di ricerca internazionali hanno installato nella regione di Atacama gli osservatori che stanno consentendo una nuova, rivoluzionaria comprensione dell’Universo, osservato e ascoltato dall’emisfero australe. Tra i principali citiamo l’Atacama Large Millimeter Array (ALMA), inaugurato nel 2013  ad oltre 5000 metri d’altezza sull’altopiano di Chajnantor grazie a un investimento di 1 miliardo di euro frutto di uno sforzo congiunto di U.E., U.S.A. e Giappone, il più grande osservatorio astronomico terrestre, tecnicamente un “radiointerferometro”, vale a dire un insieme di radiotelescopi, in questo caso 66, grosse parabole che captano le onde radio, probabili residui della nascita di stelle lontane miliardi di anni luce. Risale invece al 1964 il primo osservatorio dell’ European Southern Observatory (ESO), quello di La Silla, a 2400 metri, composto ad oggi da tredici telescopi tra cui spiccano due potenti strumenti ottici, tra i più produttivi a livello mondiale, dell’ordine dei quattro metri di diametro. Nel palmarès di scoperte effettuate a La Silla spiccano quelle degli esopianeti colti grazie al precisissimo spettrografo HARPS, operativo dal 2003. Il nuovo fiore all’occhiello dell’ESO è invece l’Osservatorio del Paranal, che ospita il Very Large Telescope, il più moderno e avanzato array della banda visibile esistente sul pianeta, VLT, vale a dire Very Large Telescope, composto da 4 telescopi principali di 8,2 metri di diametro e 4 telescopi ausiliari di 1,8 metri. Nell’avveniristico hotel del centro sono state girate addirittura scene di 007. Oltre ad altri importanti poli scientifici, abbondano osservatori alla portata di mano di tutti, nonché hotel che organizzano star viewing per gli ospiti. Da queste parti, d’altronde, basta alzare gli occhi in alto per naufragare nell’Infinito.

Santiago del Cile

viaggio in Cile 10 cose da vedere Santiago

Punto di passaggio per qualsiasi viaggio in Cile, la capitale ai piedi delle Ande, che la coronano di uno sfondo spettacolare, nella regione centrale del paese, è una delle metropoli più importanti del Sud America, capace di coniugare il nucleo storico di origine coloniale con un appeal urbanistico moderno, legato al suo ruolo centrale da un punto di vista economico, finanziario, politico e culturale. Fondata nel 1541 da Pedro del Valdivia, il conquistador luogotenente di Pizarro nella penetrazione verso le frontiere meridionali del continente, col nome di “Santiago del Nuevo Extremo”, a ricordare la sua posizione in prossimità dei confini ultimi dell’Impero spagnolo, la città ha moltissimo da offrire al visitatore. A partire dalla Cattedrale Metropolitana, intitolata ovviamente a San Giacomo e completata a inizio 800 in stile eclettico barocco-neoclassico. L’elegante prospetto della chiesa si affaccia sulla  Plaza de Armas, fulcro della vita di Santiago fin dalla sua nascita, non distante dalla quale si trova il Palazzo della Moneda, residenza del Presidente della Repubblica, reso celebre per l’opinione pubblica mondiale dai tragici frangenti della destituzione di Allende, nel 1973, raccontata dal toccante Museo della Memoria e dei Diritti Umani. Da vedere anche La Chascona, abitazione di Pablo Neruda nel quartiere bohémien del Barrio Bellavista, ottimo per la vivace movida serale tra locali e murales, ai piedi del colle San Cristobal, dalla cui sommità, raggiungibile in funivia, si gode un panorama spettacolare su tutta Santiago, al quale è equiparabile solo il belvedere del Cerro Santa Lucia, romantico parco alla francese. Per tornare alle origini dell’identità nazionale è interessante  il Museo Chileno de Arte Precolombino,che custodisce le importanti mummie Chinchorro, resti di individui umani vissuti tra il 5000 e il 3000 a.C.  nell’Atacama.

