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Viaggio nel South USA

L’America più profonda, tra piantagioni e dimore antebellum, musica afroamericana e cucina creola, spiagge, fiumi e monti boscosi… la tua vacanza nel South USA!

Un viaggio nel South USA implica molto di più rispetto a quanto avviene per l’esplorazione di altri territori e paesi. Equivale alla discesa in una dimensione diversa dell’esistente. Calma, vischiosa, perenne. Più vera, anche. Nessuno meglio di William Faulkner, lo scrittore del Mississippi premio Nobel per la letteratura nel 1949, sa descrivere l’essenza del ventre verde, anfibio, del continente nordamericano, come quando in As I Lay Dying (il cui titolo, non a caso, richiama un verso pronunciato dall’Odisseo omerico nella catabasi agli inferi, perché, nel Sud, si tratta di andare al fondo della realtà) fa dire al medico Peabody: “qui tutto, il tempo, ogni cosa, dura troppo. Al pari dei nostri  fiumi, della nostra terra: opaca, lenta, violenta; che plasma e forma la vita dell’uomo secondo la propria immagine inarrestabile e pensosa.” Questo il dono principale – un dono di conoscenza – che si eredita da una vacanza in Alabama, Georgia, Louisiana, North Carolina, South Carolina e Tennessee.
Dixieland, l’anima rurale degli USA, distesa indolente sotto il cielo luminoso che s’inarca dagli Appalachi al Golfo del Messico in un alternarsi di piantagioni e cittadine coloniali, grandi corsi d’acqua e delta paludosi. Qui si sono incontrate le componenti etniche e le tradizioni culturali che hanno determinato, nel loro amalgama, alcuni dei contributi fondamentali degli Stati Uniti all’umanità. Si prenda, quale caso esemplificativo, l’hillbilly, la musica più antica d’America, almeno 300 anni di storia, ancora suonata sotto le verande di legno dei villaggi montani di North Carolina e Tennessee, tra boschi di querce e campi di tabacco. Ballate di faide e di amori, di sacrifici e partenze e ricordi di case perdute. Le sue componenti iniziarono a sedimentarsi a partire dal 1700, allorché la regione accolse numerosi nuovi settlers in cerca di dimora nel Sud. La direttrice seguita era la Great Wagon Road, da Germantown, Pennsylvania, ad Augusta, Georgia. Contadini tedeschi anabattisti, migranti scozzesi e irlandesi, nonché gli schiavi africani che, giunti sulle coste della Virginia già dal 1619, portarono l’ngoni, uno strumento a corde assemblato con cuoio conciato, il precursore del legno per eccellenza country, il banjo, imbevuto, dunque, in una primitiva anima nera. Dal lato europeo arrivava il invece fiddle, ovvero il violino, che conferiva la colonna dorsale alle melodie, e relative danze, di ascendenza britannica e gaelica (jig, reel) o mitteleuropea (schottische, valzer, polka). Intorno chitarre e, in seguito, anche pianoforti, a definire la pietra di basamento di buona parte della roots music che, più a valle, verso il Mississippi, avrebbe conosciuto ulteriori, proficue ibridazioni. Blues, jazz, rock’n’roll. B.B. King, Louis Armstrong, Johhny Cash ed Elvis Presley. Nel bayou dell’Atchafalaya Basin, il più grande stagno degli States, in Louisiana, i discendenti delle genti francofone fuggite dall’Acadia canadese nel 700 continuano a suonare i ritmi cajun, ballati nelle balere tra alligatori e gamberi, variamente ibridati con lo zydeco, sorta di summa di tutti i generi “swamp”.
