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Viaggio nella Real America

Wyoming, Montana, North Dakota e South Dakota: una vacanza negli States più selvaggi, tra natura e memorie del vecchio West

Per farsi un’idea preliminare di cosa può rappresentare un viaggio nella Real America (confronta il sito ufficiale dell’Ufficio del Turismo in Italia), definizione comune che include Montana, North Dakota, South Dakota e Wyoming, si inizi a considerare il semplice elemento geografico-demografico: i quattro stati occupano oltre 1 milione di kmq (per intenderci, la medesima estensione di Francia e Germania sommate) e contano, complessivamente, 3 milioni e 250 mila abitanti, vale a dire poco più di 3 per kmq. Spazio e libertà. Wilderness e frontiera.

Eppure l’enorme territorio, che va dalla spina dorsale corrugata del Continental Divide fino al piano euclideo delle High Plains, ha rappresentato la cerniera fondamentale nella nascente identità degli USA, l’area privilegiata di espansione della giovane nazione verso Occidente. Una teoria di praterie e calanchi, foreste e fiumi, laghi e catene montuose, attraversata, prima, dalle piste dei pionieri e, poi, dalle linee ferroviarie transcontinentali.

Non è dunque casuale che proprio qui sia sorta, o almeno abbia tratto ispirazione dai suoi scenari vasti, adatti a gente rude, scabra, la prima epica americana, quella trapper e western, di nativi e cowboys, sceriffi e fuorilegge, raccontata dalle ballate country e dai grandi classici cinematografici di Hollywood. Dopo i primi contatti, a partire dal 1600, tra gli Amerindiani e i coureur des bois franco-canadesi, impegnati nel commercio illegale di pellicce, fu il Louisiana Purchase (1803), l’acquisto dalla Francia, effettuato dagli Stati Uniti, dell’ampia fascia che va da New Orleans alle Rocky Mountains, insomma di tutto il bacino idrografico Missouri-Mississippi, ad aprire la via alla penetrazione di queste regioni remote, abitate solo da Nativi, bisonti e animali selvatici.

Sorgeva l’aurora di un mito. Già l’anno successivo alla compravendita, Lewis e Clark intrapresero la loro avventurosa esplorazione, e affrontarono un inverno rigidissimo a Fort Mandan, in North Dakota, installazione costruita con pali di legno. Non si contano i siti e le attrazioni che testimoniano, intatti, quel tempo di spinta in avanti e sacrifici inauditi: Deadwood, nelle Black Hills del South Dakota, la città dei pistoleri più famosi del West durante la golden rush, con un’atmosfera alla Wild Bill Hickock e Calamity Jane, tra locali, saloon e case da gioco il cui aspetto è rimasto lo stesso di allora; la leggenda intramontabile di Buffalo Bill è vivissima nella sua Cody; la Wyoming Territorial Prison State di Laramie, dove fu recluso l’imprendibile Butch Cassidy; i siti di due episodi di fortissimo impatto storico e simbolico, la battaglia Little Big Horn, in Montana, che nel 1876 vide il trionfo dei confederati Sioux, Cheyenne e Arapaho sul settimo reggimento di cavalleria di Custer, e il massacro di Wounded Knee, perpetrato nel 1890 dall’esercito statunitense a danno dei Lakota di Big Foot nella valle omonima del South Dakota, atto d’epilogo delle guerre indiane. Ottimamente conservati, infine, i vari avamposti delle compagnie commerciali (i “trading post”), al contempo sentinelle e isole di vita civile nel mezzo del vento ululante, come Fort Union, Fort Caspar, Fort Laramie, solo per citarne alcuni.

Non avrebbe potuto essere creato che qui l’imponente complesso scultoreo di Mt. Rushmore, con i 4 presidenti (Washington, Jefferson, Lincoln e Roosevelt, l’uomo di stato cowboy che, innamorato della lande scavate dal Little Missouri River, in North Dakota, diede avvio alla politica di tutela ambientale, così importante per la Real America) che giocarono un ruolo decisivo nei frangenti più duri della storia statunitense, non lontano dal quale si sta profilando la mastodontica figura di Crazy Horse. Due opere artistiche che, iconicamente, mettono in rapporto e a confronto altrettante componenti, senz’altro di primaria importanza, della complessa fisionomia di un popolo.