Valparaíso e Isla Negra, il villaggio di Neruda

Viaggio in Cile 10 cose da vedere Valparaíso

Luce morbida, densa, dorata, che risale tra le scogliere su cui si arrampicano case variopinte, creando piccoli idilli sulle terrazze e le discese che profumano d’Oceano, in una grande nostalgia. Benvenuti a Valparaíso, un nome indicativo di quella che è la città più incantevole del Cile, simile a una donna elegante e selvatica, un po’ asburgica e un po’ portoghese, dalle movenze vittoriane, sbarcata nell’emisfero australe. Il quartiere ottocentesco del porto, che si sviluppa ad anfiteatro dietro la scalo, è stato dichiarato Patrimonio dell’UNESCO per il suo unicum architettonico e urbanistico, di cui un esempio pittoresco sono gli “ascensori”, funicolari che risalgono le ripide salite che si inerpicano su per il promontorio che fa da cornice al centro. Dopo aver assaggiato il piatto tipico di Valparaíso, la “chorillana“, che rivela il melting pot marittimo che sta alla base della sua identità storica, merita una visita un’altra casa di Neruda, la Sebastiana, aperta su tutto il panorama cittadino, dove scrisse alcune delle opere che gli valsero il Premio Nobel 1971. Il luogo più intimamente legato alla biografia umana e intellettuale del poeta si trova però a circa un’ora di auto da Valparaíso, nel villaggio di pescatori di Isla Negra, raccolto intorno alle scogliere lisce e brune del Pacifico, il suo eremo ventoso. La dimora museo è  un edificio di pietra e legno azzurro, un rifugio intimo, aperto alla voce del mondo che v’entra a folate d’onda, raccolto e stipato come uno stazzo pieno di memorie, conchiglie, sugheri e ferri, simile alla chiglia di una barca dove sono conservati cimeli del nostro grande andare per le strade della vita. Nel giardino, eletto da Neruda a giaciglio definitivo per sé e la moglie Matilda Urrutia, “”frente al mar que conozco”, si comprende il suono profondo di alcuni suoi versi, “compagno oceano, non perdere tempo e acqua, non scuoterti tanto, aiutaci, siamo i piccoli pescatori, gli uomini della riva.” Da assaggiare gli squisiti piatti locali a base di pesce, specialmente il Caldillo de congrio, cantato in un’ode da Neruda, il quale, tra l’altro, ne inventò una variante. Lettura consigliata: “Il Postino di Neruda”  di Antonio Skármeta.

Il vino cileno

Viaggio in Cile 10 cose da vedere vino Valle de Colchahua

Un’altra componente essenziale per un viaggio il Cile è il turismo enologico. La produzione vinicola del paese si concentra nella fascia centrale, dalla valle dell’Aconcagua a quella del Bío Bío, alle porte dell’Araucania, caratterizzata dall’ecosistema del matorral chileno, di tipo mediterraneo, che va dalla macchia oceanica fino agli ambienti d’alta montagna andini, microclima particolarmente propizio ad ottenere eccellenze di pregio ormai internazionale, soprattutto da vitigni Cabernet Sauvignon, Carmenère del Maipo, Chardonnay, Sauvignon e Pinot Noir. Consigliabile la Valle di Casablanca, tra le più floride e paesaggisticamente pregevoli. Ovunque si incontrano strutture alberghiere di alto livello, spesso ricavate in cantine, ideali per regalarsi una pausa di relax, natura e cucina.

Isola di Chiloé

Viaggio in Cile 10 Cose da vedere Isola di Chiloé

A breve distanza dalla costa cilena, nel punto in cui inizia a sfrangiarsi in insenature profonde e fiordi, l’isola di Chiloé è un microcosmo umido che ricorda certe atmosfere baltiche. Qui piove per buona parte dell’anno, come testimoniato da una vegetazione rigogliosa, pluviale, che emerge dal guazzo molle e odoroso della vita. Già Darwin, nel suo viaggio, rimase impressionato dall’ecosistema tutelato da un Parco Nazionale che si sviluppa in una progressione quasi impercettibile di ambienti, dalla duna all’acquitrino, dalla torbiera al folto fosco del bosco valdiviano, una natura ricca di piante australi e specie animali endemiche, ad esempio la quasi estinta volpe di Darwin. Il motivo di maggiore richiamo di Chiloé è però un altro. Si tratta delle chiese lignee di età coloniale dichiarate Patrimonio UNESCO (ne fanno parte 16), capolavori variopinti nati dall’incontro tra gli stilemi architettonico-artistici europei e la sapienza artigianale indigena: questi templi che paiono coperti da uno strato di muschio e pioggia rivelano, specie nel nucleo più antico, reminiscenze mitteleuropee, dalla Baviera alla Transilvania, dovute ai luoghi di origine dei missionari gesuiti. Grazioso il porto palafitticolo di Castro.

