Viaggio nelle Rocky Mountains invernali

Idee per una vacanza invernale nelle Montagne Rocciose, alla scoperta dell’America più selvaggia, tra sport, avventura e natura

Un viaggio nelle Rocky Mountains invernali permette di immergersi nella wilderness più spettacolare degli Stati Uniti. Da metà ottobre a metà aprile la Real America, i cui scenari mostrano il volto originario, in termini paesaggistici e ecologici, del continente nordamericano, si veste di un abito candido, scintillante, grazie a immancabili e abbondanti precipitazioni di neve, definita dagli esperti “powder”, vale a dire secca, polverosa, ideale per una gamma molto variegata di sport invernali. E non solo. Infatti una vacanza nelle Rocciose durante la stagione fredda non si riduce a una semplice “settimana bianca”. Qui, dallo Yellowstone al Glacier, dal Grand Teton alle Black Hills, il viaggiatore riassapora l’esperienza primordiale del confronto con una natura vergine, tanto maestosa quanto impenetrabile, silente. Le sensazioni da trapper sono circoscritte alle escursioni outdoor, per lasciare poi spazio al comfort di un’accoglienza di altissimo livello. Andiamo a scoprire tutte le attività che offrono le Rocky Mountains in inverno.

Scii e snowboard

Viaggio nelle Rocky Mountains invernali

Sci alpino, nordico, di fondo, fuori pista. Centinaia di chilometri di piste e una neve farinosa, secca. Percorsi che si addentrano in contesti naturalistici intatti dove non è raro, nel corso di un’uscita racchette alla mano, incontrare i regali esemplari della fauna del Nord America. Un viaggio nelle Rocky Mountains invernali può rivelare, agli appassionati, un paradiso insospettato, rispetto al quale le montagne europee rischiano di impallidire. Il Montana è lo stato che vanta il maggior numero di località attrezzate, ben 16. Tra esse spicca Big Sky Resort, il più grande comprensorio sciistico degli USA, con 23 kmq quadrati di piste percorribili e 150 km lineari, dominati dalla mole appuntita del Lone Peak (3400 metri), alle porte dell’ingresso settentrionale allo Yellowstone National Park. Gli oltre 1300 metri di dislivello raggiunti dai circuiti, le 27 seggiovie, i 10 metri di neve all’anno e un anello nordico d’avanguardia ne fanno un fiore all’occhiello di livello internazionale. Altra importante stazione d’alta quota del Montana è Whitefish Mountain Resort, nel Glacier National Park, si estende per 12 kmq, distribuiti su 91 piste, tra 1300 e 2100 metri, che ne fanno la quarta negli Stati Uniti. Qui cadono circa 7 metri di neve ogni anno. Dal 1947 si tratta di una delle destinazioni invernali maggiormente apprezzate dagli Americani. Da non sottovalutare, infine, la splendida Red Lodge Mountain, lungo le falde delle Beartooth Mountains, catena satellite delle Rocciose (tocca i 3900 metri), appartenente allo Greater Yellowstone Ecosystem, l’ultimo frammento di ambiente nordamericano preservatosi intatto. Dei 6.5 kmq di piste segnaliamo l’interessantissimo Red Lodge Nordic Center, con 16 km di sentieri battuti che permettono di esplorare foreste di pini e pioppi neri.
Scendendo in Wyoming, troviamo Jackson Hole, una delle mete V.I.P. per eccellenza negli Stati Uniti, alle porte del Grand Teton National Park, il cui Mountain Resort (che include Teton Village) si sviluppa tra 1260 e 3185 metri, con piste molto impegnative (circa il 50 %) e punti a dir poco mozzafiato, come il Corbets’ Couloir, trampolino roccioso da cui si spicca un salto di 6 metri, definito la più paurosa sfida sciistica d’America. Altrettanta adrenalina si prova con l’heli skiing, mentre chi è in cerca di tragitti lunghi, adatti a una paziente scoperta del territorio, non potrà perdersi gli anelli di sci di fondo dello Olas J. Murie Ranch, intitolato al suo proprietario, precursore dello studio sulle alci. Jackson Hole è anche una delle destinazioni preferite dagli amanti dello snowboard, specie per chi pratica il freeride. Anche le altre località offrono possibilità mozzafiato.