Non solo la musica. Ogni cosa, nel Sud, è magma, crogiuolo. A partire dalle radici native che, sebbene di solito si associno, a livello di immaginario, al West, hanno lasciato notevoli tracce, tanto nella toponomastica (Alabama o Tennessee, solo per citare alcuni casi) quanto a livello di siti archeologici, distribuiti in tutte le tre fasi principali della civiltà amerindia (arcaica, tra 8000 e 1000 a.C., Woodland, protrattasi fino al 1000 d.C., quando lasciò posto alla fiorente cultura del Mississippi, spazzata via dagli Europei) e rappresentati sopratutto dai mounds, alla lettera tumuli, quelle strutture piramidali, oggi simili a gobbe erbose del terreno, che assolvevano a svariate funzioni, religiose, cerimoniali, sepolcrali. Nel 2014 l’UNESCO ha inserito nella propria lista il complesso di Poverty Point, in Louisiana, centro abitato e sacrale semiellittico a breve distanza dal Mississippi, databile a un periodo compreso tra 1650 e 700 a.C.. Molto interessanti anche Etowah, Ocmulgee e Nacoochee, in Georgia, o il Pinson Mounds State Archaeological Park, in Tennessee. Le esplorazioni cinquecentesche di Pánfilo de Narváez e Hernando de Soto aprirono la strada ai primi insediamenti coloniali, specie costieri e fluviali, di Spagnoli, Inglesi e Francesi, attratti dalle possibilità promesse da una terra selvaggia, vergine. Sontuose testimonianze ne sono le città portuali di Charleston e Savannah, mentre un fascino misterioso emana dalla colonia “perduta” di Roanoke, su un’isola del North Carolina, la seconda britannica in America, fondata dal poeta Walter Raleigh su commissione di Elisabetta I d’Inghilterra, dalla quale deriva il nome della Virginia. La città insediata dai Francesi, il 1° novembre del 1718, tra il principale ramo deltizio del Mississippi e lo specchio salmastro del Pontchartrain, e dedicata al principe Filippo II, New Orleans, concepita in base a una pianificazione urbanistica di impianto ortogonale (ben visibile nel French Quarter), risultava predestinata dalla nascita: in effetti rappresenta l’esito più emblematico dell’universo southern, tra chiese cattoliche e animismo voodoo, genti europee e africane, fuse in un’identità creola, languida e nostalgica, che si esprime nelle tonalità blue del jazz e nell’ottima cucina locale (gumbo e jambalaya in testa). Più delle parole, varrebbe a descriverla, questa identità, l’odore del fiume, il “grande bruno padre delle acque” nel quale il  Kerouac di On the Road, sul battello per Algiers, annusò il sentore indefinibile della vita. Ancora una volta, il dono di un tour del South degli USA.
Nemmeno il trauma devastante della Guerra di Secessione (1861-1865), pur ponendo fine all’antebellum era dello schiavismo e delle piantagioni, scalfì il tessuto della società dixie,trasfigurata nel registro del rimpianto epico nel romanzo simbolo del Sud, Gone with the wind, in italiano Via col vento, scritto da Margaret Mitchell: da visitare il set principale del capolavoro, la Contea di Clayton, vicino Atlanta, il cui capoluogo Jonesboro ospita il Museo Road ToTara, ricchissimo di cimeli che vanno dalla ricostruzione della battaglia avvenuta nel 1864, descritta nel libro, fino a splendidi abiti d’epoca delle Southern belle, le giovani, aristocratiche Rossella O’Hara, e, a pochi minuti dal polo espositivo, raggiungibile anche mediante un tour unico, la Stately Oaks Plantation, identificata solitamente con Tara, la residenza della famiglia protagonistaGli investimenti industriali promossi nel 900, soprattutto dopo la Seconda Guerra Mondiale, anche nell’ambito aerospaziale (un viaggio in Alabama non può dirsi completo senza una puntata ad Huntsville, sede del l’ U.S. Space & Rocket Center, considerato il più grande museo astronautico al mondo, legato al lavoro svolto da Wernher von Braun, lo scienziato che concepì i missili V2 per la Germania nazista e fu poi “assunto”, a guerra vinta, dall’esercito americano, e tra Mississippi e Louisiana è attivo il  John C. Stennis Space Center di Hancock County, il centro di collaudo della NASA) e i mutamenti di costume culminati con la lotta per i diritti civili degli afroamericani, hanno aggiornato la fisionomia del Sud, senza obliterare le componenti precedenti, ma integrandole in una combinazione complessa, ricca. Rude come il whiskey del Tennessee (da programmare una visita agli stabilimenti della Jack Daniel’s) e dolciastra come la crosticina delle BBQ Ribs, diffuse un po’ ovunque.
Tutta l’America, più in fondo dell’America, in un viaggio nel South USA.

