Chi siamo

Chi siamo2019-12-23T11:16:48+00:00

Alidays, la storia

Chi siamo Alidays

La storia di Alidays trae origine nel 1992, dall’intento di avvicinare il mondo universitario italiano al viaggio, mediante la proposta di soggiorni studio presso alcune università statunitensi.

Storia 2

Nel 2002, con la gestione di Davide Catania, l’azienda punta sul settore leisureoggetto di investimenti e quindi di notevole sviluppo grazie al concetto di itinerario su misura, personalizzato sulle esigenze specifiche del singolo cliente. Il progetto, imperniato sin dalla fondazione (2002) su un mercato B2B, rivolto esclusivamente alle agenzie di viaggi, è partito dalla regione nordamericana, estendendosi successivamente ad altre destinazioni a lungo raggio, fino a coprire, ad oggi, tutti i continenti extraeuropei. L’attenzione verso il viaggio nella sua accezione di bene immateriale, incorporeo e, perciò, duraturo, in quanto attiene alla Persona, alla sua storia, alla sua vita, ha seguito e continua a snodarsi lungo tre direttrici, distinte e complementari:

LA FORMAZIONE DEL CONSULENTE INTERNOa livello di conoscenza specialistica delle destinazioni e di eccellenza nel servizio, con grande spicco dato alla relazione umana e alla puntualità nell’evasione delle richieste.

LO SVILUPPO TECNOLOGICOfinalizzato a fornire l’azienda e il cliente di strumenti digitali per la prenotazione e il design su misura di itinerari.

IL CONTENUTO E LA NARRAZIONE DI VIAGGIOvolti a instaurare un dialogo con il potenziale fruitore dei servizi e a far emerge tutta la ricchezza di temi e valori impliciti nelle diverse geografie.

 

 

Nel 2011 muta il logo di Alidays, sostituendo la qualifica di Tour Operator con quella di Travel Experiences

 


Il progetto
Fluidtravel, varato nel 2015, conferma questo approccio: una piattaforma di esperienze di viaggio, suddivise per categorie d’interesse, tematiche e destinazioni, la cui architettura gravita proprio intorno all’idea di costruire l’itinerario a partire dalla persona, dalle sue caratteristiche e passioni.

Il 2018 vede la nascita di Hozho, la nuova avventura americana di Alidays:
basata a New York, l’azienda crea prodotti di viaggio sartoriali, dalla spiccata
peculiarità e valenza tematica, che attingono tutta la ricchezza di valori e spunti
offerti dagli States.

Da ultimo, Glance, magazine e linea di prodotto high end, prosegue e accentua l’importanza della persona e dei contenuti a lei rivolti, in una reinterpretazione del concetto di lusso, visto non solo, o non tanto, come categoria di spesa o servizio, quanto nei termini di una filosofia globale del viaggio: eccellenza del servizio, consulenza e narrazione.

La nostra sede

La sede di Alidays è una casa, un luogo di ospitalità e incontro. Qui amiamo accogliere clienti, fornitori, colleghi e altri interlocutori, per mostrargli il nostro mondo, le dinamiche che lo animano dall’interno, per dialogare, scambiarsi idee, apprendere. Stando insieme.

Dal febbraio 2018 Alidays si è trasferita nei nuovi uffici di proprietà, dell’estensione di circa 1000 mq, distribuiti su tre piani di uno storico edificio sito in via Adige 20, nel gradevole quartiere milanese di Porta Romana, ingresso meridionale della città, sviluppatosi a partire dal XIX secolo esternamente alla cerchia delle mura spagnole.
Motore di tale crescita urbanistica fu l’inaugurazione, nel 1891, dello scalo ferroviario di Porta Romana. Da allora iniziarono ad insediarsi numerose attività industriali, prendeva consistenza un distretto operaio assai vitale, testimoniato dal ben conservato tessuto di archeologia industriale a cui appartiene anche la sede di Alidays, posta nel corpo di fabbrica originale dell’ex Molino Besozzi Marzoli – luogo di nascita della Borsa Cereali – costruito tra 1911 e 1912.

Questo processo metamorfico fu immortalato in varie opere di uno dei padri del futurismo italiano, Umberto Boccioni, che visse tra il 1909 e il 1912 nel bel caseggiato di via Adige 23, dove oggi una targa ricorda l’illustre inquilino, proprio di fronte alla sede di Alidays. Il pittore non mancò di citarla nei famosi ritratti della madre al balcone: ne “La strada entra nella casa” (1911) dipinge i lavori di scavo delle fondamenta, mentre nel capolavoro “Materia” (1912) sono riconoscibili i tre monumentali varchi d’accesso che si aprono sul prospetto del palazzo.

“Il viaggio non soltanto

allarga la mente:

le dà forma.”

Bruce Chatwin, Anatomia della irrequietezza