Viaggio nelle Rocky Mountains invernali snowboard

Ciaspolate

Viaggio nelle Rocky Mountains invernali Ciaspole

Proseguiamo il nostro viaggio nelle Rocky Mountains invernali parlando delle escursioni con le ciaspole, o racchette da neve. In questo caso i percorsi si estendono anche ad aree meno impervie da un punto di vista orografico, ma comunque soggette a frequenti precipitazioni nevose. Il North Dakota, ad esempio, offre numerose aree preposte allo snowshoeing, che, va ricordato, interessano sezioni vergini, non battute dalle piste di sci di fondo. Meritevoli di essere presi in considerazione i parchi statali di Cross Ranch, Turtle River e Lake Metigoshe, oltre al Knife River Indian Villages National Historic Site,  che preserva tre centri abitati degli Hidatsa, il “popolo dei salici” (appartenenti alla galassia dei Northern Plains Indians), insediatisi nel corso del 1600 lungo le rive di questo affluente del Missouri. Anche il Theodore Roosevelt National Park, l’area protetta più visitata, prevede zone destinate al cross-country: una ciaspolata consente di ammirare sotto una veste particolare, possente e colossale, le formazioni geologiche lavorate dal Little Missouri River e dagli agenti atmosferici, su tutte gli hoodos, i nostri camini delle fate, e le cosiddette “cannonball concrations”, pietre levigate a forma di proiettili giganteschi, oppure l’orizzonte infinito del Little Missouri National Grassland, oltre 480.000 ettari (per intenderci, il Molise) di praterie rase, infinite.
Meta preferenziale per una ciaspolata in South Dakota è la Black Hills National Forest, grazie a circa 96 km di sentieri che permettono di affondare nel silenzio bianco dei boschi, fittissimi, che ammantano questo acrocoro ruvido. Davvero eccezionale il George S. Mickelson Trail, itinerario di 175 km ricavato da un precedente tracciato ferroviario, con più di 100 ponti e 4 tunnels, dal sapore western deciso, agevole anche per i principianti.
Tornando in Montana, si consiglia di partire dal Glacier Outdoor Center, a meno di 1 km dall’ingresso ovest del Parco, per inoltrarsi nel Patrimonio UNESCO modellato dai ghiacciai e punteggiato da 130 laghetti alpini, tra praterie rigogliose, boschi impenetrabili e ancora, tundra e crepacci inospitali, dimora di 1000 specie vegetali e circa 400 animali, tra i quali spiccano grizzly, alci e le meditabonde capre delle nevi. In Wyoming segnaliamo, oltre alla solita Jackson Hole e al Grand Teton National Park, la Snowy Range Ski Area, vicino a Saratoga, all’interno della Medicine Bow National Forest, dotata di ben 661 km, dei quali metà battuti, che si diramano tra le alture della Sierra Madre Range, superando i 3000 metri d’altezza.
Da tenere presente che, durante un’esperienza di snowshoeing, non è raro imbattersi in animali selvatici, quindi è consigliabile scegliere tour guidati da un accompagnatore esperto.

Motoslitta

Viaggio nelle Rocky Mountains motoslitta

Nessuna patente e facilità di guida. Basta poco per godersi le emozioni sfreccianti, panoramiche, di un’escursione in motoslitta. I 4 stati della Real America vantano oltre 20.000 km di piste… insomma, c’è di che divertirsi. In North Dakota spicca il Pembina Gorge, una State Recreation Area attraversata da 680 km di tracciati per snowmobile, che si connettono a quelli del Minnesota e del Manitoba, in Canada. Il morbido paesaggio di highlands agricole assume, sotto la coltre bianca, un aspetto da profondo Nord. Rilevanti anche i  320 km dell’East Central Valley, gomitolo di sentieri gravitanti intorno a Fargo, ottima base dalla frizzante vita notturna.
Le Black Hills del South Dakota mettono a disposizione 560 km di piste, particolarmente accattivanti date le caratteristiche orografiche del territorio, dolomitico e accidentato, tanto che il loro “trail” è considerato, da molte riviste specializzate, il migliore degli USA. Ottime basi lo Spearfish Canyon Lodge e il Trailshead Lodge, il cui parco mezzi conta 36 motoslitte e tutti le attrezzature necessarie.
La punta di diamante del Wyoming è senz’altro il Continental Divide Snowmobile Trail System, 430 km da Lander, passando per il Togwotee, fino al Grand Teton, con estensioni nello Yellowstone, lungo lo spartiacque del Nord America.