Dalle spiagge dell’Atlantico e del Golfo del Messico agli Appalachi e al bacino del Mississippi: un tour del South USA, nell’America più verace

Viaggio nel South USA Alabama Bandiera

Nome Ufficiale: State of Alabama

Lingue: inglese (ufficiale, materno per il 95,1 % della popolazione), spagnolo (2,2 %)

Capitale: Montgomery (200.000 ab. ca)

Superficie: 135.765 kmq (30° degli USA)

Popolazione: 4.863.000 ab. circa (24° degli USA)

Principali città: Birmingham (212.000 ab. ca), Mobile (195.000 ab. ca), Huntsville (190.000 ab. ca), Tuscaloosa (98.000 ab. ca), Hoover (85.000 ab. ca)

Viaggio nel South USA Georgia Bandiera

Nome ufficiale: State of Georgia

Lingue: inglese (ufficiale, materno per l’87,35 %), spagnolo (7,42 %)

Capitale: Atlanta (472.000 ab. ca, area metropolitana 5.700.000 ab. ca)

Superficie: 153.909  kmq (24° degli USA)

Popolazione: 10.310.000  ab. circa (8° degli USA)

Città principali: Columbus (197.000 ab. ca), Augusta (197.000 ab. ca), Macon (153.000 ab. ca), Savannah (147.000 ab. ca)

Viaggio nel South USA Louisiana Bandiera

Nome Ufficiale: State of Louisiana (inglese), État de Louisiane (francese)

Lingue: inglese (91,26 %), francese (inclusi cajun e creolo, 7 %), spagnolo (3.30 %)

Capitale: Baton Rouge (228.000 ab. ca)

Superficie: 135.382 kmq (32° degli USA)

Popolazione: 4.682.000 ab. circa (25° degli USA)

Città principali: New Orleans (392.000 ab. ca, area metropolitana 1.263.000 ab. ca), Shreveport (195.000 ab. ca), Lafayette (128.000 ab. ca), Lake Charles (77.000 ab. ca)

Viaggio nel South USA North Carolina Bandiera

Nome Ufficiale: State of North Carolina

Lingue: inglese (ufficiale, materno per l’89,6 % della popolazione), spagnolo (6,93 %)

Capitale: Raleigh (459.000 ab. ca)

Superficie: 139.390 kmq (28° degli USA)

Popolazione: 10.146.000 ab. circa (47° degli USA)

Città principali: Charlotte (842.000 ab. ca), Greensboro (285.000 ab. ca), Durham (258.000 ab. ca), Winston-Salem (241.000 ab. ca)

Viaggio nel South USA South Carolina Bandiera

Nome ufficiale: State of South Carolina

Lingue: inglese (ufficiale, materno per il 94,58 % della popolazione), spagnolo (2.9 %)

Capitale: Columbia (134.000 ab. ca)

Superficie: 82.931 kmq (40° degli USA)

Popolazione: 4.961.000 ab. circa (23° degli USA)

Città principali: Charleston (135.000 ab. ca), North Carhleston (108.000 ab. ca), Mount Pleasant (81.000 ab. ca), Rock Hill (73.000 ab. ca)

Viaggio nel South USA Tennessee Bandiera

Nome ufficiale: State of Tennessee

Lingue: inglese (ufficiale, materno per il 95,2 % della popolazione), spagnolo (2.5 %)

Capitale: Nashville (684.000 ab. ca)

Superficie: 109.247 kmq (36° degli USA)

Popolazione: 6.651.000 ab. circa (16° degli USA)

Città principali: Memphis (653.000 ab. ca), Knoxville (186.000 ab. ca), Chattanooga (177.000 ab. ca), Clarksville (150.000 ab. ca)