I notevoli mutamenti socioeconomici intercorsi negli ultimi decenni (si pensi, ad esempio, alla cospicua diffusione del turismo, in grado di offrire strutture ricettive che rileggono con raffinatezza l’ospitalità western e un ottimo panorama culinario, specie nei Parchi, o allo sfruttamento del petrolio in North Dakota), non hanno scalfito il tessuto agricolo e rurale della zona, apprezzabile appieno durante una vacanza nella Real America. Gli antichi mestieri e le tradizioni – si pensi ai Frontier Days di Cheyenne, il più grande festival di rodei al mondo, alla sapienza manuale degli artigiani di selle, lazzi e cordami, espressa ad altissimi livelli presso la King’s Saddlery di Sheridan, o ai powwow delle Riserve tribali – non rappresentano stanche manifestazione di folklore, germinando semmai da una linfa tenace, fedele alla propria radice.

Ciò può spiegarsi in riferimento all’elemento costante, che condiziona con potere immutabile la vita dell’uomo di queste terre. La natura. La protagonista incontrastata di qualsiasi tour della Real America, tutelata da 6 Parchi Nazionali (Badlands National Park, Grand Teton National Park, Theodore Roosevelt National Park, Wind Cave National Park, Glacier National Park e Yellowstone National Park, questi ultimi due Patrimoni UNESCO), 18 National Forest e 7 National Grasslands (tra cui la più grande degli USA, il Little Missouri National Grassland, oltre 480.000 ettari, pari al Molise) di praterie rase, infinite), oltre a decine di siti del National Landscape Conservation System e altre aree protette minori. D’altro canto lo Yellowstone Greater Ecosystem costituisce l’ultimo lacerto esistente di ecosistema terrestre temperato dell’emisfero settentrionale. La meta perfetta tanto per una vacanza invernale (rinomatissime le stazioni sciistiche di Jackson Hole,  meta V.I.P. del Wyoming, Big Sky Resort, il più grande comprensorio di piste degli USA, in Montana, al pari di Red Lodge), all’insegna di attività outdoor nella neve, quanto estiva, un sogno per gli amanti di camminate, trekking e pesca. In ogni stagione, l’osservazione della fauna selvatica (bisonti, lupi, grizzly, coyote, wapiti, alci etc.) regala sensazioni primordiali. Una scaturigine diretta dal nostro inconscio animale, più inesauribile di qualsiasi convenzione e costume. La libertà… il migliore sinonimo di Real America!

Una panoramica su cosa fare nella Real America, tra Rocky Mountains e Black Hills, Yellowstone, Grand Teton e Glacier National Park

Viaggio nella Real America Montana Bandiera

Nome Ufficiale: State of Montana

Lingue: inglese (ufficiale), spagnolo e idiomi nativi

Capitale: Helena (31.000 ab. ca)

Superficie: 380.800 kmq (4° degli USA)

Popolazione: 1.042.000 ab. circa (44° degli USA)

Principali città: Billings (110.000 ab. ca), Missoula (72.000 ab. ca), Great Falls (59.099 ab. ca), Bozeman (45.000 ab. ca), Butte (34.000 ab. ca)

Viaggio nella Real America North Dakota Bandiera

Nome Ufficiale: State of North Dakota

Lingue: inglese (ufficiale), tedesco e idiomi nativi

Capitale: Bismarck (72.000 ab. ca)

Superficie: 183.108 kmq (19° degli USA)

Popolazione: 758.000 ab. circa (47° degli USA)

Città principali: Fargo (120.000 ab. ca), Grand Forks (57.000 ab. ca), Minot (49.000 ab. ca), West Fargo (35.000 ab. ca)

Viaggio nella Real America South Dakota Bandiera

Nome Ufficiale: State of South Dakota

Lingue: inglese (ufficiale), tedesco e idiomi nativi (Lakota e Dakota)

Capitale: Pierre (14.000 ab. ca)

Superficie: 199.729 kmq (17° degli USA)

Popolazione: 865.000 ab. circa (46° degli USA)

Città principali: Sioux Falls (174.000 ab. ca), Rapid City (74.000 ab. ca), Aberdeen (28.000 ab. ca), Brookings (24.000 ab. ca)

Viaggio nella Real America Wyoming Bandiera

Nome ufficiale: State of Wyoming

Lingue: inglese (ufficiale), spagnolo e idiomi nativi

Capitale: Cheyenne (64.000 ab. ca)

