Dallas e il grande Sud

Dalle atmosfere western del Texas alla cultura afroamericana e musicale di Louisiana, Mississippi e Tennessee, l'anima più profonda degli States

Un viaggio negli Stati Uniti del Sud, che taglia trasversalmente le sue diverse identità, tradizioni, sfaccettature, passando dalle immense pianure del Texas, il Lone Star State, col suo rude fascino di cowboy, al bacino idrografico gravitante intorno al fiume Mississippi, culla della fecondissima umanità afroamericana.

Dallas, tra le città più dinamiche degli Stati Uniti, interessata da un fervido processo di gentrification, si fregia di importantissime istituzioni culturali, su tutti l’Arts District, il principale quartiere museale e ricreativo d’America.

Non meno propulsiva San Antonio, il più antico insediamento del Texas, fondato da Francescani spagnoli nel 1718: di questo passato coloniale rendono una squisita testimonianza architettonica le quattro strutture conventuali incluse nel San Antonio Missions National Historical Park, Patrimonio UNESCO dal 2015, e quella di Fort Alamo, celebre per un episodio di eroica resistenza alle truppe messicane avvenuto durante la rivoluzione texana (1836), ancora molto sentito nella coscienza popolare di uno Stato in cui si coltiva un orgoglioso senso di appartenenza storica.

Terza tappa, e quarta metropoli più popolosa della confederazione, Houston è città multietnica, che vanta, oltre a quello demografico, numerosi primati: secondo porto di tutta la nazione, centro industriale e tecnologico, legato soprattutto al settore petrolifero ed energetico, sede di nove tra le più 500 importanti aziende americane, terzo più svettante skyline dopo New York. E, vanto non da poco, il suo nome è risuonato addirittura nello spazio, il 14 aprile 1970, quando l’equipaggio dell’Apollo 13 mandò al Lyndon B. Johnson Space Center, la base NASA non distante dal centro urbano, il famosissimo messaggio: “Houston, we’ve had a problem.”

In direzione Est, varcato il confine con la Louisiana, l’itinerario giunge a New Orleans,  la capitale creola, esoterica, in bilico tra tenebre e redenzione, patria dell’immenso Satchmo, Louis Armstrong: nei locali del French Quarter, al blues si aggiungono lo zydeco, le sonorità cajun e, ovviamente, il jazz, che ha il proprio tempio nella Preservation Hall.

Risalendo il corso del Mississippi, s’incontrano Vicksburg, che ospita il monumentale National Military Park, sul sito di una battaglia decisiva della Guerra Civile americana, e Clarksdale, sosta imprescindibile lungo il Mississippi Blues Trail, in virtù del Delta Blues Museum, del Ground Zero Blues Club di Morgan Freeman e dell’incrocio tra Highway 49 e 61, presso il quale Robert Johnson, il genio maledetto e tutelare del blues, avrebbe venduto la propria anima al diavolo.

Ora il viaggio punta verso il Tennessee e Memphis (consigliabile, prima, una deviazione a Tupelo, cittadina natale di Elvis), la grande fucina artistica e discografica che, negli anni ’50-’60, vide l’incontro e la fusione tra le diverse anime etniche della musica southern. Qui non si possono perdere: i Sun Studio, “birthplace del Rock’n’Roll”, Beale Street, la strada madre del blues fitta di locali storici, lo Stax Museum, appartenente alla principale etichetta gospel del mondo, Graceland, la faraonica dimora di Elvis, il National Civil Rights Museum, ospitato nel motel dove fu assassinato Martin Luther King, e poi a scelta la Memphis Music Hall of Fame e la Blues Hall of Fame.

Nemmeno il capolinea è avaro di emozioni. Eccoci a Nashville, capitale del Tennessee, l’Atene del Sud, la City Music, la patria del country, celebrato dal grandioso Country Music Hall of Fame and Museum, 2 milioni e mezzo di oggetti in esposizione, da rari filmati d’epoca a indumenti delle star. Immancabili, inoltre, gli RCA Studio B, a “home of 1000 hits”, la sala di registrazione fondata nel 1956 da Dan Maddox, dove sono state incise oltre 35000 canzoni, di cui 1000 successi da top parade e circa 260 brani di Elvis, oltre a Roy Orbison, Chet Atkins, Jim Reeves, The Everly Brothers, Charley Pride, Waylon Jennings, Dottie West, Don Gibson, il Museo dedicato a Johnny Cash, l’immortale “man in black” che riposa proprio a Nashville, e il Grand Ole Opry House, noto come The Show that Made Country Music Famous, il più longevo programma radiofonico del mondo, in onda dall’8 novembre 1925.

