In viaggio tra gli osservatori astronomici del Cile

I principali osservatori astronomici del Cile, dall’ALMA al Cerro Paranal, da La Silla al Cerro Tololo, in un itinerario tra il deserto di Atacama e le Ande

Gli osservatori astronomici del Cile rappresentano l’eccellenza nell’ambito delle “specole” terrestri e rendono il paese sudamericano non solo uno dei principali poli di ricerca scientifica e cosmologica del pianeta, ma anche la meta ideale per un turismo dedicato a studiosi ed amatori che qui, oltre alla possibilità di visitare centri fondamentali nell’ambito della loro passione, hanno a disposizione una natura estrema e incontaminata.

Sono state proprio le caratteristiche ambientali ed atmosferiche del Cile, specie nella porzione settentrionale, occupata dal deserto di Atacama, a far sì che sia stato prescelto da parte delle massime associazioni intergovernative, su tutte l’ESO (European Southern Observatory, l’Organizzazione europea per la ricerca astronomica nell’emisfero australe, che raccoglie 16 nazioni), quale capitale indiscussa dell’astrofisica contemporanea: presenza antropica a dir poco rarefatta, il che implica assenza di inquinamento luminoso, e un clima arido che assicura cieli nitidi e sgombri di coperture nuvolose, basti pensare che nel 1971 fu registrata una precipitazione piovosa dopo 400 anni di totale siccità. La tradizione degli studi siderali ha da queste parti una storia molto lunga, che risale fino alla metà del I° millennio d.C., periodo a cui sono datati alcuni resti archeologici rupestri indagati nei pressi di uno dei principali osservatori astronomici del Cile, La Silla, ascrivibili alla cultura precolombiana El Molle, che testimonierebbero una fine conoscenza del cielo notturno e dei corpi astrali. Insomma, da sempre in Cile l’uomo solleva il capo con gli occhi colmi di stupore per l’esplosione luminosa della volta australe, profonda, abissale, eppure così vicina e tangibile dagli altopiani ai piedi delle Ande. Addirittura l’etimologia del nome, così assonante all’italiano cielo, sembrerebbe ricollegarsi a termini araucani o quechua che indicano la profondità, il confine. E in effetti non ci si può che sentire, sotto le stelle del Cile, al punto di congiunzione tra finito e infinito.

Atacama Large Millimeter Array (ALMA)

OSSERVATORI ASTRONOMICI DEL CILE ALMA

Iniziamo l’itinerario degli osservatori astronomici del Cile con il più grande complesso terrestre, tecnicamente un “radiointerferometro”, vale a dire un insieme di radiotelescopi, in questo caso 66, grosse parabole di 7 e 12 metri di diametro che captano le onde radio diffuse per l’Universo. Si chiama Atacama Large Millimeter Array, in sigla ALMA, perché in effetti punta all’essenza, alla questione dell’origine del cosmo: le potenti antenne catturano, e fanno poi confluire in un unico cervello centrale, degli scampoli di luce, invisibili all’occhio umano, provenienti da regioni remotissime, probabili residui della nascita di stelle lontane miliardi di anni luce. ALMA è stato inaugurato nel 2013 con un investimento di 1 miliardo di euro frutto di uno sforzo congiunto di U.E. (con ESO), U.S.A. (con NRAO), Giappone, Taiwan e Cile, ad oltre 5000 metri d’altezza sull’altopiano di Chajnantor, dove è impegnato a mappare la genesi di pianeti, stelle e galassie, restituendo ricostruzioni dell’universo primordiale. Non lontano da ALMA si trovano altri importanti osservatori: l’Atacama Pathfinder Experiment telescope (APEX), sempre dell’ESO, potente radiotelescopio di 12 metri di diametro, l’Atacama Cosmology Telescope (ACT), riflettore con uno specchio primario di 6 metri  e uno secondario di 2, che osserva una sottile striscia di cielo  al fine di studiare le microonde che sarebbero residuo del Big Bang, e l’Atacama Submillimeter Telescope Experiment (ASTE), antenna submillimetrica di 10 metri di diametro gestita dall’Università di Tokyo, qui impegnata anche con il MiniTAO Telescope (a 5640 metri il più alto permanente al mondo) e l’Infrared Telescope, in completamento per il 2018.
Le visite pubbliche ad ALMA richiedono di registrarsi in anticipo. Da ricordare le difficoltà dovute alla notevole altitudine, soprattutto per la respirazione, motivo per cui agli ospiti vengono fornite apposite dotazioni per il rifornimento di ossigeno.