Atlanta, capitale della Georgia, una delle principali aree metropolitane degli States: Atlanta, fondata nel 1837 e suddivisa in 242 quartieri che si diramano dai tre principali, Downtown, Midtown e Buckhead, veri cuori pulsanti della città, ospita le sedi d’importati aziende finanziarie e multinazionali, tra cui The Coca-Cola Company (imperdibile il museo – World of Coca Cola). e organi d’informazione, come la CNN. Atlanta, però, non è solo il polo economico rappresentato da un imponente skyline e da edifici di forte impatto visivo, ad esempio il grattacielo  Bank of America Plaza, che dal 1985 troneggia con la sua immagine unica e inconfondibile sull’intero downtown, 318 metri d’altezza, l’undicesimo degli USA, o i più noti impianti sportivi, si pensi al Georgia Dome (football) e alla Philips Arena (basket). Infatti nella “City in a forest”, soprannome derivante dai numerosi alberi che la ombreggiano, vide la luce il romanzo per eccellenza del Sud, Gone with the wind (da visitare la casa di Margaret Mitchell, sua autrice). Imperdibili le tracce legate al figlio più celebre di Atlanta,  Martin Luther King, il pastore protestante e leader del movimento del Southern Christian Leadership Conference, natovi nel 1929: da non perdere il Martin Luther King Jr. National Historic Site, la  Ebenezer Baptist Church, dove tutta la famiglia predicava, il Memoriale e il Center for Civil and Human Rights.

Savannah, principale porto della Georgia, fondata nel 1733 alla foce dell’omonimo fiume, romantica città giardino di impronta coloniale. L’Historic District presenta il tessuto urbano originale, disegnato da vie ortogonali che incorniciano ampie piazze simmetriche. Uno dei punti nevralgici è il City Market, squisita area pedonale che si estende su isolati di edifici d’epoca porticati e aree verdi, offrendo negozi, gallerie d’arti, bar e ristoranti. Non distante si trova Chippewa Square, la mitica fermata del bus di Forrest Gump. Rimanendo in tema di letteratura, bisogna ricordarsi che a Savannah nacque nel 1925 Flannery O’Connor  una delle massime esponenti femminili del Southern Gotich: la casa dove vide la luce, un grazioso edificio sito al 207 di E. Charlton Street, a due passi da Lafayette Square, è sede del Flannery O’Connor Childhood Home, polo museale e culturale, teatro di numerosi eventi.

Charleston, in South Carolina, sorta nel 1670 e così chiamata in onore di Re Carlo II d’Inghilterra. Questo centro portuale fu una delle realtà urbane più dinamiche e importanti nei primi decenni di vita degli Stati Uniti, come testimonia il suo centro storico, soffuso e raccolto, che unisce stilemi inglesi e francesi in un risultato di impronta creola, quasi caraibica. Lo splendore di Charleston raggiunse l’acme durante la cosiddetta Antebellum Era, o Plantation Era, la stagione di massima crescita economica e politica degli States meridionali, e fu piegato, al pari di tutto il contesto agrario – padronale, dalla Guerra di Secessione. In quel tempo la città fu il salotto culturale e mondano del Sud, esprimendo anche una notevole scena letteraria. L’atmosfera di Charleston è rimasta la stessa, signorile e distinta, tremula nell’acqua dei fiumi Ashley e Cooper che confluiscono nella baia che ha fatto la sua fortuna. L’imboccatura è ancora vegliata dal Fort Sumter National Monument, dove furono sparati i colpi di cannone che annunciavano l’inizio della Guerra Civile americana (a Charleston, vera chicca, è conservato anche il primo sottomarino ad aver affondato una nave in un’azione bellica, prototipo appartenuto ai Sudisti). Il nucleo più antico è un susseguirsi di pregevoli edifici in architettura neoclassica e georgiana, caratterizzati da facciate multicolori e giardini interni profumatissimi, come nel Rainbow Row, tavolozza di palazzotti settecenteschi. I dintorni regalano sontuose tenute padronali inserite in piantagioni, ad esempio la Drayton Hall, la McLeod Plantation e la magnifica Boone Hall Plantation, annunciata dal viale fastoso dell’Avenue of Oaks..

