Mercury 13, le astronaute che non raggiunsero lo spazio

A partire da 1.780 €

Il centenario dell’emendamento alla Costituzione che, nel 1920, allargò il voto alle donne statunitensi, cade l’anno successivo a un’altra importante ricorrenza, il cinquantesimo anniversario dello sbarco umano sulla Luna (1969- 2019), con la missione Apollo 11. Il nuovo programma varato dalla NASA per raggiungere il nostro Satellite, intitolato significativamente Artemis, divinità muliebre, selenica, prevede che una donna, dopo dodici uomini, possa calcarne il suolo cinereo. Fino ad ora pregiudizi di genere non pochi pregiudizi di genere hanno allignato all’interno dell’Agenzia Spaziale Americana.

Lo testimonia la storia delle Mercury 13, così chiamate sul modello dei Mercury 7, il primo gruppo di astronauti statunitensi: queste tredici aviatrici superarono, a
inizio anni ‘60, i test medici necessari per ottenere l’autorizzazione a volare nello Spazio, ma i vertici politico-militari non acconsentirono mai alla loro partenza.
Ne scaturì un caso di vasta risonanza mediatica, con tanto di interrogazioni parlamentari. La prima statunitense a lasciare la Terra a bordo di una navicella sarà Sally Ride, nel 1983, per inciso la prima astronauta dichiaratasi pubblicamente LGBT, ben vent’anni dopo la sovietica Tereskova.

Merita ricordare i nomi di quelle donne: Myrtle Cagle, Jerrie Cobb, Janet Dietrich, Marion Dietrich, Wally Funk, Sarah Gorelick Ratley, Jane Briggs Hart, Jean Hixson, Rhea Hurrle Allison Woltman, Gene Nora Stumbough, Jessen, Irene Leverton, Jerri Sloan Hamilton Truhill, Bernice Trimble Steadman. Anche grazie a loro, la mentalità e i costumi sono migliorati.

 

Programma

Viaggio a Washington

WASHINGTON D.C.

HOTEL: The Embassy Row Hotel

Durata: 2 notti
Camera Standard (solo pernottamento)

Focus Suffragio: 

Il National Air & Space Museum di Washington D.C., uno dei 19 musei che fanno parte della Smithsonian Institution, è la più grande raccolta esistente di esemplari di aerei e astronavi, e si distingue, in virtù di un’organizzazione scientifica eccellente, per la capacità di esporre i reperti a partire da un preciso progetto divulgativo, attento tanto agli aspetti storici quanto alle conquiste ultime delle discipline connesse all’esplorazione dello spazio. Possiede, tra le migliaia di reperti (oltre 1200 aeroplani e le 135 astronavi: spiccano il SR-71 Blackbird, il jet più veloce del mondo, il Flyer dei fratelli Wright, lo Spirit of St. Louis di Charles Lindbergh e il modulo di comando dell’Apollo 11), una collezione di manufatti astronautici appartenuti a Sally Ride, la prima statunitense a volare nello spazio. Presso l’Aeroporto Internazionale Washington Dulles di Chantilly si trova invece dal 2011 un suo distaccamento, lo Steven F. Udvar-Hazy Center, che vanta l’imponente Space Shuttle Discovery, protagonista di decine di missioni NASA. La capitale federale offre inoltre, rimanendo in tema femminile, il National Museum of Women in the Arts.

Greenbelt (Maryland)
Sempre nei paraggi di Washington, ma nel Maryland, a Greenbelt, si trova il grande cervello astronomico della NASA. Forse non bastano i numeri per spiegare l’importanza del Goddard Space Flight Center, inaugurato nel 1959 e intitolato al grande scienziato statunitense Robert Goddard, padre della missilistica a propulsione: la più grande organizzazione di scienziati e ingegneri degli Stati Uniti, impegnata nell’incremento della conoscenza astronomica di Sole, Terra e pianeti mediante le sonde spaziali, raccoglie circa 10000 addetti.

Viaggio USA Philadelphia tour

PHILADELPHIA

HOTEL: Le Meridien Philadelphia

Durata: 2 notti
Camera Standard (solo pernottamento)

 

NEW YORK CITY

HOTEL: Nyma The New York Manhattan Hotel

Durata: 4 notti
Camera Standard (prima colazione)

Focus Suffragio: 

Presso l’Intrepid Sea-Air-Space Museum di Manhattan si ammira il primo Space Shuttle della NASA, realizzato tra 1972 e 1976, prototipo del successivo programma. La sua storia merita due righe. Infatti doveva chiamarsi Constitution, per il bicentenario della Carta americana (1776), ma i fan di “Star Trek” promossero una campagna di firme per battezzarlo Enterprise, come la navicella USS Enterprise (NCC-1701) dello sceneggiato. All’inaugurazione era presente gran parte del cast, il produttore compreso, e fu eseguita la colonna sonora della serie TV.

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