Slitte con i cani

Viaggio nelle Rocky Mountains invernali Winter Woods Dog Sled Tours, Whitefish

Un viaggio nelle Rocky Mountains invernali sarebbe incompleto senza provare il dog sledding, vale a dire la slitta trainata dai cani, simbolo per eccellenza delle regioni nordiche. Il Montana abbonda di strutture specializzate, dalla zona del Glacier allo Yellowstone, incluso il Whitefish Mountain Resort, e organizza due importanti e affollate competizioni: a Seely Lake, la seconda settimana di gennaio, si ritrova la crème dei musher (nome dei conducenti) di 48 stati americani e del Canada, pronti a sfidarsi su 320 km di percorso, mentre a febbraio la Race to the Sky  (alla lettera “corsa verso il cielo”), che commemora il ruolo nella Seconda Guerra Mondiale di Camp Rimini, base di addestramento nel traino delle slitte, si snoda per 563 km ed è inserita nei 5 principali appuntamenti a livello internazionale. Si tiene, però, in Wyoming, a Jackson Hole, il cosiddetto Super Bowl del dog sledding, cioè il Pedigree Stage Stop Race, una otto giorni che, tra fine gennaio e inizio febbraio, richiama i massimi campioni della disciplina e prevede, unicum nel suo genere, delle fermate (gli “stage stop”) nei vari villaggi toccati, dove si organizzano feste e celebrazioni di benvenuto. Anche qui non mancano escursioni guidate tra i meravigliosi paesaggi del Grand Teton.

Viaggio nelle Rocky Mountains invernali dog sledding

Arrampicata su ghiaccio

Viaggio nelle Rocky Mountains invernali iceclimbing

Per chi è in cerca di emozioni estreme, una vacanza d’inverno nelle Rocky Mountains ha in serbo sfide all’altezza dei più audaci, soprattutto nell’ambito dell’ice climbing. Lo Hyalite Canyon, presso Bozeman, in Montana, è la più prestigiosa palestra di arrampicata sul ghiaccio in tutti gli Stati Uniti. Vi sono allenate stelle dell’alpinismo come Pat Callis, Jack Tackle, Alex Lowe e Doug Chabot, affinando le proprie capacità sugli oltre 160 punti di scalata, tra i quali si distinguono Genesis, East Forks e Flanders. A inizio dicembre ospita il ricco calendario di appuntamenti del Bozeman Ice Festival. Anche il Glacier National Park, non potrebbe essere altrimenti, presenta interessanti itinerari.
Un’altra meta ambitissima è, nel Wyoming, la Shoshone National Forest, 1 milioni di ettari, a ridosso dello Yellowstone, che includono il rilievo più alto dello stato, il Gannet Peak (4209 metri), altre sette cime oltre i 4100 e oltre 200 vie d’arrampicata che salgono al circo polare detto Cirque of The Towers. Facile comprendere quanti stimoli possa trovarvi un appassionato. La vicina Cody, la città di Buffalo Bill, ospita, a inizio febbraio, il rinomato Cody Ice Climbing Festival. Un best kept secret del Cow Boy State è il Fremont Lake, 5 km Nord di Pineadle, la cui sezione settentrionale si ghiaccia, d’inverno, offrendo così interessanti possibilità di scalata, quali The Wall e The Blue Romm, entrambe alte intorno ai 15 metri. Non può mancare, infine, l’onnipresente Jackson, col suo Teton Ice Park, adatto per chi intenda approcciarsi a questo sport, sfidando le pareti scuola di 12 metri.

Wildlife Watching

Viaggio nelle Rocky Mountains invernali wildlife watching

Come è noto il Greater Yellowstone Ecosystem rappresenta l’ultimo frammento intatto di ecosistema terrestre temperato dell’emisfero settentrionale. Quest’area, estesa tra Wyoming, Montana e Idaho, racchiude una cintura pressoché ininterrotta di parchi e zone protette che copre circa 80.000 mq (più o meno l’estensione dell’Austria): oltre allo Yellowstone National Park, il Grand Teton National Park, la Gallatin National Forest, la Custer National Forest, la Caribou-Targhee National Forest, la Bridger-Teton National Forest, la Shoshone National Forest e il National Elk Refuge. Il territorio è dimora degli animali simbolo della fauna nordamericana e si presta a sensazionali safari invernali coordinati da guide naturaliste. Il Northern Range, in Montana, la zona settentrionale dello Yellowstone (l’unica praticabile nella stagione fredda), vanta la principale abbondanza e ricchezza in termini di wildlife, tanto da essersi guadagnata il soprannome di Serengeti d’America. Il suo re indiscusso è il lupo grigio nordoccidentale, sterminato intorno a metà degli anni 20 del 900 e reintrodotto nel 1995. Diffusosi nuovamente in branchi numerosi, ha contribuito, mediante la sua attività predatoria, a ripristinare i flussi naturali della catena alimentare, con ricadute più ampie rispetto all’ambito della biodiversità, tali da estendersi addirittura ad effetti sull’idrografia e la morfologia. Per gli altri animali si può usufruire di escursioni specifiche. Ad esempio Jackson ospita, nel National Elk Refuge, la più grande mandria di wapiti del mondo, circa 25000 individui, che ogni inverno migrano in massa dal vicino Yellowstone. Curiosità: gli abitanti del luogo sono molto affezionati a questi cervidi poiché, in occasione della nevicata del 1948-49, che aveva isolato tutto il West, furono provvidenziali nello spianare una improvvisata pista d’atterraggio, anche grazie all’acume dei gestori del parco, i quali pensarono di spostare, quotidianamente, il punto in cui sostavano con i carri a cavalli (gli stessi usati nelle escursioni organizzate) che distribuivano il fieno, in modo da farsi seguire. I bisonti sono frequenti a Yellowstone – dove si radunano n branco intorno ai gayser – e nel Theodore Roosevelt National Park. A Dubois, Wyoming, si vista il  National Bighorn Sheep Interpretive Center, che organizza anche tour di visita alla più grande mandria allo stato brado, presente negli States, di queste mansuete pecore selvatiche dalle corna ricurve, insediate sulle Whiskey Mountains. Frequenti, un po’ ovunque, gli avvistamenti di coyote in cerca di cibo lungo le strade, data la scarsità di approvvigionamenti causata dalla neve.