Outer Banks, cordone lungo 330 km di isole barriera che disegnano lo sviluppo costiero del North Carolina. Questo morbido paesaggio di dune, frequentate da cavalli selvatici e sorvegliate da fari romantici che guardano l’Oceano (come quello di Bodie Island, il neogotico Currituck o il Cape Hatteras Lighthouse, più alto edificio in mattoni degli States), vide, il 17 dicembre 1903, il primo volo dei fratelli Orville e Wilbur Wrigth, celebrato da un National Memorial.

Great Smoky Mountains National Parkarea protetta di circa 210 mila ettari, visitata da circa 11 milioni di turisti all’anno e dichiarata Patrimonio dell’UNESCO per il suo valore naturalistico (si pensi che le specie vegetali e animali censite sono circa 10 mila, mentre si stima che quasi 90 mila siano quelle non catalogate), che si estende a cavallo tra Tennessee e North Carolina. Immemorabile area di residenza degli indiani Cherokee, questa sezione degli Appalachi (la più alta in virtù dei 2037 metri del Monte Mitchell) è un mondo raccolto, sfumato: i cosiddetti Blue Ridge Mountains prendono il nome dai vapori azzurrini e bluastri che i folti boschi che ne ammantano le pendici rilasciano nell’atmosfera in brume soffuse, le stesse che giustificano l’epiteto di “smoky” usato dai primi colonizzatori europei, attratti dalle straordinarie potenzialità per l’industria del legname. Migliore base per visitare la zona è Asheville, “The Paris of The South”, località di villeggiatura alto-borghese (come testimonia la sontuosa Biltmore Estate, la Versailles degli States) che mantiene tutta la sua eleganza liberty di fine 800, ancora oggi ambita da molti facoltosi americani.

Nashville, capitale del Tennessee, l’Atene del Sud, la City Music, la patria del country dove le più grandi star artistiche degli anni ’50 e ’60 hanno mosso i primi passi. I locali Honky Tonk della centralissima Broadway risuonano di musica dal vivo ad ogni ora del giorno. Imperdibili il  Country Music Hall of Fame and Museum, 2 milioni e mezzo di oggetti in esposizione, da rari filmati d’epoca a indumenti delle star, che raccontano la nascita e l’origine del genere a partire dai padri fondatori, come Jimmie Rodgers e Hank William; gli RCA Studio B, a “home of 1000 hits”, la sala di registrazione fondata nel 1956 da Dan Maddox, dove sono state incise oltre 35000 canzoni, di cui 1000 successi da top parade e circa 260 brani di Elvis, oltre a Roy Orbison, Chet Atkins, Jim Reeves, The Everly Brothers, Charley Pride, Waylon Jennings, Dottie West, Don Gibson; il Museo dedicato a Johnny Cash, l’immortale “man in black” che riposa proprio a Nashville e il Grand Ole Opry House, noto come The Show that Made Country Music Famous, il più longevo programma radiofonico del mondo, in onda dall’8 novembre 1925. Molto importante anche il Ryman Auditorium, sede del Grand Ole Opry, dove sono passati tutti, dai padri fondatori, come Hank Williams, Patsy Cline, Marty Robbins, la Carter Family e Bill Monroe, fino alle stelle del periodo d’oro a cavallo tra anni ’50 e ’60, ad esempio Dolly Parton ed Elvis che da giovanissimo, nel 1954, vi realizzò la sua unica performance. I dintorni vantano alcune delle più prestigiose plantations del Sud, risalenti alla prima metà del XIX° secolo. L’Hermitage fu costruita dal settimo presidente U.S.A., Andrew Jackson, l’eroe di New Orleans (sua è la statua equestre di fronte alla Cattedrale di NOLA) sepolto insieme alla moglie nell’angolo di giardino dove lei amava passare i pomeriggi di primavera, mentre la vicina Bealle Meade, considerata la “queen of southern plantations”, sfornò  vari stalloni da corsa Thoroughbred, che dominarono la scena delle gare per decenni. A Belmont Mansion si apprende invece la vicenda straordinaria di Adelicia Acklen, una delle donne più ricche del suo tempo3 matrimoni, dieci figli e la capacità di gestire, durante il periodo turbolento della Guerra Civile Americana, una fortuna immensa in termini di piantagioni di cotone, proprietà fondiarie e di manodopera schiavile. Rimanendo in tema, le immediate vicinanze di Nashville offrono Franklin, teatro, nel 1864, di una delle più disastrose disfatte dei Sudisti, dove si possono visitare la Carnton Plantation e la Carter House, salva per miracolo insieme ai suoi inquilini.