Very Large Telescope – Cerro Paranal

osservatori astronomici del Cile Very Large Telescope

Eccoci ora a un caposaldo degli osservatori astronomici del Cile. E non solo. Infatti l’Osservatorio del Cerro Paranal, inaugurato nel 1998 a 2600 metri d’altitudine in pieno deserto di Atacama, a pochi chilometri dall’Oceano Pacifico, risulta la più potente stazione della banda visibile al mondo, gestita dall’ESO, che ha individuato questo sito caratterizzato da una eccezionale secchezza atmosferica, al punto che non vi è mai stata registrata alcuna precipitazione. Qui si può toccare con mano, in uno spettacolare scenario paesaggistico dai tratti lunari, la punta di diamante della tecnologia astrofisica, in particolare il VLT, vale a dire Very Large Telescope, il più avanzato array ottico del mondo, composto da 4 telescopi principali di 8,2 metri di diametro e 4 telescopi ausiliari di 1,8 metri. Questi possono essere usati sia singolarmente che coordinati, formando un interferometro, cioè lo strumento che incrocia onde elettromagnetiche differenti: tramite complessi sistemi di specchi collocati in canali sotterranei, si riesce a costruire immagini dei movimenti astrali con risoluzioni precisissime, paragonabili alla descrizione della luce di un faro d’automobile alla distanza della Luna. L’Eso Hotel, detto La Residencia possiede un fascino da colonia marziana, con la sua lussureggiante serra interna ideata per ridare, alla lettera, ossigeno agli scienziati impiegati al VLT e immortalata durante le riprese di “Quantum of Solace”, 22° capitolo della saga cinematografica di James Bond (2008).
Non bisogna infine dimenticare che Cerro Armazones (già sede dal 1995 di un osservatorio), a breve distanza dal Paranal, è stato eletto quale dall’ESO per il suo prossimo telescopio ottico, l’European Extremely Large Telescope (E-ELT), strumento con un telescopio composito di 39 metri di diametro che, a 3060 metri, sarà il più grande occhio terrestre rivolto al cielo, la cui prima luce è prevista per il 2024.
Le visite guidate a Cerro Paranal sono tenute il sabato e richiedono prenotazione anticipata.

 Osservatorio di La Silla

Osservatori astronomici del Cile La SIlla

Quando nel 1964 il neonato ESO dovette individuare un sito per installare il suo primo complesso di ricerca in Cile, scelse un rilievo montuoso alto circa 2400 metri, ai margini del deserto di Atacama, noto per la sua forma col nome di La Silla, la sella. Da allora l’Osservatorio che ne prende il nome è all’avanguardia nel conseguimento di risultati fondamentali legati alla conoscenza dell’Universo. L’array si compone ad oggi di tredici telescopi (di cui 4-5 pienamente operativi), di cui si segnalano due potenti strumenti ottici, tra i più produttivi a livello mondiale, dell’ordine dei 4 metri di diametro. Per citare alcune delle scoperte effettuate a La Silla possiamo ricordare quelle degli esopianeti colti grazie al precisissimo spettrografo HARPS, operativo dal 2003.
Le visite guidate all’Osservatorio di La Silla sono tenute il sabato e richiedono prenotazione anticipata.

Osservatorio Las Campanas

osservatori astronomici del cile Campanas

A una quarantina di chilometri a Nord di La Silla, ci avviciniamo ora a una perla degli osservatori astronomici del Cile. La sua attività iniziò nel 1969, quando l’inquinamento luminoso aveva iniziato a invadere i cieli fino ad allora scuri della California, famosa non a caso per i suoi osservatori astronomici dove erano state scritte le pagine principali dell’astrofisica contemporanea. Così il Carnegie Institution for Science, celebre organizzazione scientifica statunitense, soppiantò il centro di Mount Wilson con un rilievo roccioso di circa 2400 metri che si innalza all’ingresso meridionale del deserto di Atacama, sovrastato dal cielo più terso e limpido del pianeta. L’Osservatorio di Las Campanas, non distante da La Serena, rimane da allora uno dei capisaldi della ricerca astronomica nel paese sudamericano, soprattutto grazie ai telescopi ottici gemelli di 6.5 metri di diametro intitolati a Magellano, riconosciuti da più parti come i migliori strumenti a immagini naturali del mondo, inaugurati a inizio anni 2000. Nell’array attuale spiccano il Du Pont Telescope, di 2,5 metri, che ebbe la prima luce nel 1977, e lo Swope di un metro, operativo dal 1971. La vera punta di diamante di Las Campanas è però a venire. Nel 2025 verrà infatti completato il Giant Magellan Telescope, potentissimo assemblaggio di sette telescopi gregoriani disposti ad esagono per un diametro totale di 25,4 metri all’interno di una torre alta 60: questo prodigio tecnologico saprà scrutare sia lo spettro visibile che quello infrarosso.
Tutte le informazioni riguardanti le visite si trovano sulla pagina dedicata nel sito ufficiale dell’Osservatorio.