Un Sud che non mancherà di farvi innamorare.

DURATA

16 Giorni / 14 Notti

PREZZO

A partire da euro 2.260 per persona

CATEGORIE

City Life
On The Road

A partire da euro 2.260 per persona

INCLUSO

ESCLUSO

  • Voli intercontinentali

  • Tasse aeroportuali

  •  Noleggio auto (dal terzo giorno)

  • Pernottamento nelle strutture indicate

  • Quote di gestione pratica

  • Assistenza Alidays 24 h 24 e 7 giorni 7


  • Extra e mance in generale

  • Tutto quanto non espressamente indicato


ITINERARIO DI VIAGGIO

16 giorni /14 notti

1

DALLAS


Hotel:Best Western Market Center

Durata: 2 notti
Camera Standard (prima colazione)

2

SAN ANTONIO


Hotel: Super 8 Downtown Riverwalk

Durata: 1 notte
Camera Standard (prima colazione)

3

HOUSTON


Hotel: Comfort Suites Houston

Durata: 2 notti
Camera Standard (solo pernottamento)

4

NEW ORLEANS


Hotel: Wyndham New Orleans French Quarter

Durata: 3 notti
Camera Standard (solo pernottamento)

5

VICKSBURG


Hotel: Best Western Vicksburg

Durata: 1 notte
Camera Standard (solo pernottamento)

6

CLARKSDALE


Hotel: Hampton Inn Clarksdale

Durata: 1 notte
Camera Standard (prima colazione)

7

MEMPHIS


Hotel: Days Inn Graceland

Durata: 2 notti
Camera Standard (prima colazione)

8

NASHVILLE


Hotel: Alexis Inn & Suites

Durata: 2 notti
Camera Standard (solo pernottamento)

IL NOSTRO ESPERTO

Giuseppe Gerevini

Esperto Canada - U.S.A.

PAESI VISITATI NELLA TUA DESTINAZIONE Tutti, in diversi anni. Il mio primo viaggio negli USA l’ho fatto nel 1984, a Los Angeles. L’impatto è stato strepitoso, un innamoramento a prima vista. Mi sembrava di vivere costantemente dentro un film. Era l’anno delle Olimpiadi, quelle storiche in cui ci fu il boicottaggio dell’ex Unione Sovietica. Vi rimasi quasi 3 mesi, durante i quali ho visitato gran parte della California, Arizona e Nevada. In seguito sono tornato negli USA a più riprese, sia per piacere che per lavoro, coprendo praticamente quasi tutti gli Stati. Più recentemente ho iniziato a esplorare in varie occasioni anche il Canada, innamorandomi della sua natura maestosa.

IL PAESE PREFERITO NELLA TUA DESTINAZIONE

Indicherei delle città. Negli U.S.A. San Francisco e Los Angeles, sulla West Coast, New York e Boston sulla East. Come dire le due anime dell’America. In Canada Montrèal e Quèbec City, nella zona orientale, più europea e francofona, e Vancouver, deliziosa metropoli giardino affacciata sul Pacifico. IL VIAGGIO CHE TI È RIMASTO NEL CUORE Hawaii, estate 2015. Era una vita che progettavo questo viaggio e non ha deluso le mie aspettative. Ciò che più mi ha colpito è stato il contrasto tra la conformazione vulcanica delle isole e la lussureggiante vegetazione tropicale che le ammanta, rendendole simili a dei paradisi ancestrali. UN RICORDO E UN ANEDDOTO LEGATO ALLA TUA DESTINAZIONE Vorrei citarne due. L’emozione di osservare le balene a pochi metri di distanza, al largo della costa di Tofino, su Vancouver Island, nella British Columbia canadese. E poi l’incontro causale avvenuto con un Sioux Lakota nella piana di Pine Ridge, in South Dakota. Stavo visitando il luogo sacro di Wounded Knee, dove avvenne un terribile massacro perpetrato nel 1890 dall’esercito statunitense, raccontato dal noto saggio storico di Dee Brown: il ragazzo si è offerto di raccontarmi alcuni aneddoti appresi dai suoi nonni sulla vicenda, storie tramandate di generazione in generazione perché non svanisse il ricordo di un periodo oscuro della storia americana. LE TUE PASSIONI DI VIAGGIO Sono da sempre appassionato di cinema e durante i miei viaggi negli Stati Uniti vado spesso alla ricerca delle locations dei miei film preferiti.

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