Memphis, Tennessee, la grande fucina artistica e discografica dove negli anni 50-60 si sono incontrate e fuse le diverse anime etniche della musica southern.  la città – oggi la più grande dello stato con oltre 650.000 abitanti e un’area urbana di quasi 1 milione e mezzo – fu fondata sulle sue rive nel 1819, dopo decenni di frequentazioni iniziate con i Francesi, da tre possidenti di piantagioni, tra cui figurava anche Andrew Jackson, 7° Presidente degli Stati Uniti. La posizione strategica lungo il Mississippi, che continua tutt’oggi a fare di Memphis uno dei principali snodi commerciali d’America, determinò anche la scelta del nome, ispirato alla capitale egizia dell’Antico Regno, per la somiglianza paesaggistica con la valle del Nilo. Con ciò si spiegano anche i soprannomi di “The Buff City” e “The River City”. A Memphis non si possono perdere: i Sun Studio, “birthplace del Rock’n’Roll”, dove il  4 dicembre del 1956 avvenne il mitico  Million Dollar Quartet (Elvis Presley, Johhny Cash, Jerry Lee Lewis e Carl Perkins); la casa museo di W.C. Handy su Beale Street, la strada madre del blues piena di locali storici, tra cui quello di B.B. King;  lo Stax Museum, appartenente alla principale etichetta gospel del mondo; Graceland, la sontuosa dimora di Elvis; il National Civil Rights Museum, ospitato nel motel dove fu assassinato Martin Luther King, e poi a scelta la Memphis Music Hall of Fame e la Blues Hall of Fame.

New Orleans, in Louisiana, la capitale creola in bilico tra tenebre e redenzione: nei locali del French Quarter al blues si aggiungono lo zydeco, le sonorità cajun e, ovviamente, il jazz (qui nel 1901 nacque il leggendario Satchmo, Louis Armstrong), il cui tempio è la Preservation Hall. Fondamentale il New Orleans Jazz and Heritage Festival, organizzato tra aprile e maggio presso lo storico Fair Grounds Race Course, cui accorre ogni anno una media di quasi mezzo milione di spettatori. Da vedere i cimiteri che riecheggiano il sincretismo religioso voodoo, un antichissimo sistema di credenze che, traslate sul delta del Mississippi dagli schiavi africani, accentuò i propri aspetti più macabri, legati a pratiche magiche come l’utilizzo di talismani (Gris-gris) bamboline e la convinzione nell’esistenza degli zombie, aspetto tipico di questo culto. Il sostrato pagano di New Orleans, una delle poche città a maggioranza cattolica degli USA, esplode durante il Mardi Gras, il carnevale introdotto nel 1700 dai Francesi, considerato il più grande spettacolo gratuito del mondo. Notevoli il Garden District, quartiere sviluppatosi a partire dal 1832 che conserva un notevole patrimonio di dimore storiche, circondate da giardini, e la River Road, impreziosita da numerose piantagioni d’età coloniale e schiavista, come Nottoway, Frogmore, Houmas House e la celebre Oak Alley.