Superficie: 253.600 kmq (10° degli USA)

Popolazione: 585.500 ab. circa (50° degli USA)

Città principali: Casper (56.000 ab. ca), Laramie (31.000 ab. ca), Gilette (29.000 ab. ca), Rock Springs (23.000 ab. ca)

Mt. Rushmore, nelle Black Hills del South Dakota, con i volti scolpiti dei Presidenti fondativi della nazione, Washington, Jefferson, Roosevelt e Lincoln, realizzato tra 1927 e 1941 dal progettista Gutzon Borglum e oltre 400 operai. Non distante sta delineandosi con lentezza (i lavori iniziarono negli anni 40 sotto la direzione del polacco Korczak Ziolkowski) il profilo mastodontico del Crazy Horse Memorial, destinato a divenire la scultura più grande del mondo. La sua testa misurerà 27 metri, contro i 18 di Washington & C., per un complesso monumentale di oltre 190 metri d’altezza che non percepisce alcun finanziamento pubblico, ma si appoggia solo sugli introiti derivanti dalle visite.

Il Greater Yellowstone Ecosystem, l’ultimo frammento intatto di ecosistema terrestre temperato dell’emisfero settentrionale, a cavallo tra Wyoming, Montana e Idaho. I pezzi pregiati di questa cintura pressoché ininterrotta di parchi e zone protette che copre circa 80.000 mq (più o meno l’estensione dell’Austria) sono lo Yellowstone National Park dichiarato Patrimonio UNESCO grazie allo straordinario valore non solo ambientale ed ecologico, ma anche geologico, testimoniato dalla massima concentrazione mondiale di geyser (più di 300, vale a dire due terzi di quelli presenti sulla Terra) e dagli oltre 10.000 siti che esibiscono attività geotermali, e il Grand Teton National Park, dominato dalle vette più giovani delle Rocky Mountains (alte oltre i 4000 metri, simili a un seno, teton nel francese dei primi trapper), che ospita oltre 1000 piante, distribuite in quattro differenti biotopi, da quello umido a quello alpino, e i grandi esemplari della fauna nordamericana (bisonti, cervi, alci, wapiti, capre di montagna, antilocapre, puma, grizzly, orso nero, lupi, coyote), diffusi peraltro in tutta la regione.

Il Patrimonio UNESCO del Glacier National Park, oltre 4000 km quadrati estesi nel Montana, con sconfinamenti in Canada che lo connettono al Waterton Lakes National Park. Si tratta di un enorme ecosistema continentale di wilderness incontaminata. Il nome deriva dall’azione creatrice dei ghiacciai che hanno scavato nel corso dei millenni profonde valli, punteggiate da circa 130 laghi sulla cui superficie cristallina si riflettono le creste aguzze delle Rocky Mountains. Praterie rigogliose, boschi impenetrabili, e ancora tundra e crepacci inospitali, sono dimora di 1000 specie vegetali e circa 400 animali, tra i quali spiccano grizzly, alci e le meditabonde capre delle nevi, simbolo ufficiale del Parco.

Theodore Roosvelt National Park, area protetta intitolata al 26° Presidente USA e Premio Nobel che, grande appassionato di caccia e della vita selvaggia del West, vi trascorse una stagione decisiva per la propria vita nel 1883, quando aveva 25 anni. I 285 kmq del Parco (suddivisi in tre sezioni: North Unit, South Unit ed Elkorn Ranch Unit) si allargano nella zona sud occidentale del North Dakota, non distante dal Montana. Da Medora (teatro, da giugno a settembre, di un musical in stile Broadway di ambientazione western che si tiene nel Burning Hills Amphitheatre, con lo sfondo delle Badlands) si accede alla teoria di calanchi d’argilla e sabbia, lame rugginose frammiste a prati brulli e riarsi, scavata dal Little Missouri River. Tra le formazioni geologiche più notevoli compaiono gli hoodos, i nostri camini delle fate, e le cosiddette “cannonball concrations”, pietre levigate a forma di proiettili giganteschi. La fauna annovera, oltre agli iconici bisonti, coyote, wapiti, cavalli selvatici, i teneri roditori detti cani delle praterie, sui cui movimenti terrestri volteggiano i cerchi perfetti dell’aquila calva.