 Cerro Tololo Inter-American Observatory

osservatori astronomici del Cile Cerro Tololo

L’Osservatorio di Cerro Tololo, detto Inter-Americano perché gestito dalla statunitense National Optical Astronomy Observatory, è aggrappato su un crinale roccioso di 2200 d’altezza, alle porte di Atacama, non distante da La Serena. Questo centro scientifico ha detenuto, dal 1976 al 1998, il primato per il più grande telescopio dell’emisfero meridionale, il Víctor M. Blanco Telescope di 4 metri di apertura, ospitato nell’iconica cupola argentea. A questo gigante che ha segnato e continua a inanellare traguardi decisivi nella storia dell’astronomia si aggiunge, più in alto, sul Cerro Pachón, il Southern Astrophysical Research Telescope (SOAR) di 4,1 metri, un’altra perla del ricchissimo repertorio di strumenti ottici presente in Cile, vicino al quale dal 2022 sarà attivo il Large Synoptic Survey Telescope (LSST), riflettore di 8,4 metri che scatterà circa 200.000 fotografie all’anno della volta celeste australe.
Le visite al Cerro Tololo Inter-American Observatory avvengono, tempo permettendo, ogni sabato dell’anno, e richiedono una prenotazione anticipata. Sul sito tutte le informazioni.

Gemini South

Osservatori Astronomici del Cile - Gemini South

Abbiamo citato poco fa il Cerro Pachón. Sulla sua vetta, a 2700 metri, è sito un altro pezzo forte degli osservatori astronomici cileni, vale a dire Gemini South, il formidabile occhio che insieme al “gemello” delle Hawaii mappa l’intero universo visibile dalla Terra, ovviando alla difficoltà per cui un osservatore che si trovi nell’emisfero settentrionale e uno che si trovi in quello meridionale non contemplano lo stesso cielo. Dal 2000, però, una missione internazionale composta da Stati Uniti, Canada, Cile, Brasile e Australia sotto l’egida dell’AURA, ha trovato il modo di ovviare all’ostacolo installando due potentissimi telescopi ottici di 8.1 metri di apertura a nord e a sud dell’equatore. Gemini, si chiamano, perché identici. Uno si trova a 4300 metri sul Mauna Kea, il vulcano quiesciente delle Hawaii, l’altro qui in Cile. I tour guidati, aperti soprattutto ai gruppi di appassionati, consentono di scoprire ogni aspetto di queste avveniristiche cittadelle della scienza. Ai piedi della struttura metallica a cupola che ospita il telescopio, circondato da un paesaggio scabro, lunare e marziano, sembra di trovarsi in una dimensione extratterestre. Intanto il gigante starà incrociando i dati con quelli che arrivano dal fratello delle Hawaii.
Per le restrizioni a cui sono sottoposte le visite all’Osservatorio Gemini South, accessibile a studenti e ricercatori, è consultabile il sito ufficiale.

Osservatori turistici

osservatori_astronomici_del_Cile_Mamalluca

Astronomia turistica, o turismo astronomico. Si può dire che queste due espressioni equivalenti siano nate in Cile, in particolare presso lObsevatorio Cerro Mamalluca, vicino a Vicuña, che negli anni 90 fu il primo a tenere aperte le porte, soprattutto di notte, ai visitatori. Sito a circa 1100 metri di quota, il centro scientifico vanta un buon parco di telescopi (uno Schmidt Cassegrain di 30 cm, un MEADE Star Finder da 40 cm e tre dobsoniani da 30 cm), un planetario e un’interessante esposizione museale. Curiosità: l’Osservatorio ha ispirato l’omonimo album del gruppo progressive cileno Los Jaivas, uscito nel 1999. Tutte le informazioni sui tour sono disponibili sul sito ufficiale del Mamalluca. A circa 50 km di distanza si segnala un altro centro astronomico turistico, l’Observatorio Cielo Sur, situato a 1700 metri, in piena valle dell’Elqui, con le sue due cupole di 1,5 metri di diametro e il fiore all’occhiello rappresentato da uno Schmidt Cassegrain di 28 centimetri. Rimanendo in zona merita senz’altro una visita l’Obervatorio del Pangue, dal quale le uniche costruzioni che si vedono sono altri osservatori astronomici, vale a dire il SOAR, Gemini e Tololo. La posizione isolata, l’ottima qualità dell’aria e il buio totale regalano, già a occhio nudo, uno spettacolo magnifico, amplificato in uno stupore possente se si osserva il cielo mediante il T700 Newton di 71 centimetri di diametro, inaugurato nel 2016 e al momento il più grande telescopio pubblico del paese. Tra gli altri osservatori astronomici del Cile a destinazione turistica citiamo il Collowara, il Cruz del Sur e il Paniri Caur – Chiu Chiu (qui una descrizione dettagliata). Tutti ottimi porti per salpare verso l’infinito palpitare dell’Universo.

Ecco una mappa degli osservatori astronomici del Cile che abbiamo toccato:

osservatori astronomici del Cile Mappa

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