Montgomery, capitale dell’Alabama, una delle Best Historic Cities d’America, snodo cruciale nella stagione della lotta per i diritti civili. Si pensi al Selma To Montgomery Voting Rights Traill’itinerario di circa 80 km lungo la U.S. Route 80 che nel marzo 1965 gli abitanti afroamericani di Selma, sotto la guida di Martin Luther King, percorsero con una serie di marce finalizzate all’ottenimento della parità totale nel diritto al voto, riconosciuta nell’agosto di quell’anno (Voting Rights Act) grazie al sacrificio di sangue di tanti attivisti che lungo queste strade dell’Alabama sfidarono l’odio e l’intolleranza. Particolarmente toccante l’Edmund Pettus Bridge, dove la polizia, nel famoso Bloody Sunday, aprì il fuoco sui manifestanti. Ragguardevoli, sempre a Selma, la Brown Chapel African Methodist Episcopal Church, punto di adunata delle marce, ed il  National Voting Rights Museum.
A Montgomery si segnalano, a breve distanza dal Campidoglio, fulcro urbano e monumentale di fronte al quale protestavano i partecipanti alle marce, la King Memorial Baptist Church & Parsonage, unica chiesa in cui Martin Luther King fu stabilmente pastore, e il Rosa Parks Library and Museum, dedicato alla cosiddetta “first lady of civil rights” che nel 1955 si rifiutò di lasciare il proprio posto a sedere su un bus a un bianco e, perciò, fu incarcerata. Il suo gesto innescò il mitico boicottaggio dei mezzi pubblici di Montgomery, durato 381 giorni, fino alla sospensione delle regole segregazioniste, e coordinato dallo stesso Luther King, vicende documentate  presso il vicino  Freedom Rides Museum. Da non dimenticare il museo dedicato ad Hank Williams, il genio country autore di hit come “Hey, Good Lookin’”, “I Saw the Light,” “Jambalaya” e “Cold, Cold Heart”.

La valuta in corso in Alabama, Georgia, Louisiana, North Carolina, South Carolina e Tennessee è il dollaro statunitense.

Georgia, North Carolina, South Carolina e le contee orientali del Tennessee rientrano nella Eastern Time Zone (- 6 h dall’Italia, – 5 h durante l’ora legale), Alabama, Louisiana e le contee centro-occidentali del Tennessee nella Central Time Zone (- 7 h dall’Italia, – 6 h durante l’ora legale).

I principali aeroporti internazionali di accesso al South USA si trovano ad Atlanta e New Orleans.

Numerosi gli altri aeroporti, sia internazionali che domestici. Alabama: Birmingham (BHM), Dothan Regional Airport (DHN), Huntsville (HSV), Mobile (MOB), Montgomery (MGM); Georgia: Albany (ABY), Augusta (AGS), Brunswick Golden Isles (BQK), Columbus (CSG), Savannah (SAV), Valdosta (VLD); Louisiana: Alexandria (AEX), Baton Rouge (BTR), Lafayette (LFT), Lake Charles (LCH), Monroe (MLU), Shreveport (SHV); North Carolina: Asheville (AVL), Charlotte (CLT), Fayetteville (FAY), Greensboro (GSO), Pitt-Greenville (PGV), Jacksonville (OAJ), Coastal Carolina Regional Airport (EWN), Wilmington (WILM); South Carolina: Charleston (CHS), Columbia (CAE), Florence (FLO), Greenville (GSP), Hilton Head (HHH), Myrtle Beach (MYR); Tennessee: Tri-Cities area (Bristol, Kingsport, Johnson City, TRI), Chattanoooga (CHA), Knoxville (TYS), Memphis (MEM), Nashville (BNA).

Molto ramificata la rete ferroviaria. A fini turistici si segnalano le seguenti tratte Amtrak: Carolinian/Piedmont (New York – Raleigh – Charlotte); City of New Orelans (Chicago – Memphis – New Orleans); Crescent (New York – Atlanta – New Orleans); Silver Service/Palmetto (New York – Washington, DC – Charleston – Savannah – Jacksonville – Orlando – Tampa / Miami); Sunset Limited (New Orleans – San Antonio – Tucson – Phoenix – Los Angeles).

Abbondano le tratte turistiche in bus.