Devils Tower, monolite di roccia ignea che si staglia per circa 400 metri sullo scenario delle  Bear Lodge Mountains, in Wyoming, è il primo National Monument degli USA. Il nome inglese è l’errata traduzione di quello nativo, “Torre dell’Orso”, legato a una leggenda che vedeva protagonista il Grande Spirito delle teologie amerindie, il quale avrebbe salvato sette vergini dall’agguato di un enorme orso che incise con le unghie le profonde scanalature della roccia nel tentativo di afferrarle dalla cima su cui erano state prodigiosamente poste al sicuro per poi divenire, assurte in cielo. Steven Spielberg scelse questo luogo surreale per girarvi scene di Incontri ravvicinati del terzo tipo, uscito nel 1977.

Cody, legata a un mito dell’epopea americana e della sua aspirazione insaziabile di spazio e futuro, Buffalo Bill, il William Frederick Cody che contribuì alla nascita di questo villaggio nel selvaggio Wyoming, fondandovi nel 1902 l’Irma Hotel, rimasto intatto, e favorendo grazie ad amicizie influenti la costruzione di imponenti infrastrutture, una su tutte la Buffalo Bill Dam, la diga più grande del mondo al momento della sua costruzione. Il Buffalo Bill Center of the West, un complesso espositivo affiliato al prestigioso Smithsonian Institution di Washington, formato da 5 musei per 31 mila metri quadrati complessivi, è stato inserito dal New York Times nella lista delle più importanti raccolte degli USA. .

Badlands National Park, in South Dakota, magnifica teoria di calanchi e affioramenti di arenaria e granito, estesa quasi 1000 kmq, scarnificati dagli agenti atmosferici, che creano un paesaggio pietrificato, osseo, in cui si aggirano Nativi e bisonti.

La civiltà dei Nativi americani, che sopravvive in numerose riserve, soprattutto in South Dakota, come la Pine Ridge Indian Reservation, la Cheyenne River Indian Reservation e la Crow Creek Indian Reservation. Imperdibili i Powwow, chiamati anche wacipi dagli indiani Dakota, Lakota e Nakota, eventi sociali che, nel periodo estivo, prevedono una ricca ritualità di celebrazioni e danze dal profondo significato cosmologico, religioso e politico. In tale contesto un ruolo del tutto particolare è rivestito dal bisonte, animale sacro. Il suo valore simbolico e culturale del bisonte è stato raccontato dal film vincitore di sette premi Oscar “Balla coi Lupi”, diretto nel 1990 da Kevin Costner nella regione delle Black Hills. Alle porte di Rapid City, il regista ha fondato Tatanka: story of the bison, centro multimediale finalizzato a preservare l’etnia Lakota e il suo rapporto ancestrale con il grande mammifero delle praterie.

Le spettacolari strade scenografiche che attraversano queste terre sconfinate e incontaminate. Si segnalano, per caratteristiche uniche, la Buffalo Bill Cody Scenic Byway (da Buffalo allo Yellowstone, in Wyoming), la Beartooth Highway (tra Montana e Wyoming, definita la strada più bella d’America), la Going-to-the-Sun Road del Glacier National Park e la Native American Scenic Byway, tra North e South Dakota.

La valuta in corso negli stati della Real America è il dollaro statunitense.

Gli stati della Real America ricadono sotto la Central Time Zone (- 7 h dall’Italia, – 6 h durante l’ora legale: Minneapolis e contee centro-orientali di North Dakota e South Dakota) e la Mountain Time Zone (- 8 h dall’Italia, – 7 h durante l’ora legale: Denver, contee occidentali di North Dakota e South Dakota, Montana e Wyoming).

I principali aeroporti internazionali di accesso alla Real America si trovano a Denver e Minneapolis–Saint Paul.

Numerosi gli aeroporti domestici. Montana: Billings (BIL), Bozeman (BZN), Butte (BTM), Great Falls (GTF), Helena (HLN), Kalispell (FCA), Missoula (MSO); North Dakota: Bismarck (BIS), Fargo (FAR), Grand Forks (GFK), Minot (MOT), Williston (ISN); South Dakota: Aberdeen (ABR), Huron (HON), Pierre (PIR), Rapid City (RAP), Sioux Falls (FSD), Watertown (ATY); Wyoming: Casper (CPR), Cheyenne (CYS), Cody (COD), Gillette (GIL), Jackson Hole (JAC), Riverton (RIW), Sheridan (SHR).