Parco Nazionale Laguna San Rafael

viaggio in Cile 10 cosa da vedere Laguna San Rafel

Alle porte della Regione di Magellano e dell’Antartide Cilena si estende il cosiddetto “campo di ghiaccio della Patagonia del Nord”, inclusa all’interno del Parco Nazionale della Laguna San Rafael, una biosfera UNESCO. L’area protetta va dalle vette della cordigliera andina, vicinissime in questa zona alla costa, incluso il Monte San Valentino, con i suoi 4000 metri il tetto della Patagonia cilena, fino al fiordo profondo che le dà il nome, famoso grazie allo spettacolare ghiacciaio, il più vicino all’Equatore tra quelli che giungono al mare. Una gita in catamarano al cospetto del suo fronte azzurrino, crepitante, consente di mettersi in ascolto di una delle intonazioni più suggestive ed estreme della natura.

Parco Nazionale Torres del Paine, Patagonia e Terra del Fuoco

Viaggio in Cile 10 cose da vedere Torres del Paine

Il più fotografato del Cile. L’ingresso nell’estremo Sud dello stato non può che passare per il Parco Nazionale Torres del Paine (alla lettera “torri del dolore”) biosfera UNESCO di cui sono celebri  le magnifiche guglie dette Cuernos, monoliti granitici, risultato della fuoriuscita di materiale igneo successivamente lavorato dal vento, che raggiungono i 2700 metri d’altezza. Il lago Grey, incluso nell’area protetta, presenta un ghiacciaio largo 6 km e alto 30 metri. Procedendo verso la fine del continente si incontra Puerto Natales, affacciato sul fiordo Última Esperanza, nome emblematico del senso di frontiera definitiva che si respira nella luce fresca, plumbea, di questa parte di Cile. Vicino alla cittadina si trova la Cueva del Milodón, il Milodonte, bradipo gigante scopertovi nel 1895 e classificato per la prima volta da Darwin, dalla cui ricerca si innesca il romanzo di Bruce Chatwin In Patagonia. Siamo ormai in Terra del Fuoco. Punta Arenas, la città più a Sud del mondo, base per le crociere all’interno del canale di Magellano, intitolato all’esploratore portoghese del quale si può ammirare la ricostruzione della nave Victoria, la prima ad attraversare lo stretto, nel Museo Nao Victoria. A bordo del traghetto si ammirano bracci di mare cupo, brulla brughiere delle scogliere, colonie di pinguini, circonvoluzioni di delfini. Importante il Parco Nazionale Alberto de Agostini, intitolato al presbitero salesiano italiano che, a fine 800, svolse la propria attività di esploratore e topografo prodigandosi al contempo per alleviare le atroci condizioni di sfruttamento degli indigeni fuegini.  All’interno dei suoi confini, l’isola Hoste è ammantata dai boschi di Nothofagus antarctica, un faggio deciduo nella cui corteccia gli indigeni Ona riteneva risiedessero spiriti divini, l’albero più “meridionale” della Terra. Oltre Puerto Williams, sull’isola di Navarino, e Cape Horn, solo le violente tempeste del Canale di Drake e l’Antartide, l’Antichtohon, visitabile con apposite escursioni da Puerto Natales.

Rapa Nui, l’Isola di Pasqua

Viaggio in Cile Isola di Pasqua

La ciliegina sulla torta di un viaggio in Cile è senz’altro una delle sue porzioni più remote e sperdute, nel cuore dell’Oceano Pacifico, a oltre 3600 km dalle coste continentali. Rapa Nui, lIsola di Pasqua, affioramento vulcanico popolato da ondate migratorie provenienti dalla Polinesia intorno all’anno 1000.  Questo lembo di terra è famoso ovunque per via dei moai, i grandi totem antropomorfi (ad oggi circa 600, eretti tra XI° e XVI° secolo) ricavati in pietra di tufo e alti variabilmente tra i 2,5 e i 10 metri, che avevano complesse funzioni sacrali legate al culto dei morti. I rongorongo, segni linguistici incisi sul dorso dei monoliti, alludono a messaggi ancestrali che ben si accordano all’aria sacrale che si respira su tutta l’isola, dichiarata Patrimonio dell’UNESCO. Il Ballet Kari Kari di Hanga Roa riporta lo spettatore nella dimensione perduta del mito mediante la perfezione circolare della danza. Al di là del tempo.

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