Data la ricchezza di ogni territorio, anche nelle località più defilate rispetto ai servizi di trasporto pubblico. è suggerito noleggiare un’auto, una motocicletta o un camper, in modo da poterli esplorare con calma e in autonomia, assaporandone appieno i ritmi lenti, le tradizioni, i paesaggi sconfinati.
Per noleggiare un’auto i requisiti sono: avere almeno 21 anni, patente di guida (è sufficiente la patente di guida Italiana in corso di validità); carta di credito (non electron), indispensabile per la garanzia sul noleggio; voucher prepagato di noleggio; passaporto; Biglietto aereo di A/R. Per maggiori informazioni consulta la pagina di Visit USA.
Per noleggiare una moto i requisiti sono: avere almeno 21 anni; essere in possesso di un valido documento di guida per la motocicletta (la patente di guida del proprio paese è accettata nelle location di noleggio ma si consiglia la patente internazionale poiché è una traduzione della stessa e facilita la comprensione in caso di controlli); essere in possesso di una carta di credito dei principali circuiti internazionali; anche il guidatore addizionale deve rispondere dei primi due requisiti (età e patente). Per maggiori informazioni consulta la pagina di Visit USA.

A dispetto della vastità e varietà del territorio del South USA, che va dai Monti Appalachi all’ambiente palustre del delta del Mississippi, dalle coste dell’Oceano Atlantico alle pianure dell’interno, le sue caratteristiche climatiche risultano omogenee. In base alla classificazione Köppen-Geiger, l’area ricade integralmente all’interno della zona subtropicale – umida (la stessa della Pianura Padana, con inverni miti, anche se non si escludono periodi rigidi, estate calde e umide e precipitazioni distribuite in tutto l’anno) ad eccezione delle regioni montane a cavallo tra Tennessee e North Carolina, interessate da un clima oceanico (con estati fresche e inverni non particolarmente freddi, entrambi piovosi). La scelta del periodo per un viaggio dipende, dunque, dal tipo di vacanza che si sta programmando: la regione fluviale-alluvionale è ottima durante tutto l’anno, sebbene i mesi caldi possano risultare un po’ più pesanti, e la zona degli Appalachi si presta ad attività outdoor in ogni stagione. D’estate bisogna tenere in conto la possibilità di tempeste e uragani nell’area del Golfo del Messico.

Per recarsi nel South USA, come nel resto della nazione, senza necessità di visto, usufruendo del programma “Visa Waiver Program – Viaggio senza Visto”, sono validi i seguenti passaporti: Passaporto con microchip elettronico inserito nella copertina, unico tipo di passaporto rilasciato in Italia dal 26 ottobre 2006 Passaporto a lettura ottica rilasciato o rinnovato prima del 26 ottobre 2005 Passaporto con foto digitale rilasciato fra il 26 ottobre 2005 e il 26 ottobre 2006.

Per usufruire del programma “Visa Waiver Program” (Viaggio senza visto) è necessario: viaggiare esclusivamente per affari e/o per turismo, rimanere negli Stati Uniti non più di 90 giorni e possedere un biglietto di ritorno.
In mancanza anche di uno dei requisiti elencati, è necessario richiedere il visto.
È anche richiesta obbligatoriamente l’iscrizione al programma ESTA (“Electronic System Travel Authorization”), con cui si ottiene un’autorizzazione all’imbarco su un volo per gli USA, da effettuarsi con pagamento online.

Consulta il sito Viaggiare Sicuri qui:

Viaggiare sicuri farnesina

Non è richiesta alcuna particolare vaccinazione.

Per maggiori informazioni riguardo alla situazione sanitaria negli USA rimandiamo al sito istituzionale della World Health Organization, sempre aggiornata con informazioni mediche su ogni Stato.

Consulta il sito World Health Organization qui:

Sito ufficiale Travel South

Siti enti turismo stati: Alabama, Georgia, Louisiana, North Carolina, South Carolina, Tennessee

Sito Richiesta Ufficiale ESTA

Scopri tutti i pacchetti viaggio nel South USA by Alidays… dagli Appalachi al bayou di New Orleans, dalle Outer Banks del North Carolina alla valle del Mississippi

Cosa visitare nel South USA? Quando andare al Great Smoky Mountains National Park o nelle città della musica, Nashville, Memphis e New Orleans? Negli articoli Fluidblog by Alidays puoi scoprire itinerari tematici, musei e show, consigli culinari per la tua vacanza in Alabama, Georgia, Louisiana, North Carolina, South Carolina e Tennessee!

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