La regione è attraversata dalla linea ferroviaria Empire Builder dell’Amtrak, che va da Chicago a Portland e Seattle. Effettua, nella Real America, fermate a Minneapolis (Minnesota), Fargo, Grand Forks, Devils Lake, Rugby, Minot, Stanley, Williston (North Dakota), Wolf Point, Glasgow, Malta, Havre, Shelby, Cut Bank, Browning, East Glacier Park, Essex, West Glacier, Whitefish, Libby(South Dakota), Sandpoint (Idaho).

La linea di bus Greyhound serve Cheyenne, Laramie, Rock Springs e Rawlins in Wyoming, oltre a Denver e Minneapolis.

Data la vastità del territorio, e la relativa rarità di mezzi di trasporto pubblico, è suggerito noleggiare un’auto, una motocicletta o un camper, in modo da poterlo esplorare con calma e in autonomia, godendosi appieno la wilderness sconfinata dei suoi paesaggi.
Per noleggiare un’auto i requisiti sono: avere almeno 21 anni, patente di guida (è sufficiente la patente di guida Italiana in corso di validità); carta di credito (non electron), indispensabile per la garanzia sul noleggio; voucher prepagato di noleggio; passaporto; Biglietto aereo di A/R. Per maggiori informazioni consulta la pagina di Visit USA.
Per noleggiare una moto i requisiti sono: avere almeno 21 anni; essere in possesso di un valido documento di guida per la motocicletta (la patente di guida del proprio paese è accettata nelle location di noleggio ma si consiglia la patente internazionale poiché è una traduzione della stessa e facilita la comprensione in caso di controlli); essere in possesso di una carta di credito dei principali circuiti internazionali; anche il guidatore addizionale deve rispondere dei primi due requisiti (età e patente). Per maggiori informazioni consulta la pagina di Visit USA.

Le diverse stagioni esaltano i vari aspetti della Real America. L’inverno, da ottobre a fine aprile, è molto nevoso e rigido, facendo registrare temperature minime da record, e si presta a una ricca gamma di attività sportive (sci, snowboard, ciaspolate, dog sledding e motoslitta) e naturalistiche (winter wildlife viewing). Queste non mancano nemmeno durante i mesi di primavera ed estate, caratterizzati da giornate soleggiate  e gradevoli, con punte di calore fino ai 27 °C, e notevoli escursioni termiche notturne. L’autunno risulta, decisamente, il periodo più variabile e imprevedibile.
Si consiglia in ogni stagione un abbigliamento a strati.

Per recarsi nella Real America, come in tutti gli USA, senza necessità di visto, usufruendo del programma “Visa Waiver Program – Viaggio senza Visto”, sono validi i seguenti passaporti: Passaporto con microchip elettronico inserito nella copertina, unico tipo di passaporto rilasciato in Italia dal 26 ottobre 2006 Passaporto a lettura ottica rilasciato o rinnovato prima del 26 ottobre 2005 Passaporto con foto digitale rilasciato fra il 26 ottobre 2005 e il 26 ottobre 2006.

Per usufruire del programma “Visa Waiver Program” (Viaggio senza visto) è necessario: viaggiare esclusivamente per affari e/o per turismo, rimanere negli Stati Uniti non più di 90 giorni e possedere un biglietto di ritorno.
In mancanza anche di uno dei requisiti elencati, è necessario richiedere il visto.
È anche richiesta obbligatoriamente l’iscrizione al programma ESTA (“Electronic System Travel Authorization”), con cui si ottiene un’autorizzazione all’imbarco su un volo per gli USA, da effettuarsi con pagamento online.

Consulta il sito Viaggiare Sicuri qui:

Viaggiare sicuri farnesina

Non è richiesta alcuna particolare vaccinazione.

Per maggiori informazioni riguardo alla situazione sanitaria negli USA rimandiamo al sito istituzionale della World Health Organization, sempre aggiornata con informazioni mediche su ogni Stato.

Consulta il sito World Health Organization qui:

Scopri tutti i pacchetti viaggio nella Real America by Alidays… dalle Rocky Mountains alle praterie sconfinate, patria di bisonti e Nativi

Cosa visitare nella Real America? Quando andare allo Yellowstone o a Mt. Rushmore? Negli articoli Fluidblog by Alidays puoi scoprire idee, itinerari estivi e invernali, consigli su strade panoramiche e riserve indiane per la tua vacanza in Wyoming, Montana, North Dakota e South Dakota!

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