Viaggio Rocky Mountains Invernali National Elk Refuge

Hot springs e ospitalità

Viaggio nelle Rocky Mountains invernali Hot Springs

Un viaggio nelle Rocky Mountains invernali non prevede soltanto attività sportive o avventure in stile unlimited. Non mancano infatti le occasioni di relax e riposo. A partire dalle ingenti risorse geotermali. A proposito va sempre ricordato che  Yellowstone registra la massima concentrazione mondiale di geyser – più di 300, vale a dire due terzi di quelli presenti sulla Terra – e oltre 10.000 hot springs, sorgenti d’acqua cada e sulfurea. Thermopolis, in Wyoming, un nome che è un programma, propone al turista l’Hot Springs State Park, considerata la più grande fonte termale e minerale calda del pianeta. Ogni giorno 37.000 litri di acqua a 57° gradi sgorgano da terrazze colorate disposte intorno al Big Horn River, raccogliendosi in calderoni ribollente. Adeguatamente incanalata e intiepidita, va ad alimentare piscine, SPA e strutture alberghiere che, oltre al beneficio salubre della risorsa idrica, coccolano il visitatore con massaggi e trattamenti terapici (cfr. qui tutti i dettagli). Il Montana non è da meno, con una capillare rete di siti termali. Al Chico Hot Springs Resort and Day Spa di Pray, 50 km a Nord di Yellowstone, si respira un’atmosfera d’altri tempi: infatti la struttura, inaugurata nel 1900 e inserita nel National Register of Historic Places, conserva quel fascino da epoca pionieristica, coniugandola con tutte le innovazioni in termini di servizi e comfort.
L’accenno a un hotel storico ci dà l’opportunità per parlare di un’altra peculiarità delle Rocky Mountains, vale a dire le realtà ricettive di altissimo livello – basti pensare al distretto di Jackosn Hole – che fondono, nel deciso carattere western, la quintessenza dell’eleganza, e permettono di assaporare il meglio di questa terra selvaggia, dalle specialità culinarie, interpretate da famosi chef, alle birre e ai whiskey artigianali.

Festività nelle Rocky Mountains

Viaggio nelle Rocky Mountains invernali Natale

Abbiamo già fatto cenno agli appuntamenti legati alle gare di dog sledding. Un viaggio nelle Rocky Mountains invernali, però, può anche costituire l’occasione per trascorrere il Natale in uno scenario, imbiancato e idilliaco, un presepio a dimensioni reali, che ne esalti il sapore di caloroso ritrovo. Non mancano, inoltre, una serie di interessanti celebrazioni che cadono durante le festività. La piazzetta centrale di Jackson, annunciata dal pittoresco arco trionfale di corna di cervo, si veste, in occasione del Town Square Lighting, come una illustrazione di un libro di favole: la cornice di case e abeti, che paiono ricavati nel pan di zucchero, vengono addobbati di luminarie, mentre Babbo Natale fa il suo ingresso tra banchetti di dolciumi e giocattoli. A Rapid City, South Dakota, il punto di partenza preferenziale per scoprire la regione delle Black Hills (e le sue attrattive: Mt. Rushmore, Crazy Horse Memorial e Badlands National Park), si organizza la Festival of Lights Parade, evento che richiama circa 30.000 visitatori, attratti da questo “carnevale” a tema natalizio corredato da concerti e appuntamenti gastronomici.
Da appuntarsi che Denver, porta d’accesso privilegiata alle Rocky, ospita il festival di luminarie più grande del mondo (da fine novembre a inizio gennaio), il Blossoms of Light, che infiocchettano i Public Gardens di 1 milione di lucine scintillanti, disposti in installazioni artistiche. Il miglior benvenuto nella Real America!

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